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Once upon a summertime

quoyle Ottobre 31st, 2006

 

Miles Davis e Gil Evans iniziarono a frequentarsi alla fine degli anni 40 quando gia’ la formazione con Parker era in crisi. Anche in questo Miles fu anticonformista, non era facile far accettare alla comunita’ dei neri di farsi vedere in giro con un bianco.

Gil Evans, una figura mistica nel jazz, i suoi arrangiamenti sono qualcosa di visionario, immaginifico, il vento dei suoi fiati travolge gli ascoltatori, dipinge tavolozze cromatiche che sembrerebbero irreali e visionarie finche’ non acquistano una loro realta’ nel momento dell’esecuzione. Miles sempre attratto dal suono, dalla sperimentazione si avvicina a questo mondo di suoni che Gil Evans sa produrre. Questo incontro, che riuscira’ ad attrarre intorno ai due musicisti raffinati e colti come Gerry Mulligan e Lee Konitz (ancora una volta bianchi) produrra’ alcune cose memorabili ed indispensabili nella storia del jazz, fondamentali per il superamento dell’esperienza bop degli anni 40 per traghettare Miles ed il jazz negli anni 60 fino ad arrivare alla disgregazione degli standards. Il punto piu’ alto di questo sodalizio e’ certamente raggiunto negli album Porgy and Bess ed il bellissimo Sketches of Spain, un opera di jazz sinfonico, da ascoltare dall’inizio alla fine, dove le sonorita’ a disposizione del genio di Evans vengono utilizzate in tutto il loro potenziale, fiati che viaggiano dalle ottave basse, fino a superacuti, percussioni classiche, latine, arpe, qualsiasi spunto viene utilizzato al massimo da Gil Evans per dare il giusto sostegno al genio di Miles. Stasera casualmente mi e’ venuto in mano un disco meno famoso nato da questa collaborazione, Quiet Nights del 1963, un disco maturo, ho acceso lo stereo e sono rimasto colpito dalla modernita’ dei suoni, dalla complessita’ ricchezza timbrica delle linee che si sviluppano sotto la melodia, arrangiamenti modernissimi, sempre attuali ed ancora insuperati. Rassomigliano al modo cosi’ introverso di suonare il piano di Gil Evans, piegato sulle sue armonie ricchissime, tessiture raffinatissime, trame sonore solide come quelle che amava Miles per poter volare leggero sulle note. Once upon a summertime (La Valse Des Lilas ) splendido brano di Michel Legrand, tradotto in inglese dal grande Mercer, brano dalla nostalgia e melancolia infinita, difficile da rendere e raccontare, che Gil Evans dipinge con toni onirici cinematografici, con dissolvenze sul passato, finestre sonore che si squarciano improvvisamente con gli urli dei fiati, mentre la tromba rassicurante e dolorosamente narrante di Miles espone il tema. Improvvise aperture in maggiore che si richiudono sulle blue note di Miles che riporta le atmosfere nella malinconia del ricordo, con le percussioni quasi disgregate e frammentate che raccontano quasi un battito di cuore irregolare. Una vera meraviglia che mi lascia senza altra possibilita’ che quella di ascoltare piu’ volte questa grande pagina del jazz moderno, nella mia disperata ricerca di colore e senso.

(La Valse Des Lilas )

On ne peut pas vivre ainsi que to le fais
D’un sou-ve-nir qui n’est plus qu’un regret
Sans un  ami et sans autre secret
Qu’un peu de larmes
Pour ces quel-ques pages de melancolie
Tu as ferme le livre de ta vie
Et tu as cru que tout etait fine… ..
Mais tous les lilas de Mai N’en diniront N’en finiront jamais
De fair’ la fete au coeur des gens qui s’aiment s’aiment
Tant que tournera Que tournera le temps jusqu’au dernier
Jusqu’ au dernier Prin-temps
Le ciel asra le ciel aura vingt and
Les amoureux en auront tout autant….

(Once upon a summertime)

Once upon a summertime, If you recall,
we stopped beside a little flower stall.
A bunch of bright forget me nots was all
(I’d let you buy me) (You’d let me buy you).
One Upon a Summertime, Just like today,
we laughed the happy afternoon a way,
and stole a kiss in ev’ry street cafe.
‘ You were sweeter than the blossome on the tree.
I was as proud as any (girl) (Man) could be,
As if the Mayor had offered me the key to Par-is!
Now, another winter has come and gone.
The pigeons feeding in the square have flown,
but I remember when the vespers chime.
You loved me Once Upon a Summertime.

(On Air Once Upon a Summertime Miles Davis & Gil Evans)

Un anno fa : My man's gone now

4 Responses to “Once upon a summertime”

  1. cronomotoon 31 Ott 2006 at 21:41

    :-O

    Colori ce ne sono in questo brano.

    Non so se ti interessa, e forse già lo sai, ma Mehldau e Metheny suonano insieme in un nuovo cd. So che non ami il secondo, ma qualche cosa forse ti piacerà.

  2. nocedifoolon 01 Nov 2006 at 10:40

    che forza quella tromba blue…

  3. auranoiron 01 Nov 2006 at 11:43

    Ho sempre avuto del timore reverenziale nei confronti di Gil Evans. Ma qui sono sciolti degli arcobaleni, e non si può che ascoltare ed andare…

  4. almadecristalon 01 Nov 2006 at 23:15

    Immenso..

    Questa musica è poesia disciolta fra le radici di un vivo arcobaleno..

    “La disperata ricerca di colore e di senso” va avanti..

    questo è l’importante.. non arrendersi..

    L’autunno ci colora con le sue sfumature..

    ci rattrista di dolci malinconie..

    ci rafforza accogliendoci in questo tepore contemplativo..

    I pensieri corrono..

    si distanziano..

    si stratificano sull’anima,

    dando un senso anche se folle a questa vita..

    Ti abbraccio forte..

    Notte..

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