Chano Dominguez - Iman
quoyle Maggio 6th, 2007
Da cosa e’ fatto il jazz? Questa e’ una domanda fondamentale per un musicista europeo, in quanto la tradizione originaria del jazz e’ molto distante dalla tradizione che fa parte della nostra musica europea. So che ho trattato di questo argomento svariate altre volte, e’ una di quelle cose che emorgono quando si parla di musica jazz e rapporti con la musica europea.
Chano Dominguez e’ un pianista molto particolare sulla scena musicale europea, coniugare flamenco e jazz, specialmente con il pianoforte jazz potrebbe sembrare una cosa impossibile, anche se nel jazz si improvvisa su una struttura, nel flamenco l’improvvisazione e’ parte della struttura. Nel flamenco, nella solea’ o nella buleria, il chitarrista non sa cosa il cantante fara’ finche’ non lo fa, ed il cantante non sa quale falseta (variazione o frase melodica, tra successioni di accordi) il chitarrista suonera’ per lui. Quindi il germe del jazz in un certo senso e’ contenuto nell’anima del flamenco. Questo il punto di partenza, Chano Dominguez in questo disco propone al solito interpretazioni jazz di melodie tradizionali flamenco o composizioni originali basate su armonie e ritmiche flamenco. Una musica che entra profondamente dentro, per il tipo di suono ancestrale che si sente, qualcosa di primordiale si scatena, dalle voci e dalle ritmiche scandite dalle tipiche percussioni del flamenco. Peculiarita’ la mancanza spesso di un basso, sezione ritmica costituita da pianoforte con cellule ritmiche flamenco, armonie jazz, e percussioni. Atmosfere rarefatte, disco evocativo dal grande potere lirico di questo eccellente pianista spagnolo. Ancora interpretazioni in chiave trio jazz di un brano unico come gracias a la vida, in cui davvero il potere lirico e le armonie jazz di Chano Dominguez arrivano al cuore senza eccessi tecnici o effetti scenici spettacolari, con la sola bellezza delle melodie e con chiaro il ricordo di Bill Evans. Un bell’esempio del tipo di musica che amo, di come coniugando tradizione europea e forma jazz sia possibile rendere viva e fornire nuovo materiale, nuovi standard al linguaggio jazz.
Track List:
1. Alegria Callada
2. Era En El Mundo
3. Bye Ya
4. El Vaporcito
5. Naranja Y Canela
6. Hacia Donde
7. Fumando
8. Deseo
9. Los Ejes De Mi Carreta
10. Gracias A La Vida
11. Mi Salsita
12. Epitafio
13. De La Pica
Rating: 




On Air: Chano Dominguez Deseo and Alegria Callada



Bellissima questa alegria callada! Ciao
“Da cosa e’ fatto il jazz?” Bè questa è una domanda che preferisco non pormi, cerco di viverlo e impararlo (come possibile) e basta, tu ti vuoi proprio male quoyle
Enza, si mi piace moltissimo l’atmosfera di questo brano, le percussioni rarefatte il cajon che scandisce il ritmo con quel suono particolarissimo.
Ale che mi voglia male e’ un fatto abbastanza provato ormai, penso che ogni musicista debba porsi delle domande, esplicite o implicite, intendo dire, capire la direzione, sentire le radici. Troppo spesso e questo purtroppo in Italia troppo, dimentichiamo le radici profonde, cercando di imitare radici che non sono nostre. Intendo dire, troppo spesso ascolto dischi, che cercano di emulare un suono afro-americano, dimenticando completamente il cuore dell’europa. Il senso profondo di quello che scrivevo era cercare di riportare a galla le nostre radici, popolari, addirittura locali, puo’ solo far del bene al jazz, arricchendone il linguaggio e rendendolo una lingua viva, insomma suonare jazz come lo suonava miles 50 anni fa, non trovo abbia un valore artistico particolare, se non a livello didattico. Ecco perche’ non amo alcuni musicisti americani che non evolvono il linguaggio, che non lo rielaborano, traendo dalla contaminazione nuovi spunti. Le contaminazioni sono pericolose ma quando fatte con onesta’ intellettuale e profondamente sentite come questo disco sono un’occasione per rendere un servizio al jazz ed alla musica.
Quindi le domande, se vuoi sono domande non esplicite, non intendo dire che si debba mediare con la ragione il sentimento della musica, sono domande artistiche, di quale sia la radice profonda. Nel caso spagnolo il flamenco e’ una forma di improvvisazione spaventosa, non sono ferme neanche le strutture, l’idea meravigliosa di Dominguez ( e anche di altri come ad esempio Corea prima di lui) e’ stata quella di prendere spunti da quella tradizione per rigenerare materiale sonoro.
In Italia pochi esempi purtroppo di una tradizione musicale ricchissima a partire dal 300 ai giorni nostri.
Ecco ho fatto il post nel post…
ho scritto un piccolo post dedicato al jazz….
bel blog complimenti!
AsiA
Asia leggo da te specialmente del tango, musica che mi affascina, ma e’ cosi’ difficile da rendere ed interpretare…
A presto
Fabio
ciao quoyle
oggi mi sono soffermato su questo tuo post
mi è molto piaciuta la “spiega” (spiegazione) sulla stilistica jazz
lo diciamo spesso io e jazzfan: semplici ascoltatori.
tu hai una marcia in più.
quanto a chano dominguez. si itunes costa ancora troppo.
vediamo sui siti russi
grazie
se trovo il disco, nella busta metto il tuo piccolo saggio, compreso il post sul post