Il baratto

Metti che una sera passi da un locale a portare un po di documenti siae compilati, ti siedi e bevi qualcosa, al momento di pagare, ti dicono, sono tre canzoni al pianoforte, ti siedi e suoni tranquillo per nessuno solo per il propietario, tre canzoni su un vecchio pianoforte stonato e malandato. Mi piacerebbe pagare tutto in questo modo, il gas sono 4 concerti, la spesa qualche canzone, ho deciso adoro il baratto.
(On Air Quoyle Solo Piano It might as well be spring)
(On Air Bis Jimmy Smith it might as well be spring)
L’esorcismo
Appuntamento ore 18 Casciana Terme Piazza Garibaldi, per un duo pianoforte ed armonica, la serata sembra perfetta, il clima e’ mite, aria fresca, un bel cielo gia’ autunnale mi accompagna verso la campagna. Arrivo leggermente in ritardo in piazza, il palco e’ bello, grande, la piazza suona bene, purtroppo devo farmi da service e tecnico del suono e facchino (one man band), monto il tutto, giusto il tempo per una birretta rinfrescante dopo il facchinaggio e partiamo per una piccola prima parte da aperitivo, che scorre tranquilla, a parte uno strano riff che le campane della chiesa che si affaccia sulla piazza ripropongono senza alcuna logica apparente, 30 minuti di musica giusto per provare il suono della piazza in vista del concerto serale, partenza prevista ore 21.45.
Puntuali saliamo sul palco, ed iniziamo la serata con Roma non far la stupida, un riarrangiamento di questa bella canzone in chiave jazz. Dopo poche note, si sente una specie di voce dall’aldila’ ed un coro che intonano delle canzoni che non riusciamo ad identificare, guardo Federico e non capisco, mi guardo intorno e vedo la porta della chiesa socchiusa,,,, ma il prete ha acceso gli altoparlanti esterni e irraggia salmi con voce seccata su tutta la piazza, il nostro misero impianto da 1000 watt non puo’ nulla contro gli arcangeli, e tutte le gerarchie celesti e contro gli altoparlanti da manifestazione da stadio montati intorno alla chiesa, sul mio solo, mi arrendo, smetto di suonare e cerco di capire cosa si possa fare.
Appena smetto di suonare, vengo assalito da un manipolo di comunisti del paese, che mi chiedono chi mi ha detto di smettere…., io dico che e’ impossibile suonare in quel modo, proprio non mi sento, non posso suonare roma non fa la stupida su un salmo e su un coro di fedeli, un amico israeliano di Federico, si avvicina a noi, si toglie la stella di David e la mette in bella mostra sulla maglietta e si avvicina minaccioso alla chiesa insieme al percussionista Juan Pablo Casalini (giampaolo per gli amici di Casciana), io mi sento sempre di piu’ in mezzo ad un film di Don Camillo e Peppone… il prete urla dagli altoparlanti con voce sempre piu’ stridula.
L’amico di Federico entra in chiesa spalancando le porte (qui sembrava il Laureato…), si avvicina al prete che in quel momento non celebrava e gli dice: in maniera molto pacata una roba del genere
"Non e’ un bell’esempio di tolleranza quello che sta dando, la musica e’ la vera voce di Dio e qualcos’altro sul fatto che in realta’ la musica parla al cuore degli uomini piu’ delle sue parole certamente"
A queste parole un fedele si avvicina al nostro amico e lo minaccia, io gia’ vedo i titoli sul TIrreno di domani, rissa a Casciana terme, giovane pianista infortunato finito sotto il suo pianoforte scaraventato da un orda di fedeli inferociti aizzati dal parroco di Casciana. Grazie al cielo la situazione si calma, niente rissa, noi riprendiamo timidamente a suonare, ma ogni volta che riprendiamo il simpaticissimo prete riapre gli altoparlanti diffondendo a distanze sempre superiori la sua voce (lo voglio nel coro del mio gruppo di salsa…), finche’ dopo un quarto d’ora nel suo discorso finale annuncia una manifestazione di protesta domani per la citta’, con i fedeli contro questa barbarie…, contro il comune che fa suonare in piazza. Diventeremo famosi, delle vere celebrita’, il Tirreno parlera’ certamente di noi, vorrei organizzare una contromanifestazione, che ne so una roba tipo New Orleans, per le strade di Casciana Terme, suonando e cercando di fare un contro esorcismo a quello che il prete ci ha fatto per liberarci dalla nostra insana passione per la musica.
La serata dopo queste simpatiche scene durate circa mezz’ora riprende e ci da qualche soddisfazione per la carica che il movimento di contro esorcismo ci da come solidarieta’ per quello che e’ successo, sotto il palco, alla fine della serata ormai il casus belli e’ innescato, domani a Casciana Terme ci sara’ da ridere, peccato non poterci essere per vedere questa manifestazione…
(On Air Pharoah Sanders Pharomba)
Il fiume
agosto 18, 2006 by quoyle
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Non posso dire quello che penso sia giusto sulla musica, io so solo che e’ "giusta". Lo so nel momento che la ascolto. C’e’ una liberazione , un fluire spontaneo, una pienezza in questa che non sono sinonimi di ricchezza o musicalita’. Posso parlarne in questo modo perche’ io non sento di aver creato questa musica quanto piuttosto di aver permesso alla musica stessa di emergere. Ed e’ questa emersione che e’ inspiegabile e difficile da rendere tangibile, ed io sento (o ho sentito) che non solo non ti tufferai nello stesso fiume due volte, ma tu non sarai mai lo stesso quando ti tufferai nuovamente in quel fiume. Il fiume e’ sempre stato li, indipendentemente dal nostro tuffo. Questo e’ un miracolo, e di questi tempi ne abbiamo bisogno. Almeno io ne ho. –
(Keith Jarrett dalle note di copertina di Spirits)
Suonare dal vivo e’ un grande esercizio di concentrazione, un esercizio per cercare di lasciare uscire le proprie energie creative ed emotive, cercando di farlo in qualsiasi situazione ambientale ci si trovi anche la piu’ ostile.
Ieri sera serata in duo, pianoforte ed armonica, con la memoria del duo in teatro a Livorno in Aprile, memoria positiva di un ambiente amichevole, di una grande concentrazione e di una bella emozione lasciata uscire senza inibizioni e freni di nessun tipo. Questa e’ una cosa che mi succede spesso, la memoria di un momento positivo, spesso nel tentativo di ricreare la magia si infrange nel tentativo stesso, in quanto il fiume non e’ piu’ lo stesso, tu non sei lo stesso ed il tuffo non puo’ essere uguale, la cosa piu’ sbagliata da fare e’ cercare la bellezza nello stesso posto e nello stesso modo in cui la si e’ appena intravista in passato.
Ieri sera avrei schiaffeggiato volentieri una tavolata di ragazzi, che mentre suonavamo lasciavano andare le suonerie dei cellulari, ascoltando queste perline musicali da queste scatolette di tonno (mi ero sempre chiesto chi utilizzase questi servizi…. adesso ho la risposta.), un tavolo creava problemi molto seri ai camerieri, con maleducazione e cattivo gusto, il tempo era inclemente, raffiche di libeccio rientravano dai microfoni che amplificavano questo suono buffo del vento che si schiantava sulle membrane dei microfoni, e goccie di pioggia si posavano sui tasti spinte dal vento sotto la copertura, macchine passavano rumorosamente dietro ed a questo possiamo aggiungere qualche schiamazzo molesto di bambini ed altri tavoli. Il cocktail micidiale e’ servito, in questi casi serve una presenza incredibile, una concentrazione che ti permette di montare una cupola protettiva per allontanare le negativita’ e lasciar fluire liberamente le energie tra musicisti, suonando per il piacere di farlo, per il gusto di farlo.
Purtroppo, la stanchezza, la tensione, il nervosismo accumulati negli ultimi giorni, non mi hanno permesso di essere pienamente padrone delle mie energie, di riuscire a superare le negativita’ che mi hanno completamente sommerso, non lasciando uscire nessun tipo di energia creativa o di buona idea musicale, troppo distratto dall’ambiente, troppo nervoso per la maleducazione della gente, troppo deluso dal non riuscire a tirare fuori le idee che volevo lasciandomi un sapore amaro in bocca.
Non so dove, ma
l’universo si raccoglie
qui in un punto.
(On Air Veinte Anos Quoyle Piano)
A ovest del sole
"Ma quello che mi cirondava adesso, era un mondo basato sulla logica capitalistica e alla fine, senza rendermente conto, ne ero stato anch’io completamente assorbito. Mentre ero fermo ad un semaforo, in via Aoyama, a bordo della mia BMW ed ascoltavo il Viaggio D’inverno di Shubert, mi vennero all’improvviso questi pensieri. Questa non sembra la mia ‘vita’ mi dissi. Era come se qualcuno l’avesse preparata per me. Fino a che punto ero veramente me stesso? E fino a che punto non lo ero?"
(Haruki Murakami A sud del confine a ovest del sole)
Sono deciso ma non sereno. E’ strano trovarsi ad un bivio, dover prendere una scelta, difficile anche spiegare e’ come se uno si fosse allenato per anni per vincere le olimpiadi, la gara dei 100 metri, poi arriva il momento della gara, si trova in testa ed a 10 metri dalla fine quando e’ solo decide di sedersi e di ‘perdere’ deliberatamente.
Non e’ la prima volta che mi succede di fare scelte di questo tipo, ma questa volta c’e’ qualcosa di diverso, la consapevolezza di farlo per non dover correre ancora altre gare, capendo sempre meno del motivo che ti mette ai blocchi di partenza. Insomma si, esco dalla gara, consegno la medaglia al secondo, pero’ non posso continuare a correre, devo cercare l’uscita ed investire quelle energie verso altre strade, inutile continuare ad allenarsi per una competizione che non e’ compatibile con i miei valori di vita. Uscire dalle infrastrutture sociali, non fare quello che tutti si aspettano non e’ cosa facile almeno per me, specialmente se in quelle infrastrutture sei parte integrante. Anche la parola perdere, non e’ quella giusta, perdere nel senso comune del termine, ma quello che a volte si perde non e’ quantificabile, e stasera l’aria dolcemente fresca, il libeccio che soffia tra gli alberi mi racconta di cose che non voglio perdere, mi indica la strada per uscire, ecco forse la parte difficile e’ che la scelta ti mette davanti alla consapevolezza di non poter perdere ancora tempo cercando una strada in un posto sbagliato. E forse la vera forza, sta nel saper rinunciare a quello che non si vuole anche se porta con se un benessere materiale, per cercare di investire le proprie forze nelle idee in cui si crede, nel piccolo, nell’idea che il benessere non passa per le leggi di mercato, per il profitto degli azionisti, nell’arricchimento puramente materiale, ma nella crescita e realizzazione delle proprie aspirazioni, che rimangono tali finche’ non si ha il coraggio di provare a realizzarle. L’aria di questa sera mi accarezza, la notte e’ fresca, il cielo e’ meraviglioso, lo ascolto, e niente e’ mai a caso, la decisione e’ presa, la serenita’ arrivera’, l’energia provero’ a tirarla fuori per le cose in cui credo e sento essere piu’ giuste.
"Le illusioni di un tempo non mi avrebbero piu’ aiutato, non avrebbero piu’ creato sogni per me. Non rimaneva che il vuoto, quel semplice vuoto che mi aveva accompagnato per anni e al quale avevo cercato di adattarmi. Ero tornato al punto di partenza, pensai e dovevo abituarmici. Adesso toccava a me creare sogni per gli altri, sarebbe stato questo il mio nuovo compito. Non conoscevo il potere di questi sogni, ma, se la mia vita aveva un significato, era quello di continuare con tutte le forze quest’opera. Forse. "
(Haruki Murakami A sud del confine a ovest del sole)
(On Air You belong to me Keith Jarrett Macerata 9.7.05)
















