La prima volta che ho ascoltato questo brano sono rimasto senza parole, semplice, lineare e magnetico. Non conoscevo il titolo, non sapevo chi fosse il pianista, il suono mi catturava. Ho scoperto dopo che si trattava di Alan Pasqua, pianista abbastanza sconosciuto sulle scene jazz, molto impegnato nelle composizioni di colonne sonore, ed in effetti la sua musica e' immaginifica ed evocativa. Ho ascoltato molte sue cose da quel primo ascolto, avevo suonato un'altra sua composizione piccolissima qualche tempo fa Children, mi piace come si muovono le armonie e la cantabilita' estrema dei temi. Questo in particolare lo trovo meraviglioso, esprime nostalgia, esprime dolcezza, esprime tenerezza, tutto con tonalita' maggiori e luminose, sembra un buon auspicio, un augurio di serenita'
Avevo gia’ parlato di questa ballata, nella versione eterna del disco live di Stan Getz, opera del bassista piu’ lirico che la storia della musica Jazz abbia mai visto Charlie Haden, una linea melodica essenziale estrema e cantabile, struggente la versione testamento di Stan Getz accompagnato da Kenny Barron nel disco People Time. Sono un paio di giorni che non riesco a toglierla dalla testa, quei passaggi che fanno male dal maggiore al minore, un brano tanto semplice quanto difficile da rendere, e’ ancora molto lontano dalle mie capacita’ di interpretazione, lo suono da tempo, ci giro intorno ed ogni volta mi stupisco di quanta bellezza essenziale e profonda sia racchiusa nei passaggi della melodia, e di quante possibilita’ di interpretazione ne esistano.
Il doppio parlato e’ un buon nodo da ormeggio e se ben stretto ha il merito di non scendere in basso sulla bitta o sul palo. E chiunque si trovi ormeggiato con l’alta marea, e la bitta resti qualche metro sotto il livello del mare, avra’ modo di apprezzare questa qualita’ del nodo, specie dopo una faticosa giornata di pesca.
Avviso ai Naviganti Annie Proulx
On Air: Pat Metheny My Song (K.Jarrett) da un disco meraviglioso One quiet night