Leaving
ottobre 11, 2006 by quoyle
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Non so, ma il mio essere
mi si rese estraneo
e io sogno senza vederli
i sogni che ho
Che angoscia mi allaccia?
Che amore non si dispiega?
E’ la vela che passa
nella notte che resta
(F.Pessoa)
(On Air Leaving Richie Beirach da Hubris ECM 1979)
Un anno fa :















Poche parole, millr parole..
Amo Pessoa. Un saluto Fabio
Karol
nonostante l’unico tocco di positività in questi versi sia (forse) la vela che passa, neanche io riesco a staccarmi da Pessoa.
Mi piace questa musica
Coccole al piccolo zar
A presto
… non sarà ciò che penso no?
dove vaaaaaiiiiiiiii???
Son venuti un pò di brividi, Pessoa, Beirach, quell’immagine…in bilico…un saluto che sa d’ottobre per Quoyle…
E’ la vela che passa
nella notte che resta.
……
@Jhelisa, sono suggestioni, Pessoa, regala incredibili e disincantate suggestioni, parole che sento mie.
@Karol, un saluto a te
@Crono, infatti penso che neanche la vela sia troppo positiva, rimane subito imprigionata nella notte che resta. La musica e’ sublime, Beirach e’ un grande
@noce, boh tutto puo’ essere in questo momento in cui ho perso il mio essere e lo vedo come un estraneo.
@auranoir, io non so ma Beirach mi fa venire i brividi quando suona il pianoforte, questo brano poi e’ sublime (lo e’ anche una delle rare versioni di un altro pianista cioe’ di FLores in solo piano), ha un dolore dentro ed un qualcosa di cosi’ profondamente malinconico che mi lascia veramente senza parole. Era tanto che volevo scrivere di questo genio assoluto del pianoforte Richie Beirach, una meraviglia da brividi.
Spero tu stia bene un saluto.
@alma gia’ incredibile contrasto mi ha lasciato senza parole, come i tuoi puntini, solo la musica di Beirach poteva dire qualcosa su questi versi e questi stati d’animo.
si è bella leaving ma… continuo ad ascoltare raining at my door… e mi sento così lieve… c’è qualcosa in quel pezzo… c’è qualcosa che mi piace moltissimo
Fossati e’ un buon pianista, ama Jarrett e si sente, ma Leaving e Beirach sono su un altro pianeta veramente. Il pianoforte in Hubris e’ registrato in un modo strano, molto strano armonici esaltati, e lui lavora moltissimo sul suono. E’ piu’ ostico ma realmente geniale
Scelgo di lasciarti il mio primo saluto da qui. Da questo post la cui immagine, per quell’attimo iniziale in cui Explorer carica la pagina su di un arcano sfondo nero, sembra ribaltarsi. E come in un quadro di Escher notte e giorno si rincorrono.
…ma la vela resta e la sua scia solca entrambi. Una scia che è musica
Grazie ancora
di queste belle note,
e dell’invito,
Primula
trovato Hubris

tiè!
@noce, figurati se mi permetto di pensare che posso sentire meglio di quello che fai tu…, se ti arriva di piu’ fossati evviva, sono felice anche perche’ il caro Ivano e’ sottovalutato nelle sue abilita’ strumentali. Ognuno ascolta in modo differente in periodi differenti, per me Beirach e’ devastante, non so ha qualcosa di meraviglioso al suo interno per me almeno
@Primula, molto contento di questo tuo primo commento su questo post, non c’e’ da ringraziare, la chiusura non e’ una dimensione che vorrei continuare ad avere.
A presto
@crono, beh sono felice, mica mi hai fatto un dispetto, si diffondesse l’ascolto di musica come questa
sciapetto