BWV 903 Cromatische Fantasie und Fugue in D moll
aprile 17, 2006 by quoyle
Inserito nella categoria Classica, Pianoforte
Durante il suo soggiorno a Weimar dal 1708 al 1717 Bach compose alcune splendide opere, tra cui la possente fantasia cromatica in Re minore BWV 903. Un periodo in cui Bach suonera’ e comporra molte opere profane per organo, con un’attenzione particolare al controllo del suono, attenzione che si ascolta in maniera decisa nella Fantasia Cromatica, sia nella versione per pianoforte che per clavicembalo. Un magma sonoro impressionante che ipnotizza, che si sprigiona con forza dalle note della fantasia e della fuga. La musica di Bach per certi versi e’ impressionante, e’ come se la sua musica fosse sempre esistita e’ come se il sistema tonale fosse stato creato per poter far esprimere il genio di Bach, l’ascolto della sua musica e’ un esperienza che e’ fondamentale anche per chi fa del Jazz, l’arte della fuga ed il gusto geometrico di Bach si avvertono in molti pianisti jazz contemporanei, insieme ad altre influenze classiche, Jarrett e’ ad esempio completamente invaso dall’arte della fuga e del contrappunto, e’ assolutamente incredibile quella fuga completamente improvvisata all’inizio del concerto di Parigi ed in molte sue improvvisazioni, anche Mehldau tra le molte influenze classiche ha sicuramente l’arte del dialogo tra le due mani di Bach.
Una delle pagine piu’ belle ed emozionanti mai scritte da Bach sono appunto questa Fantasia Cromatica, si rimane ipnotizzati, quando inizio ad ascoltarla posso andare avanti per ore senza riuscire a smettere, rapito dall’armonia delle sfere celesti, il grande disegno divino che Bach riesce a rappresentare come nessun altro musicista sia mai riuscito. Si sente l’armonia delle sfere, l’universo che viene invaso dal mistero della musica, il mistero della genesi, e’ un’ esperienza cosi’ completa e cosi’ totalizzante l’ascolto di questa piccola pagina di meraviglia piena di sensualita’ e forza.

(On Air Fantasia Cromatica e Fuga in D min BWV 903 Piano and Cembalo Version)
Un anno fa :















e il vigore che ti scuote improvviso a un certo punto? un impulso deciso allo scadere del secondo minuto di esecuzione e nel viaggio verso il terzo e il quarto e il quinto.
bach… ach! bach…
(scusa scusa, lo so che è assurdo segnarsi i minuti, ma è per intenderci, vista la mia ignoranza in materia)
Mi sono resa conto di quanto ho amato studiare Bach solo dopo l’esame di ottavo.
E io ti lascio la buonanotte.
..Con scodazzo di fili colorati..
Dormi bene orso.
Ascolta Glenn Gould,
@noce so che sei una bachiana, mi sembra di aver letto qualche tempo fa qualcosa da te
@alba lo studio di tutte le cose a volte e’ vero ha un effetto strano ti perdi dietro allo studio e non cogli la bellezza, e’ successo cosi’ a me per la letteratura, per la musica, per la fisica… mi sono reso conto dopo quando avevo acquisito i concetti di quanta bellezza ci fosse.
@upi baci
@anonimo sintetico eh? Cmq amo molto Gould l’ho ascoltato e lo ascolto spesso l’accoppiata bach + gould e’ micidiale non e’ un caso che nel voyager 2 ci sia un frammento di bach suonato da gould, un cartellino di presentazione forse troppo lusinghiero per questi esseri umani, potrebbero pensare che siamo tutti cosi’ …..
Come già detto da Noce, mi limito ad ascoltare…
magnifica, Q., tra le opere più sperimentali ed innovative del Genio Assoluto (=JSB)
la rilettura di Busoni, per quanto immaginifica e ridondante, non rende come l’originale
sempre bellissimo qui, era troppo tempo che non passavo
notte, fratello
L.