Keith Jarrett - ideale ed umano
quoyle Luglio 11th, 2007
Leggo con un pizzico di sadismo dell’ultima performance di Jarrett a Perugia, sadismo perche’ quest’anno anche amando alla follia il musicista Jarrett, non mi sono fatto convincere a vederlo dal vivo specialmente in Italia.
In sintesi niente di nuovo, al termine del secondo set prima del bis, una foto fa andare fuori di testa Jarrett, che pare abbia esclamato “Damn City” o qualcosa del genere (affermazione deprecabile non per nazionalismo ma per amore di intelligenza). Il direttore artistico di UJazz pare abbia chiuso in via definitiva con Jarrett (a dire il vero condivido questa scelta) perche’ quando si supera il limite dell’educazione non esiste arte che tenga.
Adesso mi permetto una piccola divagazione sull’argomento, quello che davvero stupisce di Jarrett e’ questo strano rapporto con il pubblico.
Tempo fa a Parigi capito’ un episodio analogo per certi versi illuminante. Durante un solo piano, a causa della tosse (sic..) di uno spettatore, Jarrett interruppe bruscamente il concerto per apostrofare il povero spettatore raffreddato mimando al pianoforte cosa sarebbe successo se lui si fosse messo a suonare con la tosse. Episodio discutibile, a questa uscita alcuni spettatori gli hanno gridato che in fin dei conti loro erano il suo sponsor, cioe’ avevano pagato per vederlo. Affermazione anche questa discutibile, in quanto riduce il rapporto artista-pubblico ad un mero rapporto di fornitore di servizi - cliente, una distorsione della nostra societa’ contemporanea.
La cosa non e’ sfuggita a Jarrett che infatti ha replicato invitando tutti quelli che pensavano di essere degli sponsor ad andare serenamente via. A questo punto cosa molto strana si e’ aperto un forum di discussione tra jarrett ed il pubblico su quanto sia fragile e delicato il processo compositivo istantaneo e quanto i disturbi esterni possano influenzarlo al termine di questo sfogo Jarrett ha ripreso a suonare a lungo.
Questo aspetto lo condivido in pieno, quello che mi lascia esterrefatto e’ come Jarrett tratti i disturbi ambientali. Faccio un esempio, ama suonare ad Antibes, dove passano aerei sul palco, non fa una piega quando suona una campana durante i suoi concerti, non si lamenta se le rondini cantano intorno al suo piano, se invece uno spettatore fa una foto, o tossisce il finimondo.
Probabilmente questa sua rigidita’ tradisce una visione profondamente idealistica dell’essere umano e della fruizione dell’arte. Jarrett immagina l’uomo come la sua musica, perfetto, senza quelle screziature, senza i raffreddori, senza le dita nel naso, senza i dolori. Eppure la sua visione e’ contraddittoria, piena di contrari, accetta tutto il circo che si scatena intorno ai suoi concerti, richiede tre limousine per andare e venire dal concerto, pretende due pianoforti prima del concerto per scegliere i migliori, spesso trascurandone pero’ l’amplificazione. A volte sembra voler suonare come in The Melody at night with you, distante dall’umano, chiuso nella perfezione ideale della musica, eppure… eppure pubblica solo dischi dal vivo, spesso scegliendo gli ambienti meno umani tra quelli dove suona, scegliendo spesso ambientazioni giapponesi, luci algide, suoni perfetti, troppo perfetti, si infastidisce se un’applauso arriva alla fine di un solo o in un momento di pathos altissimo (e penso all’intro di All the things you are di Tribute, dove al termine dell’intro l’applauso nasce spontaneo e non infastidisce ma arricchisce sottolinea il momento di tensione altissima, quel brano non sarebbe lo stesso senza quel pubblico che esplode) eppure canta sulla musica, macchiandone la perfezione, forse sottolineando l’umano, rafforzando l’umanita’ dell’artista Jarrett.
Entra nel business dei Festival Jazz chiedendo cifre da capogiro (piu’ di 100mila euro a concerto) e pretende di non far parte delle logiche di servizio-cliente.
Non fraintendetemi, non ci sono giudizi in questo che scrivo, solo un’analisi delle contraddizioni umane molto umane di un’artista che vorrebbe la musica al di sopra di quell’io umano, che pretende il divino probabilmente in quanto il divino e’ nelle sue mani, ma in questa pretesa ricade fortemente nella sua inevitabile umanita’, in quel non saper accettare l’umanita’ del suo pubblico e probabilmente la sua stessa umanita’.
On Air: All the things you are Keith Jarrett Tribute



Bel post!! Tra l’altro arriva alla vigilia del concerto di Jarrett a Brescia. In piazza tra l’altro… speriamo in bene.
Ciao
aL
ooooooooo
bello.
molto interessante.
non avevo mai notato questa distinzione puntuale di reazioni di cui parli, in base a rumori umani e no. interessante.
sul fatto che siano reazioni esagerate, concordo. poi ne abbiamo già parlato. posso “capire” il flash, ma l’applauso… o la tosse… vabeh, ripeterei quello che hai scritto tu, quindi non mi dilungo.
e poi una volta mi raccontarono che fece un’improvvisazione sul rumore del passaggio di un treno. ecco. per me questo dovrebbe essere. forse il treno era sull’accordo e la tosse no… problema di modulazione insomma?
dai è un po’ che non lascio commenti, concedimi le cretinate
buon pomeriggio!
@al temo che il concerto a Brescia non lasci presagire nulla di buono, vedi pretende il silenzio e poi sceglie una piazza… come successe a Lucca qualche anno fa, il concerto doveva essere in piazza Anfiteatro, piazza magica, pretendeva che i negozi fossero chiusi in barba ai diritti civili e costituzionali ( ma esiste un’omino che di mestiere visiona ed accetta i posti dove Jarrett suona prima di perfezionare il concerto… quindi sapeva dei negozi), si fa trasferire in fretta e furia in piazza Napoleone con un’amplificazione da quattro soldi, il rumore del gruppo elettrogeno i camion della spazzatura, alla prima foto si inalbera come un caimano incazzato e si iconizza in un’attimo.Devo dire che non riesco a biasimare chi lo ha mandato a quel paese ( per usare un sottile eufemismo) a Perugia…
@noce secondo me questa distinzione e’ la chiave, perche’ altrimenti non si capisce perche’ ami alla follia suonare ad Antibes il posto piu’ rumoroso dell’universo, ma e’ come se i rumori ambientali fossero nell’ordine delle cose, quelli umani assolutamente deprecabili, uomo complicato e controverso.
Io invece stasera, essendo bresciano, non potevo mancare. Mica capita tutti i giorni di poter andare nella propria città a un grande, attesissimo, fenomenale concerto a tirare ortaggi e uova all’uomo più sopravvalutato del pianeta. Ah, naturalmente andrò con tanto di flash.
mmmhh…ma in tutto questo caos da primadonna ..la Musica dov’è finita?
Beh Guitto in bocca al lupo allora .-) Fammi sapere come e’ andata
Cris, hai ragione e’ molto triste ma ormai ai concerti di Jarrett spesso non si parla piu’ di musica…
due anni fa, quando venne a Napoli all’Arena Flegrea (contesto all’aperto) passò un aereo e si fermò, non implorò, anzi, fece il simpatico mimando una preghierina all’Altissimo come dire “non ne passano più, vero?” raccogliendo gli applausi del pubblico e l’invito a proseguire il concerto. Fece il bis, poi accadde il solito episodio dei flash e lì disse qualcosa del tipo “non sono mai stato trattato così in nessun’altra città del mondo”, e partì qualche fischio, ma noi napoletani non diamo più peso a simili affermazioni, ormai.
Comunque, come giustamente dice qualcuno, qui non si parla più di Arte, ma di un uomo insofferente all’essere uomo tra gli uomini, cosa che è quasi da psicanalisi
Molto più godibile a questo punto rilassarsi ad un concerto di un pianista come Bollani, che dopo aver eseguito “Rapsodia in Blu”, dopo i nostri scroscianti appluasi ha replicato: “sono contento che vi piaccia, questo è un pezzo che ho scritto proprio la scorsa settimana!”
posso capire che a molti sembri strano e irritante questo modo di fare di jarrett ma da un certo punto di vista è anche piu che comprensibile :
) perche comunque è una reazione totalmente controllabile (diciamoci la verita, non è impossibile tossire meno rumorosamente o trattenersi) e credo che l’abbia interpretata come una mancanza di rispetto nei suoi confronti ma anche nei confronti del pubblico stesso.
il suo rifiuto per i flash oltre che essere spiegabile in quanto fonte di distrazione , a mio parere è anche da considerarsi come “filtro” nei confronti di quella gente che si presenta ai suoi concerti (ed è pieno ) solo per potersi vantare con i propri conoscenti di aver speso ben 200 euro per “vedere” (e sottolineo vedere) un artista eccelso.
Posso capire anche la sua interruzione dovuta a un colpo di tosse (non essendo presente non posso dire se l’intesita del colpo era tale da infastidire l’artista
Sinceramente ritengo che se uno , andando a un concerto , non riesca neanche a seguire quei 2 dettami che jarrett impone allora fa prima a non sprecare neanche i suoi soldi ( cosa piu che confermata ieri anche a brescia, al secondo bis sono scattati i flash …)
Tra l’altro si è anche scusato con Perugia per la sua frase “damn city” (che se ci pensate era l’unica parte fuori posto del cazziatone che ha fatto all umbria jazz)
Che poi si possa disquisire sul fatto che esistono artisti che esigono meno dal pubblico (e diciamocela tutta, che se la tirano di meno) su questo non posso che essere piu che d’accordo.Pero il discorso rimane lo stesso , al Mc Donald ci posso andare vestito in un certo modo e usare le mani per mangiare, se vado in un ristorante raffinato il mio comportamento si adatta alla situazione in cui mi trovo.
PS.a chi dice che andra la a tirare uova (e mi sa proprio che non hai avuto neanche il coraggio di farlo) dico solo che la vostra ignoranza è direttamente proporzionale al talento e alla superbia di jarrett.
stefania jarrett lo dice in ogni citta’ che non e’ mai stato trattato cosi’… vedi il tuo racconto sugli aerei conferma quello che penso:-)
arsh a dire il vero cercavo con questo post di andare dietro la polemica del fatto che abbia ragione o torto. Cercavo una chiave di lettura, personalmente non sono d’accordo sulla tosse (che in caso di raffreddore non mi risulta controllabile..),ma comunque rimane il fatto che jarrett e’ infastidito dall’umano, che poi sia giusto sbagliato o tollerabile o intollerabile lo lascio a chi vuole far polemica, io ho visto 6 concerti dal vivo di jarrett, non andro’ a vederne altri perche’non mi piace l’atmosfera di tensione, molta della gente da happening, le sgnocche, e tutte le cagate da circo che ormai ci sono ai suoi concerti (merito di quei di prezzi che impone)
io sinceramente l’atmosfera di tensione non lho mai sentita ( sono sincero , jarrett ho potuto ascoltarlo solo 2 volte dal vivo e tutte e due le volte in trio) , anzi ho sempre sentito un aria rilassata , sara anche per il fatto che riesco piuttosto bene a estraniarmi dall ambiente e a concentrarmi sulla performance. Anche ieri che doveva essere per cosi dire la prova del “9″ jarrett non mi ha assolutamente deluso :anzi ha tenuto a ringraziare il pubblico (ovviamente non direttamente
) quasi come a scusarsi per la reazione scomposta avuta a perugia.
Anche sul fatto che sia disturbato dall umano mi sembra incorretto : secondo me è disturbato dal “umano” cafone (o piu raffinatamente “insensibile) che a suo modo di vedere rovina il momento magico che la sua musica crea.
L’uomo a differenza della natura o dell imprevisto (vedi aeroplani a bassa quotae treni che passano) ha la capacita di controllarsi e di autolimitarsi . Se poi dopo mille avvisi su cio che non bisogna fare c’è ancora qualcuno che si pensa piu furbo degli altri e scatta foto con il flash o registra con il telefonino la serata … beh non so che dire.
Inlotre lui è sempre disponibile a concedere piu di un bis (alla fenice e a barcellona è arrivato a concedere 7 bis con la gente che non smetteva piu di applaudire e lui che continuava a risalire sul palco) che da contratto ovviamente non sono compresi , a patto che si stia alle sue regole.
E’ come se lui desse in proporzione a quanto riceve dal pubblico.
Poi sulla parte “materiale” cioe il cachet esorbitante che pretende e di conseguenza i prezzi dei biglietti ci posso anche stare (anche se , pensaci bene, quanto credi che guadagnino vasco rossi &co ad ogni concerto?).
arsh, il mondo e’ fatto di reazioni insensibili, e’ utopistico pretendere che tra migliaia di spettatori ci siano solo persone sensibili (poi bisognerebbe mettersi d’accordo sul significato di sensibilita’) e comunque per qualche spettatore insensibile non puoi penalizzare la maggioranza composta. Guarda poi sul cache non si puo’ fare una scala di valori della serie guadagno di piu’ sono piu’ bravo anche perche’ non funziona. Semplicemente il prezzo alto filtra molte delle persone sensibili che a Jarrett piacerebbero tanto e fa arrivare molti buzzurri da happening. Vidi un concerto di Shorter memorabile per 20 euro, che forse valeva di meno? Poi non e’ vero che e’ infastidito dall’umano cafone, non gradisce gli applausi alla fine di un solo etc… pretende delle statue di sale, ma la musica e specialmente il jazz e’ partecipazione quasi liturgica del pubblico alla musica, qualcuno raccontava di un magnifico Coleman che condivideva con la gente in sintonia la bellezza della musica. Punti di vista diversi sul rapporto artista pubblico certamente, ma io pur amando profondamente jarrett, pur riconoscendo che e’uno dei piu’ grandi musicisti del secolo ( ormai un po’ in stasi creativa almeno in trio) , preferisco un’approccio piu’ di scambio piu’ di calore umano ed affetto tra pubblico ed artista ed allora viva Rollins, Metheny, Coleman che riescono a parlare ad essere dentro il loro pubblico con un affetto che non ha paragoni.
Molto tempo fa a Massa Metheny fece un concerto memorabile, non arrivarono i suoi strumenti li noleggiarono in un negozzietto piccolo della zona, strumenti acustici, modesti, suonarono divinamente con il pubblico intorno, prova di genialita’, maturita’ artistica e sensibilita’ altissima.
Ciao
ee…
eeeehh…
eeeeehhhhh…
… eeeeeeAAATCHUUUùùù!!!
(ops. mi è scappato. scusate)
: )))
Salute
)
arsh, preziosissimo sacerdote jarrettiano, che che come ogni pretuncolo ami dare dell’ignorante a chi non la pensa come te, vorrei chiederti scusa. Non avrei mai gettato delle uova al buon Jarrett. La mia promessa era solo sarcastica, ma capisco che per chi porta la tonaca come te, è difficile capire le parole degli altri in un senso che non sia letterale. In quanto al coraggio, lascia perdere. Ti chiederei soltanto, per educazione, di risparmiarti epiteti rivolti a persone che non conosci e che a te non avevano rivolto nemmeno uno sguardo. Certo, hanno osato scherzare e provocare (Quoyle, in questo caso, che considero un amico e persona aperta) dando contro al tuo dio, offendendo la tua sensibilità di fedele. Ma vedi, il mio mondo è decisamente più laico del tuo. Nel mio, scherzare è lecito. Nel tuo piccolo mondo di devoto baciapile evidentemente no. Non per questo devi sentirti in diritto di darmi dell’ignorante. Bene, spero che il messaggio sia chiaro. Se Quoyle, per evitare arene, lo modererà decidendo di non pubblicarlo, non avrà da temere. Lo capisco. ma lo pregherei di farlo comunque avere al chirichetto.
Post molto molto bello. Io, fra l’altro, a Perugia c’ero (ne scriverò infatti presto); e Jarrett non si è arrabbiato per la foto e ha detto “goddamn city” per quello. Jarrett è salito sul palco. E PRIMA di iniziare a suonare ha dato degli stronzi a tutti quanti (testuale). “Ehi, voi, stronzi. Buttate le vostre macchine del cazzo altrimenti giro il culo e lascio questa dannata città”. Ecco, è andata così. Poi ha proseguito con reprimenda morale di dieci minuti. Riempiendola di “fucking”. Mi pare diverso da perdere la testa, magari anche giustamente, perchè qualcuno lo ha distratto mentre suonava. Nessuno, tranne lui, è stato cafone. Il concerto è stato strano e irreale. Nessuno sapeva più che fare. Me compresa, che amo furiosamente tutto ciò che è JAZZ - e Jarrett, diamine se lo è. Ma il gelo aveva imbrigliato tutti quanti. Triste. Parecchio. Anche perchè, io penso, se la sua musica, dopo, fosse stata di quelle memorabili, chi avrebbe parlato più del suo discorsetto iniziale? Chi se ne sarebbe ricordato? Invece perchè tutti parlavano solo e soltanto di quello? Non ho sentito uno, uno solo, nei giorni successivi, che abbia ricordato la musica di quella serata. Ricordavano solo tutti quei fucking distribuiti a casaccio al pubblico. Non è strano, per uno che è un genio della musica? Che siano (siamo) davvero tutti stronzi come lui ci ha definiti? Mah!?
saluti a tutti….certo è difficile tentare di inquadrare il personaggio jarrett attraverso una serie di comportamenti e ancora più difficile è tentare di capirlo. Nonostante tutto e nonostante il gesto che ha fatto a Perugia sia grave non posso che continuare ad amarlo, e penso che non cambierei opinione nemmeno se non avesse chiesto scusa. Amarlo, ma non capirlo.
Saltando di palo in frasca chiedo a chi è stato al concerto di Brescia di aiutarmi a ricostruire la scaletta dei pezzi. Con un amico abbiamo riconosciuto ‘When I fall in love’ e ‘God bless the Child’ nei 2 bis. Nei nove pezzi delle due parti di concerto (5+pausa+4) abbiamo riconosciuto ‘Falling in love with love’ (non mi ricordo in che posizione, però) e , forse, ‘Five Brothers’. Se qualcuno avesse precisazioni o correzioni al riguardo mi farebbe felice……
Aggiungo poi che ho l’impressione che l’ultimo pezzo prima dei bis (il nono) sia stato un pezzo interamente composto da Jarrett e non solo interpretato. Aspetto conferme o smentite…..
A me Jarrett non è mai piaciuto molto, intendo la sua musica, chissà che non avessi già recepito dalle sue esecuzioni l’algida alterità rispetto all’ascoltatore-spettatore?
caro quoyle
in questo tuo post hai scelto una via interessante e fuori dal coro nel commentare l’episodio di perugia del luglio 2007
considerazioni oggettive direi.
ho avuto la fortuna di sentire a brescia il trio di keith jarrett due o 3 giorni dopo, il 13 luglio.
un live della serie standard eccezionale.
il solo peccato è che sarà solo per quelli di quella sera.
ecco un altro insegnamento di keith jarrett: una scelta totalmente anti-consumistica. musica di quella sera, solo di quella sera, irripetibile.
come una pietra preziosa che si può vedere solo una volta e po ritorna in miniere per altri millenni.
e allora la mia opiniopne è che del carattere di keith jarrett non mi importa nulla. è un problema della sua biografia
quello che conta, la sola cosa che conta è la sua arte.
cosa ce ne importa a posteriori del carettere di michelangelo o di leonardo?
siamo contemporanei di un genio.
ringrazio solo il destino di essere stato lì quella sera in piazza della loggia.
e talvolta cerco di rincorrere nella mia mente la memoria dei suoni che i tre hanno tirato fuori
ciao
e grazie per l’attenzione