Oceano
quoyle Aprile 3rd, 2008

Enfim
De tudo que há na terra
Não há nada em lugar nenhum
Que vai crescer sem você chegar
Longe de ti tudo parou
Ninguém sabe o que eu sofri
Vivo in una strana dimensione, in questo periodo particolarmente esasperata, in un’ambiente arido per la maggior parte della giornata. La cosa strana in questo mondo in cui sono avvolto, non c’e’ posto o pensiero per la musica, e stranamente quando ti trovi a parlarne, ti senti veramente un alieno. Nessuno sa quello che ho dentro, quello che vorrei esprimere, che non riesco a fare.
Não há nada em lugar nenhum
Non c’e’ niente in nessun luogo, ed in questo stato emozionale e’ comunque impossibile vederlo o trovarlo. La rabbia che provo quando la musica viene sminuita, il sentimento reso superfluo, le parole vuote, e tutto stride, tutto e’ fermo e tutto impossibile da raccontare in qualsiasi luogo.
Amar é um deserto e seus temores
Vida que vai na sela dessas dores
On Air: Quoyle Oceano(Djavan)
- strade blu , Quoyle , Intervals , nuvole , malinconia , vento



no, nessuno può capire quello che hai dentro… ma forse nemmeno vuoi che si capisca.. gli artisti spesso sono così e non è un luogo comune.. d’altra parte abbisognano di strumenti per parlare una lingua: la loro (chi di colori, chi di musica, chi di penna e via così).
Ho letto da qualche parte che per scrivere, per inventare mondi nuovi, bisogna chiudere fuori dalla porta il mondo.. ed entrare nel tuo…
Chissà, forse è così anche per la musica..
A volte vivere è un dolore dell’anima..
Ti mando io un sorriso, per la bellissima tua musica.
Per quanto riguarda l’aridità dell’ambiente che ci circonda per la maggior parte del nostro tempo, che dire?
E’così! La sensibilità, forse purtroppo, è un’eccezione rara, quella che ha la fortuna di esprimersi con la musica, l’arte, la letteratura, sia essa scrittura o lettura, è ancora più rara.
Ciao.
E tu fa’ come Djavan: coricati e aspetta chi o cosa farà del tuo deserto un’oasi e dissiperà le tue ansie d’esser riamato. Ma se non sei sufficientemente brasiliano perché l’attesa ti venga naturale, come io credo, fa’ come già stai facendo: butta qua e là qualche semino, senza paure, che qualcosa di verdino viene sempre fuori, magari proprio dove tu non guardi.
Ars probabilmente e’ cosi’, la chiave non e’ facile da dare:-)
Ottobre, sorriso gradito grazie
Bruno hai ragione non sono abbastanza brasiliano, mi piace che tu abbia usato sufficientemente, il che implica che un pochino almeno lo sono. Non sono bravissimo ad attendere, di solito mi spazientisco, ed agisco d’impulso.
Não há nada em lugar nenhum
só um abraço
impaziente e impulsivo…tipico del toro…Non c’è niente in nessun luogo e al tempo stesso ogni luogo è pieno…ora la mia stanza è piena della tua musica, ad esempio…tutto è fermo e tutto impossibile da raccontare in qualsiasi luogo…qui hai raccontato te attraverso i tuoi suoni, tutto è possibile…
L’oceano è una superficie piena di onde e la maggior parte delle persone si accontenta di vedere questo: ma è solo una piccola parte.
Nelle profondità, dove tutto è ovattato e calmo si scopre come sotto la superficie dei nostri pensieri, che vanno e che vengono, c’è la presenza di Dio che tacitamente ci attende fin dall’eternità.
Occorre andare in profondità e non vivere alla periferia di se stessi.