ritrovo sempre un’isola di serenità nel tuo spazio, quoyle…
l’atmosfera rarefatta offre definizioni nuove,
e se c’è un pò di nebbia non è certo quella delle emozioni.
Piccoli istanti ne' giorno ne' notte, come il disco di Keith Jarrett, un inno panteistico, un susseguirsi di piccoli intensi intervalli scuri ed aperture improvvise di un lirismo struggente.
La gioia del suono, la meraviglia di ascoltare quelle note apparire e vivere e sparire con l’intensita’ che solo la creazione spontanea ed istantanea riesce a creare.
Giugno 16th, 2008 at 23:01
ritrovo sempre un’isola di serenità nel tuo spazio, quoyle…
l’atmosfera rarefatta offre definizioni nuove,
e se c’è un pò di nebbia non è certo quella delle emozioni.
si dolce è il tuo piano, caro quoyle….
Giugno 17th, 2008 at 09:54
Ti vedo ti vedo. Clicco e sento. Uhmm: toscano, trentaseenne, jazz dipendente, uhmm forse hai voglia di socializzare e non sai come chiedermelo?
Giugno 21st, 2008 at 19:58
…. sorriso in un nanosecondo …