Musica per Enoteche
quoyle Giugno 26th, 2006

Qualche giorno fa si suonava con il trio cubano in un piccolo bar a Tirrenia, amena localita’ balneare della provincia pisana. Come tutto quello che succede a Pisa, la vita notturna anche a Tirrenia non fa differenza e’ simile a quella di una cripta.
Quindi pochi spettatori, poca gente in giro, silenzio spettrale per le strade, sono le 23 e scommetto sull’arrivo dei carabinieri entro 20 minuti, cosa che puntualmente si avvera, per la fine della musica e la disperazione del proprietario del locale.
Appena smettiamo, si avvicina un tizio che rassomiglia in maniera inquietante ad Ivano Fossati, si qualifica come il proprietario del wine bar che sta all’angolo e ci invita al termine della serata a passare da lui perche’ vorrebbe fare della musica.
Smontiamo, carichiamo gli strumenti in macchina e ci avviamo nel locale del tipo, i carabinieri continuano a compilare tonnellate di carte.
Il tipo ci vede arrivare, tira fuori un paio di bottiglie di ottimo vino, una forma di pecorino, ed iniziamo a parlare, mi fa vedere un pianoforte Kawai verticale che ha comprato, che tiene praticamente di fronte al mare all’aperto, una specie di assassinio, infatti quel povero pianforte non riesce proprio a suonare, ma lui e’ orgogliosissimo di questa sua creatura, da un tono all’ambiente, e’ un oggetto di arredamento prezioso.
Insomma tra vino, e chiacchiere si fanno le 5 di mattina e tanto per non smentirci mai andiamo via ubriachi, con il tipo che mi invita per il giorno dopo a suonare da lui che sta cercando un pianista che faccia arredamento, senza impegno, quando mi pare.
Il giorno dopo, decido di andare a vedere che succede, Felipe decide di accompagnarmi perche’ vorrebbe strappare qualche data al tipo, arriviamo alle 20.30, il tipo si lancia in saluti rumorosi, quasi imbarazzanti, sgombra un tavolo di esterefatti clienti perche’ troppo vicino al pianoforte, apre il cimelio e mi dice fai quello che vuoi.
Io inizio placido a suonare quella specie di pianoforte da cui escono suoni raccapriccianti, e penso che se mi vuole un altra volta portero’ il mio piano elettrico, dopo 5 minuti mi porta una bottiglia di sangiovese e me la molla sul pianoforte (mi sta simpatico pero’…), io suono veramente tutto quello che mi viene in mente, passo da Night and Day ad Oleo de Mujer, da Oceano a MoonRiver, dalla luna busso’ a Tenco. Do fondo a tutto il mio repertorio a memoria guardo l’orologio e mi accorgo che ho suonato per circa 2 ore, praticamente da solo ignorato da tutti, insomma musica da tappezzeria, mi guardo intorno e c’e’ una bambina piccolissima, con gli occhietti vispi e timidissima con un’amica che gli da uno spintone e la manda vicino a me. La bimba si toglie il succhiotto dalla bocca e mi chiede candidamente, sai qualcosa di Elton John? Ed io, uhm no a memoria no, lei non demorde e mi chiede di un altro gruppo che non riesco neanche a decifrare, forse i Dire Straits o qualcosa del genere, io sempre piu’ mortificato le dico di no, allora lei mi dice : "Va bene, puoi continuare"…
Mi giro e mi ricordo che ho portato con me Felipe, la sua assenza da tre ore non mi lascia presagire nulla di buono, infatti lo intravedo al bar gia’ straubriaco, che tira fuori tutto il suo repertorio di battute, spero che la situazione non degeneri, faccio una pausa mantenendomi lontano dal bar e riparto.
Continuo a suonare per un po a dire il vero credo di aver fatto un altro paio di ore, tanto il tempo lo dovevo ingannare, continua ad arrivare gente, la serata finisce intorno alle 2 di notte, quando il tipo apparecchia sul mare una bella tavola, porta un bel po di bottiglie di vino, e si mangia tutti insieme, la cuoca polacca, i due fidanzatini camerieri, il proprietario, felipe ubriaco, io e la socia stanco/depressa, una cena surreale, in cui iniziano le scintille fra la polacca e felipe, il loro battibecco ha dell’imbarazzante, lei di un’antipatia rara, lui di una logorrea sfiancante, infarcita di vittimismo autorazzistico. Finiamo di cenare e sono le tre e mezza, io mi avvio a discutere con il tipo per capire se e come vogliamo dare un seguito a questa cosa, organizzandola meglio e ci accordiamo per 16 date tra Luglio ed Agosto, di cui 8 da solo ed 8 in duo, piu’ un bonus di date per eventi un po piu’ corposi in trio, naturalmente gli dico che non le faro’ tutte io per motivi di sanita’ mentale e per non rompere troppo le palle alla gente e creare piu’ movimento e diversificazione dell’offerta. Ci accordiamo anche sul compenso, mi piace il fatto che con la socia dicano espressamente che vogliono gente che sappia suonare, e non vogliono assolutamente porcate tipo piano bar, ma solo musica fatta sul serio, quando irrompe il Felipe furioso nella contrattazione e chiede reggendosi a malapena in piedi di avere delle serate per il trio cubano (cosa che io avevo gia’ smarcato con il tipo), inizia ad offenderlo ed a chiedere tutta una serie di date, con compensi tipo festa in piazza sangiovanni a Roma, il tipo devo dire la verita’ e’ un ganzo, capisce la situazione e stempera il tutto, io afferro felipe e lo trascino fuori.
E’ giorno, sono le 5 passate, ci avviamo in macchina, lo infilo sul sedile, gli allaccio la cintura e piomba in stato di catalessi (per fortuna), lo scarico a casa e mi avvio verso la mia casetta dove arrivo alle sei inoltrate, con questa nuova esperienza di musica per wine bar, musica per arredamento e comunque la prendo in maniera positiva, ricerca pura di nuovi brani da arrangiare in piano solo e nuovi vini da assaggiare…
(On Air Quoyle Arrangiamento per un vecchio gruppo cover La luna busso’)
Un anno fa :- pianoforte , notte , racconti



mi si stanno sganciando le mascelle dalla mandibola… quo ma tu dovresti scrivere un libro sulle tue avventure enomusicali sei magnifico prosit!
beh, indica le date, che se si capita a tirrenia…..
ciao . Molto bella la rassegna sul rodhes !!
Sì sì posta le date che qui ti si viene a trovare-ascoltare. Sei fantastico…mi raccomando impara qualche canzoncina di Elton ;o)…un abbraccio Ste
Nella città dove abito c’è un posto: si chiama “musica da tavola”
Un giorno ci sono entrata per curiosità ed ho chiesto al proprietario cosa vendessro, lui ha risposto: “le passioni della mia vita- musica e vino”.
Eddai! Almeno “Rocket man” o “Your song” mettile in repertorio!
Seratona comunque!
A quando la biondona mollemente adagiata sul piano?
Io adoro le enoteche!
E lo sai!
))
Quand’è che suoni a Roma per davvero?
Io bevo e tu suoni, ma che è? Il paradiso!