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As beautiful as the moon

quoyle Dicembre 26th, 2006

La luna e’ sempre stata il mio simbolo, ha sempre rappresentato energia buona positiva, mi raccontano che da piccolo passavo delle ore alla finestra, fissando la luna, guardandola incantato, a volte strillando come solo i bambini sanno fare (voiooo luna). Forse ho sempre avuto desideri troppo grandi, passioni troppo forti e voraci che riescono a divorarmi. Ma l’energia lunare e’ un tipo di energia che sento affine, girando per le strade di una citta’ che non mi appartiene, una citta’ sfregiata dal malgoverno, e mi passano per la testa immagini, volti persi nel tempo, voci che riesco appena a ricordare, mi sento come spettatore di un film che non mi appartiene, lo scenario della citta’ di notte mi passa davanti ai finestrini quasi al rallentatore mi sento muto osservatore del degrado, muto osservatore in perfetta solitudine, non c’e’ un anima vicina nel raggio di molti chilometri, osservo curioso, gli angoli, la vita con uno spicchio di luna che mi guarda silenzioso. Mi manca il mio pianoforte, se adesso avessi almeno lui, per posare i pensieri su quei tasti, mi fermo tamburello le dita in una musica tutta mentale, accenno Look to the Silver Lining, l’ultima cosa che suonavo prima di uscire di casa che ho lasciato a malincuore su quel pianoforte. Smetto e metto un disco a caso nel lettore, mi capita Sweet Time di Paul Bley con il brano As beautiful as the moon, coincidenze, non ci faccio piu’ caso ormai, la musica mi cerca, cerca di parlarmi di comunicarmi qualcosa, riprendo a vagare senza una meta precisa, per le strade desolanti e desolate.

 

On AirAs beautiful as the moon Paul Bley Sweet Time


Un anno fa : El toro y la luna

2 Responses to “As beautiful as the moon”

  1. gipsyqueenon 26 Dic 2006 at 22:05

    Sempre splendida la malinconia dei tuoi post…

    BUONE FESTE (anche a Fjodor)

  2. LittlePoton 27 Dic 2006 at 16:49

    Primo: la foto dell’incipit è a dir poco meravigliosa, mi sento parte integrante di quel paesaggio e vorrei star sul ponticello.

    Secondo: la sensazione di quella città che non t’appartiene è esattamente la stessa mia, pur con diecimila anime (finte) nel raggio di due passi…

    Terzo: pare che anche io, da piccola, guardassi di notte la luna nel cielo e dicessi “‘nguna guna da” (traduzione simultanea dal linguaggio dei piccoli: la luna, la luna è là) e dicevo sempre di vederla con occhi e bocca.

    Magie dell’infanzia!

    Oggi, appunto, quel che rimane è musica. E mici… o sbaglio?

    Saluti al trio più bello del reame… dal mio trio più bello del reame! Solo che nel mio trio c’è una signorina! Latest news come soon…

    kisses

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