Bulgarska (Magie)

Carlo Ludovico Bompiani – La notte
(..On Air BojanZ Bulgarska Torino 5 Marzo 2005 Teatro Regio .. )
Vee Jay Sessions (Easy living)
E’ decisamente superfluo aggiungere qualcosa al sax di Wayne Shorter ed alla tromba di Lee Morgan, la sensazione di positivita’ che si sprigiona dalle note e’ evidente, davvero Easy Living, il cofanetto che raccoglie tutto il materiale delle Vee-jay Sessions e’ un regalo che mi feci qualche tempo fa, una delle cose piu’ belle che mi sia mai regalato,.6 cd di gioia e leggerezza e passione, le prime registrazioni di Wayne Shorter nel 1959 l’inizio di una carriera e di una crescita musicale che hanno pochi uguali nel jazz contemporaneo, l’ascolto ideale per un Venerdi’ che chiude due settimane dure.
(On Air Getting to know you – Easy Living Wayne Shorter e Lee Morgan Vee jay sessions)
Here’s that rainy day (Ballata di una stagione incompiuta)
Le fiamme possono ardere il violino,
ma non sfiorano crome e semicrome.
(Nasos Vaghenas Ballata di una stagione oscura)

Avevo parlato di questo brano qualche tempo fa, lo amo, lo avevo sentito mio e suonato. Come spesso capita esiste sempre un momento in cui si incappa in qualcosa di inaspettato, di non previsto, cosi’ nella musica quando si e’ curiosi, si ascolta e si riesce a trovare materiale inedito, si riesce spesso ad ascoltare qualcosa di magico. Stamane ho preso dalla discoteca una manciata di dischi a caso, alcuni inediti che non avevo mai ascoltato, vengo attratto da un solo di Gonzalo Rubalcaba, pianista cubano di grandi doti tecniche, non so bene cosa aspettarmi, metto il cd e vengo proiettato in un mondo incredibile, pause lunghissime, sospensioni magnetiche, alcune note sono incredibili, una semplicita’ ed un controllo del suono che hanno dell’incredibile, mi stropiccio gli occhi, non riesco a credere di poter sentire una bellezza cosi’ potente, una interpretazione cosi’ profonda, sentita mai compiaciuta. E devo riascoltarla subito perche’ ci sono troppe cose dentro che mi hanno stupito, e la trovo sicuramente l’interpretazione piu’ bella di questa ballad. I bassi discreti, i medi corposi e gli acuti taglienti, una registrazione semplice dal pubblico, eppure il suono e’ meraviglioso, e’ tutto dove deve essere ogni nota ha un suo senso, io potrei impazzire per quello che succede intorno alla fine del secondo minuto, per quello che sta venendo fuori e come riprende l’esposizione dell’improvvisazione, sono in estasi, la riascolto per tutto il giorno e mi torna in mente in continuazione, e’ un ascolto che diventa sempre piu’ bello man mano che ci si lascia pervadere dalla bellezza.Aperture di una dolcezza non umana, poi cluster di note buie, ballata oscura eppure luminosa.
(On Air Gonzalo Rubalcaba Live Lucerna Nov 2000 Solo Piano Here’s that rainy Day)
Segni e sedi
Fermarmi qui. per guardare anch’io un poco la natura.
il luminoso azzurro del mare mattutino
e del cielo senza nuvole,con la riva gialla:
tutto e’ bello nella effusa luminosita’.
Fermarmi qui. e illudermi di vedere
quello che vidi davvero nell’attimo di sosta:
e non le mie fantasticherie, anche qui,
non le mie memorie, non le visioni della volutta’.
(Kavafis)
Eccola di nuovo arrivare, una stanchezza pericolosa, una settimana incredibile, lontano da casa immerso in una nuvola di lavoro cosi’ lontana dal mio essere, da quello che sono, da come vedo le cose. Compresso troppo compresso come sempre, con un senso di solitudine che mi divora. Sentire questo magma, e non sapere come farlo venire fuori, con chi, dove quando, sentire solo che le cose non possono continuare in questo modo. A volte proprio disperazione sorda, un dolore continuo, dovrei semplicemente avere il coraggio di fermarmi un attimo e prendermi cura di me.
E la consapevolezza di non riuscire ad essere mai completamente me stesso, in tutte quelle assurde sfaccettature che continuano a mostrarsi. La diabolica capacita’ di continuare ad illudermi di sperare che le cose non debbano essere necessariamente in un modo, che le infrastrutture sociali non esistano. Sentire, sentire e’ una maledizione, va tutto in malora, la musica, il lavoro, il mio insopportabile carattere, le amicizie, sento tutto cosi’ lontano, cosi’ distante e cosi’ nemico. Ecco sento tutto molto fuori, molto lontano, e mi fa male, voglia di fermarmi, di sostare, ed essere capace ancora di vedere quello che so di essere capace di vedere nella luminosita’. E non riuscire a fermarsi, quando si e’ in movimento frenetico, con i messaggi che quotidianamente mi devastano il cervello, quello stile di vita assurdo che vedo intorno a me, mi sento come Lost In Translation, camere di albergo, macchine, chilometri, gente che passa attraverso la propria vita, fantasmi costretti a vagare negli uffici, strategie di guadagno, il mercato… ma chi se ne fotte del mercato e chi cazzo e’ questo mercato. Non mi piace la logica del mercato che comanda, delle riduzioni dei costi, delle persone come pezzi di una catena di produzione, vali perche’ produci ed appari. L’apparenza a tutti i costi, nessun contenuto, l’arroganza nel lavoro e nei sentimenti, la legge del piu’ forte, la gentilezza sfruttata e dileggiata. Il mio mondo e’ un mondo che so non esistere se non nel mio idealismo folle, l’ho sognato qualche volta, una vita tranquilla da sorseggiare con tranquillita’ lontano dal grigiore delle citta’, lontano dalle ambizioni di potere, capace di amare realmente le persone che mi stanno intorno, capace di lasciarmi amare. Ed invece sono lontano da tutto quello che cerco, la forza di fare cose che diminuisce, la voglia di lasciarmi vedere che si dissolve. So che stasera e’ tutto piu’ nero, 4 giorni senza me, lontano da un pianoforte, lontano dal mio guscio protettivo, immerso in tutto quello che odio, negli sguardi falsi, nell’assenza di vita, ma la verita’ e’ che stasera mi sento triste, tutto quello che voglio mi sembra impossibile, tutti i miei desideri sembrano inutili.

(On Air Brad Mehldau-Danilo Rea Umbria Jazz Winter 2005 Live inedito Intermezzo Cavalleria Rusticana)
Oleo de mujer con sombrero
Ci sono brani che ti strappano il cuore, non capisci cosa hanno dentro. A volte vengo rapito, completamente da un brano da alcune note, dall’inevitabilita’ che sembrano avere alcune melodie. Oggi ho ascoltato per quasi 3 ore durante un viaggio la versione di questo brano di Silvio Rodriguez, interpretato da Bobo Stenson. Che connubio strano la melodia di Cuba ed il pianismo nord europeo, eppure Stenson non e’ nuovo a queste contaminazioni, anche nel suo ultimo lavoro ha intepretato la magnifica ballad alfonsina y el mar. Ma questa melodia mi strazia veramente, alcuni passaggi sono dentro di me, li ho sempre conosciuti, senza fatica , mi lascio invadere mi lascio entrare dentro quelle note, e poi incuriosito cerco il testo e mi accorgo di quanto bravo sia Stenson a raccontarlo, non lo conoscevo e quel lirismo che fa male, una delle cose piu’ belle che ascolto da molto tempo a questa parte. Il rientro dopo il solo di basso e’ qualcosa di impossibile da raccontare, e’ perfetto nella sua semplicita’ e nel suo trasporto, le ascolti quelle parole La cobardía es asunto de los hombres, e sono qui che non riesco a staccare, non riesco a togliermi dalla testa quelle note e vorrei avere un pianoforte e sentirle sotto le mie dita, sentirle mie come le sento adesso, ma forse inevitabilmente in quel momento le perderei, vi lascio con due versioni magnifiche, quella ufficiale dell’album in trio War Orphans e quella in solo piano un inedito di un concerto a Vasteras del 2002

OLEO DE MUJER CON SOMBRERO
Silvio Rodríguez (Cuba) – 1970Una mujer se ha perdido
conocer el delirio y el polvo,
se ha perdido esta bella locura,
su breve cintura debajo de mí.
Se ha perdido mi forma de amar,
se ha perdido mi huella en su mar.Veo una luz que vacila
y promete dejarnos a oscuras.
Veo un perro ladrando a la luna
con otra figura que recuerda a mí.
Veo más: veo que no me halló.
Veo más: veo que se perdió.Una mujer innombrable
huye como una gaviota
y yo rápido seco mis botas,
blasfemo una nota y apago el reloj.
Que me tenga cuidado el amor,
que le puedo cantar su canción.La cobardía es asunto
de los hombres, no de los amantes.
Los amores cobardes no llegan a amores,
ni a historias, se quedan allí.
Ni el recuerdo los puede salvar,
ni el mejor orador conjugar.Una mujer con sombrero,
como un cuadro del viejo Chagall,
corrompiéndome al centro del miedo
y yo, que no soy bueno, me puse a llorar.
Pero entonces lloraba por mí,
y ahora lloro por verla morir.
















