"Davanti a se vide l’immenso oceano…
"Davanti a se vide l’immenso oceano della vita. Si dice che anche l’oceano abbia strade ma non siano segnate, e Bernard non sapeva quale fosse la sua" André Gide
On Air: Allan Pasqua Trio You Must Believe in Spring
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How far is the journey from here to a star
dicembre 16, 2006 by quoyle
Inserito nella categoria Blog, Live Music, Pianoforte, Standards
La musica spesso e’ solo una questione mentale, ieri sera ero stanchissimo, non avevo voglia di andare a suonare e temevo che non sarebbe stata una gran serata, anche perche’ mi trovavo a suonare in quartetto con un chitarrista e di solito e’ molto complicato far suonare pianofore e chitarra insime, il rischio e’ quello di riempire troppo ed alterare diversamente gli accordi rendendo veramente faticoso l’ascolto.
Durante le prove del suono, sintomi di insofferenza del chitarrista dovuti a stanchezza riconosco i segni, allora cerco di positivizzarmi con tutte le mie forze. La cena scorre tranquilla raccontando aneddoti di musicisti in comune. Iniziamo a suonare e non abbiamo la piu’ pallida idea di dove andare e cosa suonare, inizio un blues mentre gli altri stanno ancora sistemando, strano mi sia venuto in testa un blues, e’ una cosa che non ho troppo dentro, gli altri entrano uno alla volta ognuno con il suo tempo, il suono sul palco e’ buono, sento energie buone e parte veramente uno swing bellissimo, interazioni continue con il batterista, ci ascoltiamo ci veniamo dietro, che meraviglia quando immediatamente sei circondato di persone recettive, ti ascoltano, tu ascolti loro, l’idea musicale in continuo divenire migliorata ed elaborata da ciascuno di noi. Applausi sul mio solo, che e’ veramente pieno di energia, ritmico ed armonicamente libero. Mi sento libero, la stanchezza ha staccato quelle maledette valvole di sicurezza, si continua con uno standard che amo Alone Together, medium giusto lo swing e’ quello giusto indietro e cavolo quanto mi diverto, mi viene da gridare da stupirmi per alcune idee che troviamo mentre si suona, il chitarrista sta facendo un buon lavoro bicordi, non mi rompe le palle con cluster di note, lascia aperta l’armonia e mi permette di arricchire ed osare o svuotare, siamo sincronizzati, io svuoto lui riempie e viceversa. Riusciamo a calamitare l’attenzione del locale e non e’ una cosa comune per quel locale, l’energia e’ micidiale io la sento tutta, continuiamo a viaggiare su territori comuni e si passa da Stella by starlight a Days of wine and roses, a Misty per arrivare nella jam, con qualche sassofonista che si butta su Mr PC preso ad una velocita’ supersonica, cluster di note taglienti, liberta’ di testa, quando sei in questo stato di grazia ed il gruppo ti segue e’ una sensazione magica, riesci a fidarti completamente di te , ed osi con le mani quello che il cervello pensa, e magicamente riesce tutto, senti e le dita eseguono, senza mediazione. Alla fine della serata sono felice, ho una bella energia addosso, ho scaricato tutte le disarmonie lavorative, la musica era catartica, purificatrice, questa energia e’ passata alla gente che ci ascoltava e ci e’ tornata indietro, how deep is the ocean how high is the sky
On Air: Paul Bley and Chet Baker How deep is the ocean
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Quiet Nights?
Muita calma pra pensar
E ter tempo pra sonhar

Giorni sempre di grande fatica, guido di notte, tra una citta’ ed un’altra, e’ l’unico tempo che ho per me e’ questo della guida, cielo invernale sulla cisa, costellazioni d’inverno, cielo pulito, aria tagliente. Ed io che ho sempre amato la notte, mi ritrovo a viverla in questa dimensione non dimensione, in perenne spostamento, il tempo non fa il suo dovere, e’ proprio cosi’, perche’ non riesco a trovare quella dimensione interiore per pensare,ed il tempo giusto per suonare, e’ tutto un inseguimento di non so cosa. E quel cielo mi sembra una cosa bellissima, cosi’ distante dai pensieri non pensieri, dalla vita non vita, dalla freddezza di quella stanza al piano -1.
Vita in cattivita’, su binari freddi, alla ricerca di sguardi, di calore. Eppure l’unica cosa che mi ha calmato e messo in pace e’ questo cielo d’inverno, mi fermo in un autogrill stremato dalle 17 ore di viaggio lavoro, nel piazzale nessuno, luci natalizie sui monti davanti poche, stelle nel cielo tante, e mi domando dove mi sono perso nell’intervallo brevissimo tra il sonno e la veglia, le luci si confondono, le parole si rimescolano nella testa, in un momento la linea tra reale ed immaginato, tra percepito e sognato, tra interpretato e vissuto si dissolve. Un ora di assenza da me, per riaprire gli occhi e ritrovare quello stesso cielo che mi accompagna verso casa.
On Air: Corcovado Luciana Souza from North and South
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Bemolle
Ho sempre avuto una preferenza per i bemolle, ogni nota, ogni tonalita’ ha una sua caratteristica, suonare un brano in La bemolle, non e’ come suonarlo in Fa maggiore, suona diversamente. Ecco io ho sempre trovato affine il Si bemolle, tra le note mi sono identificato nel Si bemolle. La sensazione del bemolle, e’ una sensazione strana, analoga per certi versi a quella di nostalgia, nostalgia di infinito, la saudade, uno strano senso di incompiutezza, un senso dinamico di movimento verso qualcosa. Un si bemolle, semi diminuito, in movimento verso qualcosa, quando sei semi diminuito, tutto puo’ succedere, e’ un’armonia instabile sempre alla ricerca, si bemolle.
Ascolta: Overture 2 B Moll BWV1067 J:S Bach
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Sono mesi che digitalizzo tutta la collezione…
Sono mesi che digitalizzo tutta la collezione di dischi, e’ un’impresa titanica e disperata, sono arrivato quasi alla meta’ in sei mesi di lavoro. La bellezza di questo lavoro e’ che sto riscoprendo tanta musica, tante cose che non riuscivo a trovare, con la digitalizzazione riesco ad ascoltarle con un click. Ieri notte mi sono imbattuto in una interpretazione di Dianne Reeves Live a Vienna nel 1995 di Both Sides Now, una gioia infinita, brividi per questa voce e questo pianoforte straordinari che riescono ad interpretare questo gioiello di Joni Mitchell, di cui avevo gia’ parlato qualche tempo fa…., e’ un qualcosa di molto particolare quello che questo brano ed in generale le cose scritte da Joni Mitchell mi provocano, vado in loop ci sono dei passaggi che mi rapiscono l’udito provocandomi gioia mista ad un senso di malinconia particolare.
Well something’s lost, but something’s gained
In living every day

(On Air Dianne Reeves Live Vienna 1995 From Both Sides Now)















