Musica per nubifragi

luglio 7, 2006 by quoyle  
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Mi mancava ancora l’esperienza della musica per nubifragi, ieri sera mi avvio un po incerto visto il tempo a suonare nell’enoteca in cui sto suonando in questo periodo. Arrivo, appena il tempo di montare il pianoforte ed inizia a piovere a dirotto. Io sono davanti al mare, sotto un bel tendone, il rumore della pioggia sulla tenda, l’odore della pioggia sull’asfalto, il sibilo del vento, nessuno davanti o intorno, ma il lavoro e’ lavoro ed inizio a suonare.

E’ un esperienza surreale, che non riesco a fare mia come vorrei, non sono sereno, non mi sento bene e’ un periodo che sto bene solo quando entro in casa e chiudo la porta dietro di me, li sono solo e non mi sento solo, quando sono fuori non sono solo e mi sento terribilmente solo. Continuo a suonare, finche’ non arriva qualcuno che si siede nelle mie vicinanze e stranamente mi ascolta, sono una coppia di Venezuelani, mentre ad un tavolo dei poco simpatici ricconi italiani continua a far squillare telefonini e parlare ad alta voce di soldi, macchine ed affari.

Inizio a suonare per i Venezuelani, tutti i brani sudamericani che conosco, Lagrimas Negras, Contigo en la distancia, Obsession, Verdad Amarga, Oleo de Mujer, Dos Gardenias, finche’ vedo arrivare da me un piccolo indiano, che mi porge una rosa, che mi mandano i due venezuelani. E’ la prima volta che qualcuno mentre suono mi regala un fiore, e la trovo una cosa bella che mi fa sorridere e non so per quale maleficio interiore mi amplifica quella sensazione sorda di dolore e solitudine. Smetto di suonare vado al loro tavolo si aggiunge il proprietario del locale, si parla un po di questo strano atteggiamento degli italiani verso la musica, come al solito si beve del buon vino e mi accorgo che si sono fatte le due. Il proprietario mi chiama dentro perche’ vuole pagarmi, io gli dico che il locale era vuoto, e non mi sembra il caso che mi dia quello che avevamo pattuito, mi guarda incredulo, gli dico di darmi la meta’ perche’ va bene cosi, ci sono cose piu’ importanti ed il rapporto che stiamo costruendo deve andare al di la’ delle contingenze. Apprezzo con i suoi limiti quello che sta cercando di fare, ed a lui piace quello che cerco di fare io, questa e’ la base, mi ringrazia dicendomi che naturalmente sara’ felice di fare lo stesso, se riempieremo il compenso sara’ proporzionale, in questo caso lasciando me abbastanza incredulo perche’ non sono cose scontate, non esistono cosi’ di frequente "gentlemen’s agreement" come questi.

Torno a casa sotto un temporale incredibile, grandine, lampi, tuoni, una sensazione di malinconia potente mi riempie completamente, mi svuota, una voglia di esplodere, di comunicare  ed invece ritrovarmi cosi’ bloccato, cosi’ chiuso come raramente sono stato nella mia vita.

(On Air Danzas Cubanas Bebo Valdes di Ernesto Lecuona)

L’addio

luglio 5, 2006 by quoyle  
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Senz’ addii m’hai lasciato e senza pianti;
devo di cio’ accorarmi?
Tu non piangevi perchè avevi tanti,
tanti baci da darmi

Durano sì certe amorose intese
quanto una vita e più.
Io so un amore che ha durato un mese,
e vero amore fu.

(Umberto Saba il Canzoniere – Cose leggere e vaganti)

(On Air Quoyle Piano So in Love Cole Porter)

Musica rossa per notti bianche

luglio 2, 2006 by quoyle  
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Capita almeno una volta nella vita di suonare ad una notte bianca, potra’ sembrare strano ma anche il comune di Massa ha deciso di fare questa iniziativa ieri notte. Veniamo contattati per un duo Pianoforte e Sax, da un circolo di Massa. Arrriviamo a Massa alle 20.30, chiediamo dove sia il circolo, ci dicono di andare sulla via Alberica, e non possiamo sbagliarci c’e’ una falce e martello davanti (sorrido).

Arrivati al circolo montiamo un po a caso sul marciapiede, praticamente davanti ad un portone di casa, i cavi pendono, i compagni esultano, le foto del che svettano dalle vetrine del circolo e ci guardano. Il circolo ha un bell’aspetto, la cosa che mi lascia perplesso e’ il contrasto tra falce e martello e bicchieri ultralusso per portarci il vino, insomma mi aspettavo i bicchieri da osteria trucida non i bicchieri da enoteca radical. Cmq sbevazziamo in attesa dei fuochi di artificio, ceniamo molto bene, parlando con un armonicista del luogo. All’improvviso mi rendo conto che vicinissimo a dove suoniamo noi c’e’ un punto musica allestito dal comune che manda a tutto volume Duran Duran, Depeche Mode, Cure, sono disperato, il volume e’ altissimo, iniziamo a suonare alle 23 Watermelon Man, a tutto volume pianoforte e sassofono, incastrandoci con arditi poliritmi con le canzoni dei Duran Duran (posso dire di aver suonato con i Duran… mica male). La testa mi scoppia, impossibile suonare in queste condizioni, eroicamente continuiamo, ogni tanto si ferma qualcuno e cerca di ascoltarci ma davvero lo scontro e’ senza possibilita’ di vittoria anche se cerchiamo di alzare il volume, i Cure ci sovrastano.

Continuiamo a suonare, alternando pause di vino, ad ascolti di questo simpatico punto musica, riprendiamo a suonare, Massa e’ un paesone si conoscono tutti, arriva una tipa supervamp tacco 12 (mi diranno essere una viglilessa..) che vuole cantare con noi, inizia a dimenarsi dicendo che dobbiamo andare su jobim "daiii ragazzi qui bisogna andare sulla bossa", io la ignoro ,il sassofonista un po meno, diciamo che e’ interessato dalla forma fisica della tipa e vorrebbe costringermi a suonare la ragazza di Ipanema, mi rifiuto e dico che se Jobim deve essere sia Retrato em Branco e Preto, infatti puntualmente la vigilessa si dilegua (in compagnia) quando si rende conto che non daremo seguito alle sue richieste.

Penso che il peggio sia passato, si avvicina una passante e mi chiede fate qualcosa di Cammeriere, ed io le rispondo sempre piu’ acido (con i Depeche mode in sottofondo), che ho rimosso dalla mia vita Cammeriere, che non so chi sia… riprendiamo a suonare quando arriva un signore 70nne di corsa dal palazzo di fronte ed inizia ad inveire contro di noi, contro il rumore che facciamo, stiamo suonando Softly as in a morning sunrise e sono le ore 1.40 am locali, minaccia l’intervento dell’esercito, delle forze dell’ordine e che dovremmo tutti andare a lavorare invece di fare casino la notte, io non ho la forza di parlare la testa mi scoppia, smetto di suonare e gli dico che ha vinto. Appena smettiamo ci rimane male perche’ si rende conto che non siamo io ed il sassofonista i Depeche Mode, ma sono quelli del punto musica a 10 metri, allora con fare mesto si avvia verso casa ( con noi che gli gridiamo dietro di andare a far smettere quelle bestie che ci stanno massacrando i timpani), Alle 2 smettono di mandare musica a tutto fuoco, noi riprendiamo per dire di aver suonato qualcosa, anche se siamo stanchi e la testa scoppia per il rumore, suoniamo El Pueblo unido, Comandante Che Guevara, Over The Rainbow e finalmente un po di note si riescono ad ascoltare nel silenzio irreale di questa stranissima notte bianca, che termina davanti ad un altro bicchiere di vino intorno alle tre e mezza.

(On Air La Marsigliese Jackie Terrasson)

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