The winter of my discontent ( Alec Wilder)
settembre 5, 2006 by quoyle
Inserito nella categoria Pianoforte, Standards

Alec Wilder e’ un mistero per me, si tratta senza dubbio del piu’ grande compositore di canzoni americano , contemporaneo di Gershwin, Porter, e di uno dei meno conosciuti se non agli addetti ai lavori. Le sue canzoni, sono un vero e proprio manifesto di perfezione formale e di simbiosi costruttiva di armonie, melodie e liriche. La sua smisurata cultura e’ testimoniata dalle 56 puntate radiofoniche intitolate "The American Popular Song", un vero e proprio trattato sulla forma della ballata e della canzone americana dagli anni 30 agli anni 50.
Probabilmente, esistono pochissime versioni dei suoi brani perche’ sono veramente difficili, sia tecnicamente che da rendere nel profondo, compositore versatile da opere di stampo classico, ad una composizione per bambini, carattere eclettico ed umorale, molto spesso scontroso e solitario.
La ballata The winter of my discontent, che cita Shakespeare, sintetizza bene il tipo di lavoro e le radici di Wilder, una grande attenzione alla musica colta europea, attenzione ai classici, perfezione nella corrispondenza di testi e linee armoniche e melodiche.
La linea melodica rimane sempre sul registro centrale partendo da un la che viene ripetuto ostinatamente "this is the winter of my discontent" solo sul verso discontent c’e’ un leggero movimento della linea melodica quasi a simboleggiare un piccolo sussulto nella freddezza e nella desolazione, il baricentro della melodia quindi si sposta verso il basso arrivando a tocccare il do punto piu’ basso della melodia che coincide con i versi "Before i had a chance to know that rapture meant", sottolineando la disperazione e la rassegnazione. Poi improvvisamente la linea melodica in appena due battute si riporta in alto toccando il punto piu’ alto il do dell’ottava superiore che coincide con il verso "discontent", un grido di dolore.
La seconda strofa riflette fedelmente l’andamento della prima, nella struttura e nella incredibile assonanza tra versi e lirica.. L’armonia delle strofe e’ belllissima ed innovativa, anche se nell’originale non e’ previsto un ostinato di basso, il tipo di struttura ossessivo della melodia, lo pretende, per esaltare le dissonanze che Wilder ha previstola melodia passa infatti dalla consonanza iniziale ad una graduale dissonanza che culmina nel capolavoro del ritornello. I versi recitano
The world is full of dissonance
the scheme of things is wrong
The air resounds with the resonance
of a harsh and spiteful song
E naturalmente la melodia diventa angolare, spigolosa, wrong, sottolineando lo schema delle cose sbagliato, appannato , alterato, e’ un crescendo incredibile di alterazione, di dissonanza, che passa dal DO6 senza pieta’ al LA5+ continuando a mantenere ferma la melodia, una sospensione dell’anima, una vera sofferenza la tensione che viene creata, che si riapre improvvisamente lasciando intravedere qualcosa di piu’ dolce sul verso "The air resound with the resonance", per ripiombare nel freddo e nella spigolosita’ dei versi "of a harsh and spiteful song". La canzone si conclude sull’ultima strofa che si sviluppa parallelamente alle prime due struttura della forma classica AABA, unico sussulto un penultimo accordo che si apre in maggiore rilanciando la canzone Eb9-5 concludendo sul punto piu’ alto della melodia che e’ un re sul verso discontent.
Una perla, difficilissima da cantare per queste armonie spigolose che rendono difficoltosa l’intonazione, non riesco invece a spiegarmi come mai non ci siano neanche tante versioni strumentali, e’ una ballata deliziosamente pianistica, densa, che offre panorami sonori nuovi, fuori dai classici schemi armonici, che riesce a far emergere, sonorita’ non consuete, magari difficili ad un primo ascolto, lontano dai tranquillizzanti e "naturali" panorami armonici di Gershwin o Porter, ma che dopo esserci entrati dentro regalano emozioni molto dense.
Di questa ballata segnalo la versione di Fred Hersch ed Jane Ira bloom nel disco As One, la grande e sperimentale Helen Merrill nel disco Something Special, e poi molto molto poco.
The Winter of my discontent (Wilder-Berenberg)
This is the winter of my discontent
Like a dream you came and like a dream you went
before i had a chance to know what rapture meant
came the winter of my discontent
Now every trifle has became a care
now there is no joy but only deep despair
for now your lovely vision haunts me
everywhere in this winter of my discontent
The world is full of dissonance
the scheme of things is wrong
The air resounds with the resonance
of a harsh and spiteful song
Now all the follies of the world seem small
let the empires rise and let the heroes fall
and let the ruins burn for there’s no love at all
in this winter of my discontent
(On Air The Winter of my discontent Quoyle Solo Piano)
Un anno fa :















Veramente suggestivo.. qui..
Così sublimi ed irraggiungibili..
tali dure dissonanze sembrano quasi sfuggire allo sguardo..
In questa notte silenziosa..
sosto un pò.. per ascoltare..
un abbraccio..
Passo veloce veloce, caro orso, ma ti lascio un abbraccio fortissimo.
Spero tanto tu stia bene.
Davvero. Lo spero tanto.
Buona giornata, caro quoyle..
Fab, … Questo è uno dei casi in cui il disincanto è meraviglioso per paradosso. Credo che il motivo si spieghi da solo, semplicemente ascoltando.