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Duets - Cosa sono le nuvole

quoyle Luglio 25th, 2006

 

Una settimana intensa, di note, libri e parole, piccoli frammenti sono rimasti impressi nella mia testolina, frasi, piccoli particolari senza importanza. estratti dal loro contesto, suggestioni, emozioni, interferenze e frammenti, qualche episodio comico, tutto vissuto molto anzi troppo intensamente, una frase e  spesso si spalancava un mondo di riflessioni, piccole istantanee di una serata, il mio cervello scattava e partiva nelle sue solite elucubrazioni.  

Il surreale
Una delle prime cose successe nelle mie enoserate, sono da solo, ad un tavolo c’e’ una strana coppia, applaude molto, alla fine della serata, lui si avvicina ed iniziamo a parlare, rassomiglia moltissimo al cantante di Broadway Danny Rose… Lou Canova. Ed infatti mi dice che lui fa revival di Frank Sinatra, il vero pianobar quello di un tempo, che ha molti contatti (io mi aspettavo da un momento all’altro di vedere arrivare il tipo della publlicita’ nelle paludi che incontra Woody Allen mentre scappa con la donna di Lou) e ad un certo punto mi esclama :

"Ho la stessa voce di Frank Sinastra, solo con piu’ estensione"

Quoyle ha la mandibola che non si regge bene, e non dissimula molto il fatto che questa frase ha qualcosa di assurdo.
La sua donna che rassomiglia in modo inquietante alla donna di Lou Canova, rincara la dose in puro livornese spinto

"Deh, io un sono una che dice bravo bravo, ma veramente ha la voce di Frank Sinatra"


Eccomi seduto al tavolo con loro a bere e ad ascoltare le sue storie su come venire fuori, registi, party di gente bene. E questo immergermi nella follia umana e’ una cosa che mi piace molto di queste enomusical serate.

Molti musicisti diversi per ogni serata, e questo e’ sempre un bene, energie diverse, storie diverse, in duo poi si parla molto, prima, durante e dopo, la sintonia, la complicita’, la semplicita’ sono una parte fondamentale. Vecchi amici che ritornano, con cui poter riprendere discorsi interrotti anche da 10 anni.
Una tromba, un sax, delle voci, le percussioni.

Le percussioni
Serata difficile, le difficolta’ di vita, il suonare delle mie percussioni solo per soldo e non per piacere si sentono tutte, i suoni delle percussioni affondano nell’alcol e nella tristezza. La serata non ha prima non ha durante ha solo un dopo tristissimo nel giusto ritiro della patente del percussionista con gli strascichi miei di recupero ed assistenza. Un sapore amaro in bocca, finito sul lungarno all’alba con la sveglia alle cinque per andare a recuperare le percussioni brille fermate all’alba.

La tromba
Carattere complesso, quello della mia tromba, persona molto sfaccettata con cui e’ difficilissimo entrare in sintonia, erano parecchi anni che non si suonava insieme, l’energia della serata non e’ stata molto forte, poca inventiva da parte sua, molto peso specialmente ritmico sulle mie spalle. Tanti racconti di vita pero’, e vedere i cambiamenti dopo tanti anni reciproci e ritrovare notizie di amici che non speravo piu’ di avere.

Il sax
La follia piu’ totale del mio sax. La discontinuita’, la sua cronica mancanza di fiducia in se stesso finche’ non imbraccia il sassofono, la sregolatezza totale, appuntamento alle 19 arriva alle 22.15 poco prima del concerto. Energia pazzesca, sporca, cattiva, dialoghi fitti, complicita’ totale, audience impietrita dalla forza delle nostre note, sax acustico, piano amplificato da un ampli di fortuna da 40w poiche’ le casse sono out, qualche tavolo catturato completamente per tutto lo spettacolo. Liberta’ totale, suonare come se non ci fosse nessuno, liberi e disinibiti, rischiare sempre e sempre riprendersi, ritrovarsi, ignorare le infrastrutture musicali e sociali, fregarsene di tutto, esiste solo la musica e la gioia infantile di sentire le note dell’altro rinforzare le proprie e stupirsi di citazioni, spunti ed intesa. NOn c’e’ stato un prima ed un dopo ma solo un durante, forse la metafora di come dovrebbe essere la vita idealmente, vivere solo nel momento in cui si e’, senza preoccuparsi del sara’ e di quello che e’ stato.

La voce
L’intesa e’ forte, le ombre sono tante, reciproche, la distanza non cambia le intese, non si suona insieme da Novembre, ma le cose buone si sa non cambiano con le dimensioni spazio temporali. C’e’ un prima molto intenso di confluenza e dialogo, ed intesa le inquietudini sono simili. La musica e’ pulita e cristallina e consapevole. Energia pulita, allegria pacata. Sono sorpreso da quello che viene fuori, dalla pulizia dalla visione del brano che ho da quando inizia sapendo dove portarlo, sono soddisfatto di questa fortunata coincidenza di pensiero ed azione, le mani vanno dove l’istinto le guida ed il cervello sente prima quello che ci sara’ dopo. Alcuni momenti sono di emozione molto forte, vorrei che la voce fosse piu’ libera e consapevole dei propri mezzi, lasciando da parte le infrastrutture, e succedera’ ne sono certo, ogni cosa avviene solo quando puo’ capitare, se mi avessero raccontato che sarei stato in grado di sentire alcune cose in questo modo 5 anni fa non ci avrei creduto, anzi non lo avrei proprio ritenuto possibile.

Le parole scritte
E le letture, di questa settimana di ‘ferie’ dal lavoro ufficiale da quello che fagocita molte energie creative ed emotive, a sud del confine ad ovest del sole, le note di Murakami sono sempre in vibrazione con le mie, il mondo che dipinge e’ quello che vedo spesso, i colori di inquietudine e malinconia, i recettori che la musica riesce ad aprire, le parti profonde di ricordi, il jazz, Star Crossed Lovers, ballata divina del genio Strayhorn e del Duca, mi sono convinto a studiarla universo complesso e complicatissimo fino a quando non ci si lascia travolgere dalla sua semplicita’, impossibile alterare niente, fedelta’ assoluta al brano.

Ancora nelle nottate insonni, mettere a posto la libreria e ritrovare un librino infintesimale, le massime per il musicista di Schumann e ritrovarci delle perle : "Non contribuire mai a diffondere le cattive composizioni" , quanto e’ vero, il solito tema di rispettare la musica e quell’angolino piccolo e quella possibilita’ di comunicare e cercare di diffondere le belle composizioni, contro le logiche del marketing, del consumo. "Non strimpellare mai, non lasciare mai a meta’ un brano che stai suonando", rispettare sempre le note, e la musica, e’ vero niente e’ piu’ brutto di un brano lasciato a meta’, ricordo che mio zio quando ero piccolo e mi insegnava a suonare il piano mi riprendeva quando io abbozzavo qualcosa e poi seguivo la mia incostanza e lasciavo a meta’ quello che stavo suonando.

Tutte queste note hanno generato qualcosa in me, vivo sempre profondamente ogni nota che suono, rispetto sempre quegli 88 tasti e le persone che suonano con me, il duo e’ una forma bellissima di espressione, di complicita’ fortissima, di grande empatia. Sapersi lasciare liberi nella fusione dei due pensieri musicali, lasciare uscire le idee dall’altro senza sovrastarle con le proprie, esercizio di vita e di musica. Sono felice di questa opportunita’ di dialogo con tanti musicisti diversi, e di introspezione nel mio modo di pensare e suonare che questi confronti riescono a regalarmi.

(On Air Star Crossed Lovers Paolo Fresu Ballads)

Un anno fa :

13 Responses to “Duets - Cosa sono le nuvole”

  1. phabiaon 25 Lug 2006 at 17:49

    cesaria evora…

    …bellissimo!!

    :)

  2. quoyleon 26 Lug 2006 at 00:33

    e bregovic dove lo mettiamo?

    bellissimo!! pure lui

    :)

  3. phabiaon 26 Lug 2006 at 13:11

    ah…se per questo…

    …Fresu…GRANDE!!!

    :))

  4. quoyleon 26 Lug 2006 at 14:13

    Sua sardita’ Fresu come e’ presentato nel bellissimo disco di Bollani i Visionari

    :)))

  5. Alderabanon 28 Lug 2006 at 14:04

    Un post che sa tanto di atmosfera fumosa tra artisti-musicisti ed evoca immaginari lontani nello spazio e nel tempo.

    Una domanda: ma se il “clima” tra i nostri artisti non differisce poi tanto da quello che si vive all’estero come mai da noi sono sempre difficili collaborazioni e formare gruppi di eccellenza..ed estendere un pò di cultura musicale??

  6. quoyleon 28 Lug 2006 at 15:15

    Ma il problema non sono mica gli artisti…, il problema sono gli spazi, la cultura musicale in italia che genera un pubblico spesso piatto e senza un minimo di interesse per la musica (di fronte al posto dove suono abbiamo un piano bar che fa faville con le basi, l’importante e’ fare rumore).

    Gli artisti possono fare poco, senza grandi possibilita’ di associarsi, di reperire spazi.

    Ciao

  7. jouthon 28 Lug 2006 at 22:26

    leggerti mi rasserena, ed è proprio ciò di cui ho bisogno :-)

    ciao mr.Q, aspetto il giorno che ripassi da queste parti (o che ripasso io dalle tue!)

    Stef.

  8. contrabbubison 29 Lug 2006 at 09:07

    Wow, man!!! cercavo una versione di Star crossed lovers (eccelso Strayhorn!!!!!) un pò speciale e questa lo è davvero: tanto di cappello.

    Ma il contrabbasso non c’era con voi?

    Io invece ieri ho conosciuto un flautista molto speciale che suona con un tablista indiano grandissimo che incise con Davis, e dei percussionisti spagnoli e dal marocco con un’energia e un gusto grandiosi (e non bevono: sono musulmani…)

  9. nocedifoolon 29 Lug 2006 at 17:51

    toc toc

  10. gipsyqueenon 30 Lug 2006 at 13:11

    …ma poi non hai avuto occasione di appurare se la voce di quello somigliava davvero a quella di Frank Sinatra??

    (un po’ come se un aspirante poeta dicesse: io scrivo come Dante Alighieri, ma con maggiore proprietà di linguaggio…)

  11. lucamadeuson 31 Lug 2006 at 00:03

    il termine “sua sardità” è bellissimo… :)

    notte Q

    L.

  12. utente anonimoon 31 Lug 2006 at 03:51

    Muito bom o sítio. Convido-o para visitar o http://jazzseen.blogspot.com/. Abraços,

    Salsa

  13. quoyleon 31 Lug 2006 at 13:08

    @jouth, sempre un piacere rileggerti da queste parti, e’ strano che le mie parole inquiete riescano a rasserenarti, anche se mi fa piacere :-)

    @bubis contento la versione di Fresu ti piaccia, veramente quel disco e’ molto molto bello, e molto molto semplice

    @noce e che bussi a fare, questa e’ casa tua… tap tap non toc toc.

    @gipsy, veramente no, credo che al tipo avrebbe fatto piacere, ma con queste premesse davvero non mi andava moltissimo…

    @luca, si e poi a dire il vero quel disco e’ bellissimo, va ascoltato parecchie volte, con calma, con tranquillita’.

    @salsa, i saw your blog too, and there are a lot of interesting readings about jazz, i’ll come back to read you again

    Ciao

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