Imagine

Tante piu’ cose vorrei dire e tanto meno mi vengono le parole per farlo. Aria strana, non sono bravissimo a cambiare, mi perdo sempre in un mulinello di pensieri, gia’ da ieri sera concerto strano quello al CPA di Firenze, in trio percussioni, sax e pianoforte. Deriva, onde, calore di intesa umana, immaginare se quello fermato in quelle due ore di musica fosse il mondo reale. Cena con tante persone a parlare di Bianciardi, Gadda, politica, pensare che la gente non sa parlare piu’ di politica. E le note quelle che il mio minidisc si e’ rifiutato di registrare, peccato erano belle, ma forse un segnale che mi dice che non e’ possibile fermare la bellezza, quella viene e si dilegua istantaneamente, del resto e’ il cuore del jazz, quello che si improvvisa muore istantaneamente, quello che si suona diventa immediatamente passato, non fai in tempo a provare sentimenti, sei immediatamente proiettato in avanti, forse e’ questa magia di sospensione che non ha passato e non si preoccupa del futuro che mi affascina del jazz, sei solo nel momento che improvvisi e non ci sono affanni e non ci sono dolori e non ci sono gioie, c’e’ solo il rapporto con questa entita’ che e’ la musica. E quei colori come erano strani, 2 ore ad occhi chiusi ascoltando solo le note, fregandomene delle strutture e delle infrastrutture, seguendo la direzione che indicava la musica. Ecco tante cose volevo dire e pochissime ne ho dette, non riesco a tradurre il delirio interiore in parole..(il caso non esiste…)
Imagine there’s no heaven,
It’s easy if you try,
No hell below us,
Above us only sky,
Imagine all the people
living for today…Imagine there’s no countries,
It isn’t hard to do,
Nothing to kill or die for,
And no religion too,
Imagine all the people
living life in peace…Imagine no possessions,
I wonder if you can,
No need for greed or hunger,
A brotherhood of men,
imagine all the people
Sharing all the world…You may say I’m a dreamer,
but I’m not the only one,
I hope some day you’ll join us,
And the world will live as one
On Air: Quoyle Imagine
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Talvolta le parole non riescono a tradurre il nostro mondo interiore, la musica ci riesce sempre.
Mi piace questa tua interpretazione decisamnete originale ed intimista.
la musica a volte ci riesce, l’arte in generale ci riesce piu’ delle parole, poi c’e’ sempre il tema dell’interpretazione di quello che l’arte riesce a rappresentare, ma questo sarebbe davvero un discorso troppo grande per un piccolo commento
Contento ti sia piaciuta, volevo renderla onirica, sognante e semplice, ho molto lottato con il sassofonista che non voleva suonarla bollandola come scontata…. io credo che non esista musica scontata, tutto sta nell’intenzione epoi rileggendola imagine ha un testo di una potenza devastante…. forse volendola suonare veramente per la prima volta mi sono reso conto di quanto rivoluzionario e critico fosse il testo.
Ciao
..ciò che non hai detto con le parole si percepisce comunque! Un abbraccio..
Quoyle, quando torni al CPA, fammi un fischio, ci vado sempre volentieri.
A presto,
Beatrice
@patrizia chissa’ forse dovrei imparare ad usarle un po meglio le parole. Baci
@Bea cavoli non ci ho pensato, effettivamente dovevo immaginare che fosse un posto che ti piacesse, mi piace tanto suonare li’… c’e’ aria di liberta’ di testa… pochi fronzoli e tanto calore. La prossima stai sicura che ti faccio un fischio:-)