quoyle Novembre 29th, 2007

Non credo potessi scegliere un nome diverso per questo esserino che la mattina mentre ancora assonnato mi avvio fuori pesantemente, mi guarda con l’ aria un po’ furfante di chi sa che la sua mattinata trascorrera’ in pigritudine sulla libreria…. creatura fortunata .
On Air: Quoyle What a wonderful world Live Teatro del Sale Nov 2007
quoyle Novembre 27th, 2007
Ancora per continuare la saga di musicisti nordici che mi stanno accompagnando in questi mesi, voglio parlare di questa cantante svedese, Marianne Racine. In particolare di questo disco che mi e’ capitato tra le mani. Ancora atmosfere delicatissime, da un songbook popolare svedese, intervallato da alcune deliziose interpretazioni di standard della tradizione come Angel Eyes, Speak Low. Ma se c’e’ un brano che ha letteralemente rapito la mia attenzione musicale proiettandola in un’altra dimensione e’ Hyvän illan, un’intro di voce antica, che si perde nelle distese del nord per lasciare il posto ad un pianoforte caldo,arpeggi su un pedale di quelli semplici semplici che solo per il suono che hanno riescono a toglierti ogni pensiero dalla testa per lasciare spazio alla bellezza della semplicita’. E poi una melodia popolare, che si appoggia su un rullante dal sapore antico, ad una ritmica pulsante che non esagera mai, tutte note misurate che lasciano spazio ai soli di contrabbasso e pianoforte per rientrare dolcemente su quel tema iniziale dalla bellezza disarmante, mi piace immaginare che questa sia una ninna nanna popolare. E basterebbe questo brano per meritare tutto il disco, e la splendida certezza che in giro ci sono tanti musicisti capaci di regalare emozioni in modo esemplare come in questo disco.
Marianne Racine Quartet - Sångbook
TCB 23102
Marianne Racine-Granvik, voc
Andy Scherrer, p
Bänz Oester, b
Norbert Pfammatter, dr
1 Så skimrande var aldrig havet
2 Soft and warm / I can’t believe it, but I do
3 Hyvän illan
4 Safari / Visa i molom
5 Näckens polska
6 Speak low
7 Bop-medley
8 Angel eyes
On Air: Marianne Racine Quartet Hyvän Illan
Rating: 




quoyle Novembre 24th, 2007
Ancora un’ascolto dal profondo nord, un pianista di Bergen, Norvegia, che ripercorre la canzone popolare norvegese, estendendo la tradizione anche a quella classica, a quella splendida composizione che e’ Arietta di Grieg, probabilmente l’emblema della norvegia pianistica classica.
Ormai dai tanti ascolti di musica jazz dalla scandinavia, sono certo che non sia un caso, la sonorita’ e’ sempre cosi’ magnificamente aperta, come gli spazi del nord, distese desolate e ghiacciate fino all’orizzonte, panorami su fiordi, piatti della batteria che sembrano goccie di acqua che si scioglie. Tutto cosi’ rarefatto e puro come l’aria di una bella giornata di freddo.
Non so molto della storia di queste composizioni, non conosco naturalmente le versioni di origine, se non per Arietta di Grieg, eppure rimango incantato da quel sentore ancestrale di queste melodie che hanno qualcosa di antico al loro interno. Ed ormai una certezza, amo il suono del grande freddo della musica europea.
On Air: Dag Arnesen Arietta
Rating: 


