Here’s that rainy day (Ballata di una stagione incompiuta)
quoyle Maggio 23rd, 2006
Le fiamme possono ardere il violino,
ma non sfiorano crome e semicrome.
(Nasos Vaghenas Ballata di una stagione oscura)

Avevo parlato di questo brano qualche tempo fa, lo amo, lo avevo sentito mio e suonato. Come spesso capita esiste sempre un momento in cui si incappa in qualcosa di inaspettato, di non previsto, cosi’ nella musica quando si e’ curiosi, si ascolta e si riesce a trovare materiale inedito, si riesce spesso ad ascoltare qualcosa di magico. Stamane ho preso dalla discoteca una manciata di dischi a caso, alcuni inediti che non avevo mai ascoltato, vengo attratto da un solo di Gonzalo Rubalcaba, pianista cubano di grandi doti tecniche, non so bene cosa aspettarmi, metto il cd e vengo proiettato in un mondo incredibile, pause lunghissime, sospensioni magnetiche, alcune note sono incredibili, una semplicita’ ed un controllo del suono che hanno dell’incredibile, mi stropiccio gli occhi, non riesco a credere di poter sentire una bellezza cosi’ potente, una interpretazione cosi’ profonda, sentita mai compiaciuta. E devo riascoltarla subito perche’ ci sono troppe cose dentro che mi hanno stupito, e la trovo sicuramente l’interpretazione piu’ bella di questa ballad. I bassi discreti, i medi corposi e gli acuti taglienti, una registrazione semplice dal pubblico, eppure il suono e’ meraviglioso, e’ tutto dove deve essere ogni nota ha un suo senso, io potrei impazzire per quello che succede intorno alla fine del secondo minuto, per quello che sta venendo fuori e come riprende l’esposizione dell’improvvisazione, sono in estasi, la riascolto per tutto il giorno e mi torna in mente in continuazione, e’ un ascolto che diventa sempre piu’ bello man mano che ci si lascia pervadere dalla bellezza.Aperture di una dolcezza non umana, poi cluster di note buie, ballata oscura eppure luminosa.
(On Air Gonzalo Rubalcaba Live Lucerna Nov 2000 Solo Piano Here’s that rainy Day)
Un anno fa : Petra Haden and Bill Frisell, Il testimone...- pianoforte , visioni , notte , citazioni



ciao quoyle. era da un po’ che non capitavo qui. stai bene? Pare di sì.
Rubalcaba mi intriga molto. Virtuosista come pochi, capace di scorrerie stordenti (vedi Montreal Tapes con Haden), poi di esecuzioni come queste dove i pieni sono al limite del vuoto per la loro leggerezza, e dove i vuoti sono pieni.
Kreshatik!! Che piacere rileggerti, ci voleva Rubalcaba
E’ vero la cosa e’ sconvolgente, a volte un turbine di note e passione a volte silenzi e pause al limite della resistenza e della pazienza crea delle tensioni incredibili.
Anche per questo questa esibizione raccolta nella realta’ di un’esibizione live acquisisce ulteriore valore.
Spero tu stia bene e di rileggerti presto.
Quoyle
la “tua” è la versione migliore mai ascoltata.
[una pura formalità]
@ anonimo La mia era una versione dolorante , sicuramente non la migliore .Era mia e molto interiore comunque e questo le dava un valore che molte altre cose che ho suonato non avevano, ancora adesso quando l’ascolto non riesco a riconoscermi molte volte, perche’ c’era una trasfigurazione di sentimenti ed un vissuto che pesavano molto su quelle note.
Ti lascio una traccia di ascolto se avrai voglia, perche’ il brano e’ divino e tutti quelli che lo hanno toccato ne hanno svelato un angolo oscuro.
Bill Evans Alone
Stan Getz Getz Au-go-go
John Hendricks CloudBurst
Carmen McRae Bittersweet
Art Pepper Live in Toronto
Oscar Peterson Live at the Blue Note
Gonzalo RUbalcaba Solo *il disco ufficiale*
Un saluto e grazie
quella di Evans in Alone è meravigliosa…ah, Fabio, senti: non è che per caso ti ritrovi la trascrizione del brano? Una volta avevo trovato le prime 4 pagine in un gruppo su Yahoo, ma non era completa…
L.
@luca, si e’ bellissima la versione di Evans, ma come poteva essere altrimenti? No purtroppo non ho la trascrizione,
Ciao
Q
eh già, straordinaria
tranquillo, grazie lo stesso
(dovessi trovar qualcosa, ti faccio sapere, se ti interessa)
ciao Fa
L.