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Rising Wings

quoyle Giugno 5th, 2006

LE FINESTRE (Kavafis):

In queste stanze buie, dove passo
giornate soffocanti, io brancolo
in cerca di finestre. – Una se ne aprisse,
a mia consolazione- . Ma non ci sono finestre
o sarò io che non le so trovare.
Meglio così, forse. Può darsi
che la luce mi porti altro tormento.
E poi chissà quante mai cose nuove ci rivelerebbero.

(On Air Rising Wings Quoyle Fender Piano)

Un anno fa :

23 Responses to “Rising Wings”

  1. bobregularon 05 Giu 2006 at 05:55

    Kavafis è il più grande. punto. :-)

  2. astimeon 05 Giu 2006 at 08:26

    Candele

    Stanno i giorni futuri innanzi a noi

    come una fila di candele accese,

    dorate, calde e vivide.

    Restano indietro i giorni del passato,

    penosa riga di candele spente:

    le più vicine danno fumo ancora,

    fredde, disfatte, e storte.

    Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto,

    la memoria m’accora il loro antico lume.

    E guardo avanti le candele accese.

    Non mi voglio voltare, ch’io non scorga, in un brivido,

    come s’allunga presto la tenebrosa riga,

    come crescono presto le mie candele spente.

    Ciao :) )

  3. nocedifoolon 05 Giu 2006 at 10:01

    sembra suonato con un vibrafono…

  4. dieBouleversanton 05 Giu 2006 at 10:55

    G r a z i e

    per esserci sempre.

    (un bacio)

  5. quoyleon 05 Giu 2006 at 10:58

    @Bob kavafis ha qualcosa che mi ha rapito immediatamente, non so dirti, mi dispiace solo non conoscere il greco, quelle parole devono suonare divinamente nella loro lingua originale. Punto.

    @astime, un po mi sono annoiato di pensare in termini di tempo, forse e’ li il trucco, il tempo non esiste, niente passato ne futuro, ne strada indietro ne strada avanti.

    @noce effettivamente il fender e’ una specie di vibrafono, sono delle lamelle metalliche messe in vibrazione da martelletti, il suono ricorda molto quello del vibrafono, solo che e’ piu’ corposo e con gli effetti di chorus si ottengono delle sonorita’ e degli impasti interessanti, un po tutti i pianisti hanno toccato qualche volta il fender, bill evans, jarrett, chick corea e’ stato un vero e proprio maestro dello strumento esaltandone le diversita’ timbriche rispetto al piano, non puoi suonarlo avendo in mente un pianoforte infatti.

  6. quoyleon 05 Giu 2006 at 11:12

    @bea effettivamente mi sono accorto del fatto che le finestre sono io a non volerle vedere spesso. E’ il mio solito atteggiamento, quando vado in panico mi ritiro, fuggo, chiudo gli accessi. Molti segnali sono arrivati in questi giorni, molte mani a volte inaspettate, mail, messaggi privati, e non so spiegare, ho sentito che la musica ed il calore erano li, e non sono forse finestre quelle? Si posso fare come sempre, non vederle, fare finta di non vederle, magari per crogiolarmi nel mio malessere, ma serve a qualcosa? Forse vale la pena rischiare che la luce mi porti altro tormento, forse vale la pena, e credo che in fondo anche Kavakis dica questa cosa, termina con una finestra, quante cose nuove ci rivelerebbero, e’ una finestra enorme quella.

    La scelta e’ sempre quella, per evitare di stare male, stare mediamente male, ma non rischiare di stare bene, e’ forse una soluzione? Io non lo so ci ho messo 34 anni ad aprirmi un po, a cercare di far vedere quello che sono, a cercare di fidarmi un po di piu’ di me stesso, sono successe molte cose, che poi io intrisecamente non riesca ad accettare il concetto di finitudine, di linea di fine, e’ solo una follia, la vita stessa e’ legata al concetto di ciclo. Che poi in alcuni casi si abbia la certezza che quel ciclo non si e’ esaurito, oppure non sia stato vissuto correttamente, quello e’ un altro discorso (ballata di una stagione incompiuta)

    Chiudere le porte, in questo modo un po violento non aveva molto senso, ne per me, ne per le persone che non sono coinvolte nelle mie faccende, ed in un certo senso non era corretto nei confronti di quello che e’ stato ed e’ tuttora questo blog, una finestra su me stesso, un modo per capire meglio quello che ho dentro e spesso ho fatto finta o preferito non vedere.

    Grazie un bacio

    Q (Resemidiminuito)

  7. dieBouleversanton 05 Giu 2006 at 11:20

    Sai, io quel tono l’ho ascoltato silenziosamente, spesso venendo qui.

    Quel tuo gesto di chiudere, anche io l’ho spesso.

    Arriva sempre come un ceffone che mi do.

    Qualcuno mi esorta a tenere aperto ed è per questo che ancora ci sono.

    Ci siamo.

    Su quelle finestre su di noi, di una capacità che forse non ci sappiamo riconoscere.

    Ed è questa una finestra.

    Altre ce ne sono.

    Altre cen e saranno.

    La luce arriva da più finestre aperte.

    Io forse ti devo delle scuse, per essere passata sempre silenziosa senza dirti niente, se non altrove.

    Io sono contenta che tu abbia riaperto qui. E’ uno dei più bei blog io frequenti.

    E poi ci sei te dietro.

    Questo lo rende ancora più speciale.

    (un bacio, re-semidiminuito)

  8. lucamadeuson 05 Giu 2006 at 11:39

    bene

    L.

  9. gracemarystaron 05 Giu 2006 at 13:30

    bello rivederti ‘on the road’…e con un Fender

    * * *

  10. cronomotoon 05 Giu 2006 at 14:04

    ben tornato, tutto intero, sembra

    :-)

  11. quoyleon 05 Giu 2006 at 14:09

    @luca bene non so, diciamo che si continua a cercare

    @grace, on the road vero, non a caso e’ nella categoria strade blu, il fender e’ sempre stato il mio sogno segreto, ha un suono che sostiene, miles lo voleva nei suoi gruppi degli anni 70 perche’ aveva quella densita’ che permetteva di sostenere il suono, difficile da suonare, eppure cosi’ groovy il suono del piano elettrico. On the road, ma rising wings guardare in alto oltre le finestre.

  12. quoyleon 05 Giu 2006 at 14:12

    @cronomoto si tutto intero, non avrei mai avuto il coraggio di toccare una sola di queste parole e note. Forse perche’ nel momento stesso in cui scrivi o suoni quello che hai suonato o scritto non e’ piu’ solo tuo, ognuno ci vede un significato che ha un suo valore, sentivo un intervista a Guccini l’altra sera e diceva proprio questo dopo un po il vero significato di una canzone sfugge anche all’autore, si modifica diviene, e diviene anche tutto quello che gli altri ci hanno messo.

    :-)

  13. lucamadeuson 05 Giu 2006 at 14:24

    bene non so, diciamo che si continua a cercare

    quello sempre

    no, intendevo bene che sei tornato

    un abbraccio forte, Fà

    L.

  14. quoyleon 05 Giu 2006 at 16:06

    oh ma avevo capito luca, il mio bene non so era riferito al fatto che mica sono sicuro sia un bene essere tornato :-)

    Ma del resto forse e’ bene che smetta di pensare a cosa e’ giusto o non lo e’, altrimenti il livello di delirio gia’ alto aumenta a furia di domande cui e’ impossibile dare risposta.

    A presto

    Q

  15. evdeaon 05 Giu 2006 at 16:24

    Bene… bentornato!

  16. lucamadeuson 05 Giu 2006 at 16:51

    ecco, quello è sicuramente bene :)

    L.

  17. Alderabanon 05 Giu 2006 at 20:43

    La notizia ferale me l’aveva data evdea….già mi disperavo per la perdita di una pagina e di suoni sempre di grande impatto emotivo… con bea ci chiedevamo se c’era una possibilità di un ripensamento.

    Quelle finestre di Kavafis così sbarrate …un saluto troppo breve.

    Abbiamo bisogno della tua musica e sapere che stai bene….bentornato!

    :)

  18. astimeon 05 Giu 2006 at 21:15

    Kavafis, a mio parere, usa in “Candele” la metafora, classica, che voltarsi in dietro pietrifica.

    E sicuramente conosci Itaca.

    Ho trovato nel blog di Gabriele Paradisi questa citazione: “Le arti devono essere usate come l’antidoto di riferimento alla nostra condizione disperante di homo homini lupus” Eugenio Nardelli, “Il Flauto di Pan”

    Buona serata :) ))

  19. astimeon 05 Giu 2006 at 21:40

    In questo momento la tua musica sta dialogando con un paio di uccellini appostati sulla palma.

    :)))

  20. Albamarinaon 05 Giu 2006 at 23:20

    La tua musica è la finestra più luminosa, Quoyle. Grazie, è stato un regalo ritrovarti, oggi.

  21. Jazzeron 06 Giu 2006 at 00:12

    Avevo visto il blog chiuso, ho temuto, e non sapevo se telefonarti o no… ma io al telefono divento muto. Non era il caso.

    Bene. L’importante è che tu sia ancora qui. Mica per questa abitudine, o moda, o bella esperienza di collegarsi ad internet ed esprimere il proprio pensiero. No, la cosa importante sono le relazioni umane che nascono, che si tessono, che finiscono e rinascono. E sapere che qualcuno - magari una sola persona - dall’altra parte condivide qualcosa, una frase, una sensazione, una suggestione. E fare in modo che i propri pensieri si organizzino invece che andare dispersi, per noi stessi, per il nostro cammino di uomini. Un blog serve a questo? Sì, anche a questo, se è “questo” blog.

    Bentornato Fabio, aprile o tienile chiuse quelle finestre, ma già sapere che ci sono è una consolazione, misera magari…

  22. contrabbubison 06 Giu 2006 at 13:01

    Amo il suono del Fender Rhodes!!!

  23. quoyleon 06 Giu 2006 at 16:53

    @evdea si tornato, e tornata la musica

    @Aldebaran, si era un vero raptus, la mia vera essenza che e’ spesso quella di scappare che cerco di tenere a bada, scappare e chiudermi, un binomio che mi ha fatto molto del male.

    @astime, le arti effettivamente hanno un qualcosa che disorienta, nel senso che spesso io percepisco nella musica cose che non riesco poi a trovare nella vita reale, un senso di protezione e di bellezza che non riesco a rivedere intorno.

    @albamarina grazie

    @jazzer grazie, si serve anche a questo, serve a raccogliere i pensieri e per me serve per raccontare la musica se e’ possibile, e raccontare i pensieri con la musica che ascolto che spesso racconta molto di piu’ di quello che potrei dire con le parole.

    Spero veramente di vederti presto e di ascoltare della bella musica insieme e bere qualcosa con piu’ tranquillita’. Al solito se ci sono concerti interessanti fammi sapere.

    @contrabbubis anche io, molto da quando ero piccolino e giocavo con i primi synth tipo Bruno Martelli:-)

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