Impressions

aprile 24, 2007 by quoyle  
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Ogni tanto in determinati periodi, mi capita di fermare molto piu’ spesso le cose che guardo, come se tutto andasse piu’ lento. In questo periodo come capita ogni volta che esagero con le tensioni emotive il mio corpo mi parla e mi lascia a piedi, devo imparare ad ascoltarlo ed ascoltarmi di piu’.
Sabato
Passare dall’universita’ con la cerimonia di consegna dei diplomi conseguiti con lode, entrare nella stanza e vedere tanti volti, alcuni francamente un po assurdi, osservare semplicemente il tripudio di genitori e flash, e macchine fotografiche. Provare un misto di simpatia e rigetto, in realta’ il sistema parte di li’. La mancanza critica dilagante, l’omologazione bestiale del pensiero, dell’apparire del vivere spesso nasce anche in quel posto. Simpatia, per una proiezione del tempo, ti rivedi, ricordi i pomeriggi passati a discutere dei massimi sistemi, quel tavolino del bar, dove ci si ritrovava e dove il tempo passava inesorabile rubato allo studio. Un po’ manca quella ingenuiita’ di fondo del vedere le cose.
Sabato
Circolo Arci Avenza Carrara, posto di anarchici e di semplicita’ alcolica ed umana. Volti scavati dal vento, sorrisi con qualche dente in meno del previsto, vino rosso di quello schietto che circola, una persona che non vedevo da 12 anni, l’ultimo incontro era stato funambolico ed imbarazzante…. una festa a casa sua dove si suonava e poi nel pieno della sbronza reciproca, ritrovarsi abbracciati in un angolo e poi il niente… lo shock alcolico con effetti imbarazzanti, da quella sera persi di vista, strano ritrovarsi a suonare insieme dopo tanti anni, con quel sorriso che ricordava quel delirio di quella notte di maggio. In fondo mi manca anche questo modo di vedere il mondo,di questa semplicita’ del baccello con il pecorino, della gente che ascolta applaude e viene a parlare alla fine, grazie della serata mi dicono, ed io rispondo dicendo che devono ringraziare il modo in cui sono fatti, se noi abbiamo suonato in quel modo e’ perche’ si sentiva l’attenzione, la cura ed il rispetto. Fermo un angolo in pietra, i discorsi sulla resistenza alla fine della serata. Respiro forte, voglio sentirmi vivo, e riprendere in mano il mio tempo. Le parole a volte sono lame taglienti.
Domenica
Passeggiare per la citta’ in quelle strade deserte e ripercorrere il percorso, le strade, le persone, il cervello che va velocissimo, recupera da aree di memoria istantanee passate, le trasfigura, le riporta nel presente, sensazioni strane con il vento che mi accarezza delicatamente.

On Air: Stefano di Battista Stars Fell on Alabama

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Un anno fa :

Commenti

3 Responses to “Impressions”
  1. EBass scrive:

    Già , i ricordi che si materializzano in volti, i pensieri che si accatastano.
    Mi è capitato di recente tornando a Milano, nel luogo dove vivevo nei giorni dell’università .

  2. lisa scrive:

    e la faccia che col vento si distende, aggiungerei.

    (comincio a chiedermi se sbaglierai mai la scelta di un pezzo, tu)

  3. quoyle scrive:

    Ebass si i luoghi, gli odori ed i suoni fanno materializzare i ricordi a me succede di continuo… benvenuto

    Lisa :-) Il fatto e’ che il pezzo e’ parte integrante della sensazione… non so come spiegare e’ un collegamento immediato senza ripensamenti possibili.

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