The road to

Bisogno urgente di ricominciare, da uno spazio caldo, mi sono perso. Uno spazio popolato di energie positive, che riescano a riportarmi da dove ero partito, a volte si capisce solo dopo che il percorso era tutto sbagliato, la strada non era quella giusta, ed occorre sbagliare, dolorosamente sbagliare per capire. Alla musica, quella che e’ nata da questo posto, e non sapevo nemmeno esistesse da qualche parte dentro di me. A quella musica che si e’ persa, che e’ stata inghiottita dalla mia stupidita’, dalla mia ottusita’, dalla mia fragilita’.
I remember the night and the Tennessee Waltz
Now I know just how much I have lost
Yes, I lost my little darlin’ the night they were playing
The beautiful Tennessee Waltz.
Per quell’armonia che ho perso, per tutto quello che ho sprecato, per come mi sono sprecato, per come mi sono avvilito ed annullato. Ricomincio da questo fondo, arranco, sono affaticato, dolorante, con in testa una confusione difficile da raccontare.
Da In love in vain uno dei primi standard di cui ho parlato qui dentro , dolorosamente e rabbiosamente da in love in vain.
It’s only human for anyone to want to be in love,
But who wants to be in love in vain?
Ci si abitua a tutto, ci si abitua al peggio degli altri e di se stessi, ci si abitua a giocare al ribasso, ci si abitua a non considerare le proprie sensazioni. Ed il cielo di oggi mi cade addosso, svegliarsi con questo grigio e questo schifo dentro, parole attaccate addosso, parole ricacciate dentro, la cosa peggiore che si puo’ fare ad un essere vivente e’ negare la possibilita’ di parlare di esprimersi, di raccontare, esistono sempre due modi di vedere le cose. E ho bisogno di tutta la positivita’ che ciascuna delle persone che ho invitato in questo spazio ha saputo donarmi in vario modo, piccoli scambi a volte, piccoli particolari apparentemente senza importanza, o con passaggi di vita reale, con gesti concreti e vissuti a volte densi che mi sembrano irreali alcune volte per la densita’ e lo spessore della vicinanza. Per cercare di ritornare a me stesso, la strada verso me stesso, come al solito percorro strade blu, tortuose, difficili, e’ il mio destino, ed il mio desiderio di interiorita’ che mi porta li.
E tornare verso il Tennessee per le strade tortuose, perche’ ho capito tutto quello che ho perso, e spero di riprenderlo per strada, con pazienza, con la certezza che non sara’ un percorso facile, riavere la bellezza che ho scaraventato dal precipizio con violenza, per inseguire la mia interiorita’ vorace e fragile, per i dischi che non ho mai spedito, per quelli che abbiamo ascoltato insieme, per i concerti visti, per quelli mancati. Per l’unica cosa che mi fa sentire veramente vivo, e mi fa comunicare, e mi fa raccontare e riesce a farmi superare la mia staticita’.
(On Air In love in vain + Tennessee Waltz Quoyle Piano)
Un anno fa : Slow Excavation















Non è facile commentare questo post.
No, non è facile. Immagino non lo sia stato nemmeno per te, scriverlo.
grazie.
anche per quello che hai tirato fuori da me.
la bellezza che tu ci regali qui dentro è un grande dono, e spero che tu possa ritrovare per te tanta bellezza anche “fuori”, te lo auguro di cuore.
Come già ti dicevo, io sono qua. O là . Ma insomma ci sono. Sempre.
Perché la cura di sè è un’arte difficile da apprendere…goditi il dolore fino in fondo ché è uno dei pochi modi che abbiamo per arrivare a toccarci l’anima e capire..fino in fondo.Ti abbraccio pianista
non sono un mostro di dolcezza e comprensione, e in certi momenti rasento veramente l’isteria gratuita, però sono almeno una rompi… pre-certificata autentica.
Credo che tutti qui come me abbiano voglia di partecipare alla tua nuova strada blu.
un sorriso e buon inizio giornata
“Un grido di disperazione è ben più rivelatore della più sofistica delle sottigliezze, come una lacrima ha radici più profonde di un sorriso”. dice il rumeno Cioran.
Non che questo sia particolarmente consolatorio, ma onestamente non so cosa potrebbe esserlo…
Un saluto
Grazie per avermi invitata…
mi piace troppo leggerti e ascoltarti.
Ah, e.. a proposito. Quando voglio ritrovare la “mia” positività , è proprio qui, che vengo.
poche nozioni di giardinaggio le mie, ma non ci vuole un esperto per vedere che quel ramo là , in alto, andrebbe veramente potato.
un abbraccio quoyle e un grazie per avermi permesso di essere qua a leggere queste parole.
Questa tua onestà disarmante, questo tuo aprirti a corolla anche nella “caduta”… sono splendidi per quanto struggenti. Ma sono un inizio, una forte consapevolezza, un’apertura. Non sei più “blindato”…… I’m with you, Fab. Blindato o aperto sono con te. E grazie di avermelo permesso. Un bacio e un forte abbraccio.
Nel post leggo sofferenza ma anche tanta dolcezza.
Ti abbraccio e ti ringrazio per avermi permesso di partecipare.
Grazie dell’invito, Quoyle. Ma forse mi sono persa qualche passaggio, che conduce a questo post. Perchè hai voluto rendere privato il blog? E come mai si riesce tuttora a entrarvi per strade “normali”?
l’ho esercitata poco fa, fra le mie lacrime.
Penso che forse in qualche modo, come un maglione dato in prestito in un giorno di freddo, questo groviglio di parole possa stare bene indosso anche a te:
Quando il male arriva, improvviso, io piango.
Non ho ancora ben capito come nascano gli alberi
ne’ dove trovino forza i fiori
per germogliare.
Le lacrime aiutano a fertilizzare le terre morte
e a permettere che qualcosa,
nella melma, sopra un dolore,
possa in qualche modo nascere.
Come nascono i germogli,
non l’ho mai capito.
Mani che dal basso cercano cielo
dove aprirsi ad un’altra eventualità .
E prima di vedere cielo
e prima di toccare la Tua fronte, Amore
io ho pianto tanto
bacio Quoyle,
Bea
E’ in piena solitudine che riscopriamo la bellezza delle anime che percorrono la nostra stessa strada… anime che, con la loro solitudine fanno compagnia alla tua… e leniscono…
Ti abbraccio forte, Fabio… grazie per le tue parole, e per avermi invitato quì…
Un bacio :-*
…vengo a fare due passi con te, che le strade tortuose sembrano meno tortuose. Che adesso ascolto Naima, tutto va bene e voglio lasciare un pensiero bianco e caldo. Che anche se siamo soli, a volte non siamo soli.
…ho ritrovato il filo perchè mi sono come sempre rispecchiata nelle tue parole.. quasi come tu ti rispecchiasti nelle mie scritte su quella nave.. ricordi vero..?
Ho bisogno di fare ciò che hai fatto e stai facendo tu.. ho bisogno di farlo nella mia vita per ridarle senso.. ma non ne ho ancora il coraggio..
Tu ce l’hai.. continua così..
Ti abbraccio tanto
C.*
Devo essermi distratto anch’io Quoyle.. ehm..però non sto a chiederti le motivazioni che ti hanno portato a restringere gli accessi.
grazie dell’invito, il tuo blog è pura ginnastica per l’anima. indispensabile.
Grazie, Quoyle.
Anche tu mi hai regalato qualcosa che non ha prezzo.
Continua a dire ciò che pensi e senti! Grazie di avermi invitato in questo tuo spazio per niente anonimo! Ci si aggiorna presto. Per sentire Summertime devi andare alla pg 2 è l’ultimo post in fondo. Un saluto.
Florianopolis
come si fa a commentare questo….
forse con tanta dolcezza….
grazie da gianna
Ci si abitua a tutto, ci si abitua al peggio degli altri e di se stessi, ci si abitua a giocare al ribasso, ci si abitua a non considerare le proprie sensazioni
no, diamine, con un pò di fatica ero riuscito a obliare i miei casini ed eccomi qui a leggerti dopo troppo tempo che non passavo e a ricacciare fuori la mia vera essenza, perchè io sono questo che leggo
non puoi capire quanto mi riconosca in quelle tue parole, ma che te lo dico a fare, probabilmente lo sai giÃ
ogni tanto mi disintegro, ora sto svogliatamente raccogliendo i pezzi, ma rimanga tra noi
un caro abbraccio, Fabio
L.
PS: quando ti capita, passa da me, c’è una cosa che vorrei sentissi
Ricominciare, ripartire, è la cosa più bella che si possa fare, grazie di avermi invitato.
In queste settimane ho ricominciato ad ascoltare Lightnin’ Hopkins e mi sono detto, vendi i sax e comprati una chitarra acustica, lì c’è tutto quello che serve.
Poi si capisce che ricominciare è il modo più vivo di proseguire, così ho tenuto i sax e mi sono comprato una chitarra, suono male tutto, perchè non anche quella?
Non lasciare mai il blu.
Caro orso, sì quante volte lo ripeto e me lo ripeto che ci si abitua a tutto..anche al brutto – soprattutto al brutto – ed è questa la cosa peggiore perchè persone come te non posso sfuggire alla nostalgia del bello che invece sentono esista e che li chiama.
E forse questa sarà la loro salvezza e la loro tortura, finchè non avranno trovato la via per riconoscerlo e per raggiungerlo.
Questa tortura li salverà , se avranno il coraggio di ricominciare.
C’è un posto grande dentro di te Quoyle, un posto che non si può accontentare di nulla di meno di quella grandezza.
E questa è la tortura che ti salverà , se non ti accontenterai di nulla di meno.
Percorrere vie diverse a volte serve, come dici, a capire quali non portano dove vuoi andare.
Gli amici a raccontarti i luoghi che hanno battuto loro.
E’ una ricchezza grande, non inutile.
Perchè la conoscenza di tutto ciò che ci circonda, si trasmette per fede.
Fiducia nei passi di chi stimi e ha percorso strade diverse da aggiungere ai tuoi.
Questo rende il cammino non più solitario e..molto più veloce.
Un abbraccio enorme.
PS: Oggi ti faccio piccolo piccolo nella striscia blu di questo monitor
.
Ascolto te, insieme alla tua musica, mentre disegno.
.
Di volta in volta passo quì, mi fermo, ascolto, e mi ricarico… quanta bella musica c’è da te che non ho conosciuto mai, grazie!
)
Buonissima giornata, Fabio!!! (Come sta il micino?)
:-*