Non occorre titolo
novembre 7, 2006 by quoyle
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Non occorre titolo
di Wislawa Szymborska
Si è arrivati a questo: siedo sotto un albero,
sulla sponda d’un fiume
in un mattino assolato.
E’ un evento futile
e non passerà alla storia.
Non si tratta di battaglie e patti
di cui si studiano le cause,
né di tirannicidi pieni di memoria.
Tuttavia siedo su questa sponda, è un fatto.
E se sono qui,
da una qualche parte devo pur essere venuta,
e in precedenza
devo essere stata in molti altri posti,
proprio come i conquistatori di terre lontane
prima di salire a bordo.
Anche l’attimo fuggente ha un ricco passato,
il suo venerdì prima di sabato,
il suo maggio prima di giugno.
Ha i suoi orizzonti non meno reali
di quelli nel cannocchiale dei capitani.
Quest’albero è un pioppo radicato da anni.
Il fiume è la Raba, che scorre non da ieri.
Il sentiero è tracciato fra i cespugli
non dall’altro ieri.
Il vento per soffiare via le nuvole
ha dovuto prima spingerle qui.
E anche se nulla di rilevante accade intorno,
non per questo il mondo è più povero di particolari,
peggio fondato meno definito
di quando lo invadevano i popoli migranti.
Il silenzio non accompagna solo i complotti,
né il corteo delle cause solo le incoronazioni.
Possono essere tondi gli anniversari delle insurrezioni,
ma anche i sassolini in parata sulla sponda.
Intricato e fitto è il ricamo delle circostanze.
Il punto della formica nell’erba.
L’erba cucita alla terra.
Il disegno dell’onda in cui s’infila un fuscello.
Si dà il caso che io sia qui e guardi.
Sopra di me una farfalla bianca sbatte nell’aria
ali che sono soltanto sue
e sulle mani mi vola un’ombra,
non un‘altra, non d’un altro, ma solo sua.
A tale vista mi abbandona sempre la certezza
che ciò che è importante
sia più importante di ciò che non lo è.
(E forse non occorrerebbe nemmeno musica per questa meraviglia, ma la scoperta di un disco dedicato ai grandi compositori russi riletti da Fred Hersch in chiave Jazz, con l’ascolto ripetuto dell’ Aria dal Concerto per Coloratura, Op. 82 di Gliere, visto in una luce incredibile dal gruppo di Hersch mi porta senza altre possibilita’, ad associarla a questa poesia …. Intricato e fitto è il ricamo delle circostanze … )
Un anno fa :















Szymborska? Non ha bisono né di titoli né di commenti. Anche se di fatto questo lo é… ma non ha importanza.
Abbraccio
è la stessa frase che ha steso me
ben (ri)trovato e grazie delle chicche!
Una scoperta! … grazie Quoyle
OT: Once Upon a Summertime riletta Miles Davis & Gil Evans lascia senza fiato, l’avevo messa anch’io nella versione sospirata da Blossom Dearie
adoro questo capolavoro di Legrand, a dire il vero adoro tutto Legrand, ma questo è un altro discorso
con il tempo l’aria qui è sempre più buona, come il vino
ciao FÃ
L.
Queste parole
…siedi sotto un albero e…
te le ritrovi ricamate intorno.
Hai ragione,
una meraviglia
Primula