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Notte

Ponte del Diavolo

La notte in lucchesia ha qualcosa di inquietante e speciale allo stesso tempo. Buio pesto, squarciato dal fumo improvviso di una cartiera, silenzio interrotto dall’incrocio con i fari di un’altra macchina, oscurita aperta dall’improvviso apparire di un costone di roccia che si sporge appena troppo sulla strada, la sagoma di una volpe che si intravede all’improvviso.
Il tempo sembra un’invenzione folle guidando di notte per quelle strade, di ritorno da una serata di musica.
Buio che si apre sul ponte del Diavolo, e con un pizzico di leggera inquietudine, prendo la macchina fotografica, sono le tre rimango insieme ad un gruppo di anatre a guardare questa strana energia che si sprigiona dal ponte della Maddalena, quell’architettura cosi’ inconsueta, tanto da meritarsi il nome di ponte del Diavolo, ho le maniche corte, con ancora un po’ di vino addosso, il vento e’ freddo e mi faccio attraversare da quel flusso di vita fredda, guardando ed invidiando la gioia semplice di quelle anatre che pescano nel ruscello sotto gli archi del ponte. La notte e’ solitaria, buia non c’e’ anima viva sulla strada, salgo sul ponte lo attraverso, guardo intorno, il buio, la notte che mi assorbe rimango un po’ ad ascoltare i rumori che non riconosciamo piu’, la voce della notte, che in citta’ e’ cosi’ diversa e qui in questo posto cosi’ fermo in un tempo remoto, in una natura strana che sembra non amare troppo le presenze umane, che ci sono ma sembrano davvero qualcosa fuori posto. Riesco a sentirmi, nel bene e nel male in questa situazione, sento il mio rumore, che da cosi’ tanto tempo e’ fagocitato dal rumore delle faccende esterne, rimango fermo per un ora o due, non lo so sotto quel ponte a contemplare il deserto dentro di me.

On Air: Chick Corea Solo Molde 21 Luglio 2000 Someone to watch over me


Un anno fa :

4 Responses to “Notte”

  1. Ars Says:

    Il deserto, anche se non sembra, è pieno di vita. E’ solo nel nostro immaginario che lo pensiamo “deserto” con una concezione di morte e vuoto…
    Momenti come quello, ad ogni modo, sono i benvenuti per riprendere il contatto con noi stessi…
    Buona settimana, un abbraccio

  2. Ars Says:

    ..dimenticavo: complimenti x la foto! :)

  3. Bruno Says:

    Dolce e chiara è la notte e senza vento,
    e queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
    posa la luna, e di lontan rivela
    serena ogni montagna…

    ……… ed alla tarda notte
    un canto che s’udia per li sentieri
    lontanando morire a poco a poco,
    già similmente mi stringeva il core.

    Si gode del buio e del silenzio perché si sa che è un attimo e quell’attimo è un giocoso tuffo nel vuoto prima di ricadere tra braccia note e rassicuranti, rientrare in casa o nella nostra auto ancora in moto.
    Chi sperimenta il vero silenzio, la vera notte, non credo li canti. Chi ne è uscito forse può farlo, in quella consolazione.

    E si rifugge dal silenzio per continuare a vivere, caro Quoyle, per non dover contemplare le tremendissime ombre di ignoto che sono dentro di noi e che sappiamo essere le uniche e sole verità. E così ci si incammina, rumorosamente, a trovarne altre, vere perché comprovate.

    Tuttavia l’unica cosa che oggi mi consola del pensiero che per te, per Leopardi, per tutti noi, siano stati l’alcool residuo ed un fortunato concerto di ammine biogene a farci provare queste rare emozioni, visione di verità e cioè di mistero assoluto, è che quel cammino rumoroso è di per se stesso eterno, e quindi ci troveremo sempre amabilmente a farci inghiottire in questi incomparabili vuoti d’aria. E dunque grazie per avercelo ricordato.

  4. valeria Says:

    Diavolo d’un ponte! :) )
    Adoro i ponti in generale, ma questa è oggettivamente una bella foto di un bellissimo ponte (romano?).
    Per un musicista credo sia capitale apprezzare il silenzio, il vuoto, e, perché no, anche il deserto, dentro o fuori che sia.
    Sai, tutti i giorni, per andare a lavorare, oltre a farmi traghettare l’anima da un Caronte, attraverso un ponte del diavolo -a vederlo si capisce bene perché ha quel nome- questo, invece, mi ispira tranquillità, solidità, curiosità anche.
    La notte poi, il buio, passato il primo istante di paura, mi affascina. Il fascino del levare*, dopo la battuta del giorno.
    Sì, il bello di sentire il tu-tump che mai ci abbandona, il fruscio del respiro, e “il naufragar (m’) è dolce in questo mar”.
    Come vedi, la citazione di Bruno mi trova consonante :) ))
    Il titolo del brano di C. Corea mi blocca un po’, ma la sua esecuzione è talmente cristallina e aerea che riesce a farmi andare :) )
    Buona serata, v.

    * devo al blog di Clelia Mazzini, l’immagine del “levare”

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