Paura

Definizione:

La paura è un’emozione governata prevalentemente dall’istinto che ha come obiettivo la sopravvivenza dell’individuo ad una presunta situazione di pericolo; si scatena ogniqualvolta si presenti un possibile rischio per la propria incolumità, e di solito accompagna un’accelerazione del battito cardiaco e delle principali funzioni fisiologiche di difesa.
La paura è talvolta causa di alcuni fenomeni di modifica comportamentale permanenti, identificati come sindromi ansiose: ciò accade quando la paura non è più scatenata dalla percezione di un reale pericolo, bensì dal timore che si possano verificare situazioni, apparentemente normalissime, ma che sono vissute dal soggetto con profondo disagio. In questo senso, la paura perde la sua funzione primaria, legata alla naturale conservazione della specie, e diventa invece l’espressione di uno stato mentale.

Non credevo che l’ansia potesse provocare tutti questi disagi fisici oltre che psicologici. L’inizio di queste cose e’ subdolo e spesso sottovalutato, si tende a scambiare l’ansia per stanchezza, per insoddisfazione. Poi ti svegli una mattina e qualcosa nel tuo corpo non funziona come dovrebbe, entri in una spirale di preoccupazione fisica che genera altra ansia, che a sua volta genera altri disagi fisici. Ognuno di noi ha le sue parti sensibili, la mia ansia ha toccato le braccia e le mani, che forse ormai sono uno dei pochi modi in cui riesco a comunicare. Dolori inspiegabili, variabili che alimentano l’ansia. Anno molto particolare questo 2007, mi sto facendo una violenza bestiale per non soccombere a questo stato ansioso e riuscire a prendere la decisione che nonostante lo stress lavorativo, nonostante la staticita’ ed il delirio interiore sono riuscito a costruire con pazienza aggirando la mia ansia. Eventi apparentemente casuali possono scatenare terremoti, spero solo che questo stress fisico ed emotivo finisca presto, i passi per farla finire sono iniziati, decisione presa, scelte fatte, decisioni confermate, rimangono solo da comunicare le decisioni ed aspettare con pazienza gli effetti, allontanando questa ansia che paralizza, che blocca che non mi fa respirare come vorrei.

Una visione buddista della paura

ANTIDOTE 4 – Understanding Karma.
As explained in the page on Karma, the real reasons for our problems are our own actions, which are in turn caused by our own negative states of mind. If something threatens to go wrong, it has a sobering effect if we dare to think that the real reasons for this situation are our own past actions, and the this is just a circumstance for our own negative karma to ripen. Rather than fearing the future, we need to avoid negative actions that create our own problems.

ANTIDOTE 5 – Changing or Accepting. Basically, we can find ourselves in two types of unpleasant situations: ones we can change and ones we cannot change.
- If I can change the situation, I should do something about it instead of getting all upset. Not acting in such a situation will cause frustration in the end.
- If I cannot change the situation, I will have to accept it. If I don’t, it will only lead to frustration and a negative and unpleasant state of mind, which will make the situation only worse.
For some reasons unclear to me, Westerners (including myself) appear to have big problems with accepting unpleasant situations which we cannot change. Could this be a result of impatience (a form of anger) with imperfection (an unrealistic expectation)?


You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

13 Responses to “Paura”

  1. lisa scrive:

    spesso la realtà  è molto meno devastante delle paure che riusciamo ad amplificarci nella nostra testa.
    certi eventi che abbiamo immaginato catastrofici spesso si rivelano, alla prova dei fatti, molto meno distruttivi di quello che pensavamo.

    io credo che un certo tipo di paura – paura di non farcela, di non essere all’altezza di una certa situazione ecc – sia più dovuto al carico di aspettative che affidiamo alle scelte che facciamo.

    quando uno fa delle scelte (quando queste scelte sono importanti, dico), non vorrebbe mai sbagliarsi: ammettere di poter sbagliare – nel nostro intimo -è una delle cose più difficili da mandar giù.

    (e poi vorrei aggiungere che sotto questo post manca la musica, checcavolo)

    : )

  2. alderaban scrive:

    Convivo da sempre con l’ansia, si può dire che sono un ansioso cronico.
    Eppure riesco a superarla a volte, a volte invece mi limito a nasconderla in pubblico anche se sono al parossismo interiore .
    Lei è sempre lì: un convitato di pietra dell’esistenza.
    Una compagna assillante e possessiva. Che non ti permette di acquisire sicurezza e fiducia.
    Alla fine ho imparato ad ignorarla – per quanto possibile – lei sta nel suo angolino rancorosa e ogni tanto si alza furiosa e riesce a farmi perdere la bussola, ma è solo un attimo: ormai riesco a prendere anche le decisioni sbagliate senza rimpianti.

  3. quoyle scrive:

    @Lisa, e’ vero spesso la realta’ e’ meno devastante di quello che immaginiamo, specialmente in alcuni periodi. Le aspettative d’altro canto sono una delle cose peggiori della nostra esistenza, avere aspettative, significa a volte non riuscire a percepire correttamente quello che ci accade, desiderare delle proiezioni. Sul discorso dell’errore non ho paura di ammettere gli errori, ho paura di commettere errori perche’ quando si e’ in una situazione di panico a volte non si riesce a valutare bene. Uhm hai ragione per la musica ma non trovavo niente di abbinabile…

    @Aldebaran, anche io non sono spesso riconoscibile come soggetto ansioso, riesco a controllarla bene talmente bene che mi schianto fisicamente… pur di non lasciaral trasparire. A presto Fabio

  4. noce scrive:

    suggerisco “Everything Happens To Me”
    (in versione che sottolinei l’autoironia costruttiva e la risata potente che squasserà  i muri inutili che ci costruiamo, please, thanks, so long, the fish)

  5. lisa scrive:

    (allora, il prossimo post, solo musica.
    rigorosamente da NON abbinare alle parole)

  6. mariaprivi scrive:

    succede che ci dimentichiamo di vivere, succede.
    Valutiamo, poniamo obiettivi, facciamo programmi, oppure siamo talmente presi dall’ordinaria quotidianità  che ci dimentichiamo la cosa più importante: siamo vivi e stiamo vivendo in quell’unica occasione che ci è data.
    E la nostra unica vita sta lì, presa dalla morsa dell’insoddisfazione, della corsa al successo o alla sopravvivenza.
    Proviamo a rendere semplice il complesso, a svegliarci meravigliandoci del miracolo di essere vivi ed inventiamo il miracolo dell’essere felici, per quella volta che si vive.
    Felicità . Parola che mette paura. OK, possiamo sostituirla con serenità . Una serenità  che sappia accogliere momenti di gioia.
    Sai, la differenza tra il vivere male ed il VIVERE, mi sono accorta che la facciamo noi. Lo star male fa male.
    Così dobbiamo reimparare -o imparare per la prima volta- a voler bene alla vita e a noi stessi. Funziona.
    Ne siamo capaci, malgrado e comunque.
    E tu sei persona troppo bella per vivere male.
    La sensiblità , l’intelligenza, l’emozionalità  sono doni, non condanne.
    Ti sorrido,
    maria

  7. will scrive:

    commento il commento soprastante, che bello.
    sono doni, sono d’accordo.

  8. quoyle scrive:

    Noce effettivamente quel pezzo mi piace tanto, ed ahime’ mai fui in grado di renderlo come merita, per esempio questo e’ uno di quelli che mi si sono stampati dentro nella versione di chet baker, e’ l’unica versione dove ho ascoltato le sfumature dell’ironia, sara’ la sua voce, sara’ il fatto che sembra disegnata sulla figura di chet, non lo so, ma io davvero non riesco neanche lontanamente a farne una versione appena decente, l’ascolto e mi sento distante.

    Lisa ok vediamo che viene fuori, lo lasciamo maturare con calma, la musica trova la sua strada da sola per emergere.

    Maria, difficile commentare quello che hai scritto, e’ stato bello leggerlo e rileggerlo, c’e’ un calore autentico nelle tue parole che mi fa bene, e quanto e’ vera quella frase sul fatto che occorre imparare e reimparare a voler bene alla vita ed a noi stessi. Imparare come mettere a frutto quello che si e’ altra cosa difficile, anche perche’ presuppone la coscienza di se’, che spesso non e’ cosi’ ben definita…
    Ti ricambio il sorriso

    will :-) sei un tesoro

  9. dilia scrive:

    l’ansia e’ terribile… chi non l’ha mai provata non puoi capire… e minimizzando te la aumenta… ti sono vicina

  10. Albamarina scrive:

    Nulla da aggiungere se non un abbraccio lungo e stretto. Come le scelte, a volte.

  11. quoyle scrive:

    didi infatti e’ proprio quello il meccanismo che chi non ha mai provato ansia vera intendo quella patologica, non quella normale, non riesce a capire.
    Divertiti con i due esserini felini :-)

    Alba grazie

  12. enza scrive:

    sei ancora in ansia?

  13. quoyle scrive:

    beh che dire abbastanza ma in reazione diciamo

Leave a Reply