Il fiume

agosto 18, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, My Music, Pianoforte

Non posso dire quello che penso sia giusto sulla musica, io so solo che e’ "giusta". Lo so nel momento che la ascolto. C’e’ una liberazione , un fluire spontaneo, una pienezza in questa che non sono sinonimi di ricchezza o musicalita’. Posso parlarne in questo modo perche’ io non sento di aver creato questa musica quanto piuttosto di aver permesso alla musica stessa di emergere. Ed e’ questa emersione che e’ inspiegabile e difficile da rendere tangibile, ed io sento (o ho sentito) che non solo non ti tufferai nello stesso fiume due volte, ma tu non sarai mai lo stesso quando ti tufferai nuovamente in quel fiume. Il fiume e’ sempre stato li, indipendentemente dal nostro tuffo. Questo e’ un miracolo, e di questi tempi ne abbiamo bisogno. Almeno io ne ho. –
(Keith Jarrett dalle note di copertina di Spirits)

Suonare dal vivo e’ un grande esercizio di concentrazione, un esercizio per cercare di lasciare uscire le proprie energie creative ed emotive, cercando di farlo in qualsiasi situazione ambientale ci si trovi anche la piu’ ostile.

Ieri sera serata in duo, pianoforte ed armonica, con la memoria del duo in teatro a Livorno in Aprile, memoria positiva di un ambiente amichevole, di una grande concentrazione e di una bella emozione lasciata uscire senza inibizioni e freni di nessun tipo. Questa e’ una cosa che mi succede spesso, la memoria di un momento positivo, spesso nel tentativo di ricreare la magia si infrange nel tentativo stesso, in quanto il fiume non e’ piu’ lo stesso, tu non sei lo stesso ed il tuffo non puo’ essere uguale, la cosa piu’ sbagliata da fare e’ cercare la bellezza nello stesso posto e nello stesso modo in cui la si e’ appena intravista in passato.

Ieri sera avrei schiaffeggiato volentieri una tavolata di ragazzi, che mentre suonavamo lasciavano andare le suonerie dei cellulari, ascoltando queste perline musicali da queste scatolette di tonno (mi ero sempre chiesto chi utilizzase questi servizi…. adesso ho la risposta.), un tavolo creava problemi molto seri ai camerieri, con maleducazione e cattivo gusto, il tempo era inclemente, raffiche di libeccio rientravano dai microfoni che amplificavano questo suono buffo del vento che si schiantava sulle membrane dei microfoni, e goccie di pioggia si posavano sui tasti spinte dal vento sotto la copertura, macchine passavano rumorosamente dietro ed a questo possiamo aggiungere qualche schiamazzo molesto di bambini ed altri tavoli. Il cocktail micidiale e’ servito, in questi casi serve una presenza incredibile, una concentrazione che ti permette di montare una cupola protettiva per allontanare le negativita’ e lasciar fluire liberamente le energie tra musicisti, suonando per il piacere di farlo, per il gusto di farlo.

Purtroppo, la stanchezza, la tensione, il nervosismo accumulati negli ultimi giorni, non mi hanno permesso di essere pienamente padrone delle mie energie, di riuscire a superare le negativita’ che mi hanno completamente sommerso, non lasciando uscire nessun tipo di energia creativa o di buona idea musicale, troppo distratto dall’ambiente, troppo nervoso per la maleducazione della gente, troppo deluso dal non riuscire a tirare fuori le idee che volevo lasciandomi un sapore amaro in bocca.

Non so dove, ma
l’universo si raccoglie
qui in un punto.

(On Air Veinte Anos Quoyle Piano)

Un anno fa :

Commenti

6 Responses to “Il fiume”
  1. nocedifool scrive:

    tu sai che io faccio domande strane, speso stupide spesso fuori luogo, ma che poi quando ti spiego hanno sempre un senso… e qui l’ho detta grossa… comunque. dimmi un po’, che facevi stamattina alle 5.10? non per farmi i fatti tuoi eh però così dimmi un po’. dormivi o eri in giro?

  2. Jazzer scrive:

    Sei un eroe.

    Non sai quante volte mi è capitato – da spettatore – di aver voglia di alzarmi e prendere a calci gli avventori dei locali dove si suona. Immagino che da musicista la frustrazione e la rabbia siano ancora più grandi.

  3. CharlieBrown scrive:

    ecco, se pensi che quando ero piccola odiavo mia madre che prima mi imponeva di esibirmi davanti al parentado e poi si metteva a chiacchierare mentre suonavo, puoi capire perchè non faccio il tuo mestiere :-S

    pazienza, la terza immersione può darsi che vada meglio!

  4. Alderaban scrive:

    Durante la breve escursione calabrese, una serata è passata in un paesino dove si teneva un concerto folk-rock… tra il pubblico (seduto a dei tavolini) in piazza, un gruppetto schiammazzava disturbando chi suonava ed ascoltava. C’è stato bisogno di un richiamo molto forte degli organizzzatori per ritrovare un pò di silenzio.

    Mi sono chiesto dove trovavano la concentrazione i musicisti per continuare imperterriti ;)

    è anche vero che chi segue un concerto non necessariamente è concentrato per tutto il tempo sulla musica che ascolta… i pensieri divagano e magari si è distratti dalle persone che hai vicino (un paio di bei occhi…^_^) e poi spesso non abbiamo così tanta voglia di immergerci nella musica sia per lasciarci assorbire sia per scaricare le nostre negatività interiori; per il musicista è diverso…deve rimanere concentrato e lasciare andare le sue sensazioni.

  5. quoyle scrive:

    @noce credo che a quell’ora gia’ dormivo e sognavo di suonare alla Carnegie Hall…:-)

    @Jazzer, non credo di essere un eroe, mi sento piu’ don chisciotte della mancia. Se ti capita prendili pure a calci, iniziamo un operazione di rieducazione.

    @charlie, la terza immersione domani sera, speriamo bene, siamo in duo in una piazza, vediamo cosa puo’ capitare.

    @Aldebaran, uhm non e’ che mi torni moltissimo il tuo ragionamento, se vai a sentire musica, la ascolti, anche se non sei concentrato non ti metti a parlare ad alta voce, a sghignazzare, ad usare i cellulari, se poi uno non vuole guardarsi dentro, basta accendere la tv e vedere i programmi di rai e mediaset, la loro missione e’ niente programmi che facciano pensare o troppa introspezione.

    La musica e’ una cosa seria, e non intendo dire seriosa, si puo’ partecipare ad un concerto ballando, gioendo, incitando i musicisti. Purtroppo nella nostra societa’ che sta perdendo completamente la parte spirituale il ruolo della musica e delle arti in generale sta perdendo di importanza, ed e’ un peccato.

  6. nola77 scrive:

    ciao.. mi andava di fare un saltino nel tuo blog! Stupendo, sei un musicista…. lo so molta gente è ignorante e non ha la minima considerazione di chi è sul palco cercando di credere in qualcosa!! … Io cantavo quindi ti posso capire…complimenti! :-)

    nola77

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