Sei: Home > Blog article: Jan Garbarek - “L’idea del nord'’

Jan Garbarek - “L’idea del nord'’

quoyle Novembre 17th, 2008

6 Esperienze

1 Preludio
2 L’educazione “Sentimentale”
3 Don Cherry
4 Nothern Lights
5 Bobo Stenson & KeithJarrett
6 Esperienze
7 Places
8 One World
A1 Discografia Jan Garbarek

L’anno 1977 e’ un anno ricco di collaborazioni per Garbarek, un anno di elaborazione delle esperienze passate, un anno di transizione verso la vera riscoperta della tradizione del Nord.
Il profilo musicale di Garbarek si arricchisce di collaborazioni diverse e nello stesso tempo si consolida il ruolo della ECM come fulcro di aggregazione di musicisti Europei, con una produzione imponente e riconoscibile della poetica musicale del Nord.

La prima collaborazione importante e’ quella con Ralph Towner, nel disco :

“1977 - Ralph Towner - Sound and Shadows ECM 1095″

Ci sono delle forti similitudini fra le tessiture glaciali della chitarra di Towner e gli archi disegnati da Jarrett nel disco Luminessence. Questo e’ un disco dalla potenza lirica ed evocativa immensa. Si aprono paesaggi sonori tra gli arpeggi sonori della chitarra squarciati dalla voce del sassofono. Le
armonie inconfondibilmente nordiche, ripetitive, seriali, si riconoscono le atmosfere scure e nord europee che sono cosi’ tipiche della produzione di Garbarek, il contrabbasso di Andersen, pieno e rotondo, ossessivo, con improvvisi interventi melodici sulle note alte. Aperture che si richiudono
improvvisamente come le curve su un fiordo.

L’idea del Nord ha sempre avuto forti suggestioni sugli artisti, la maestosita’ dei fiordi Norvegesi, le diestese disabitate dell’islanda, hanno sempre avuto forti suggestioni sul potere di rinnovamento della vita interiore insito nel paesaggio e nelle forme artistiche che è riuscito ad ispirare.
Lo stesso Glenn Gould era ossessionato da quella che definiva l’idea di Nord, arrivando addirittura ad elaborare un programma radiofonico su questo tema e sulle influenze del Nord sulla musica e sull’arte. Una parte della cosiddetta trilogia della solitudine era appunto intitolata “The idea of North'’ con una tecnica particolare che era il contrappunto radiofonico, si sentivano parlare piu’ voci contemporaneamente come a creare una magnifica fuga di Bach.

“When I went to the North, I had no intention of writing about or of referring to it even parenthetically in anything that I wrote. And yet, almost despite myself, I began to draw all sorts of metaphorical allusions based on what was really a very limited knowledge of the country and a very casual exposure to it. I found myself writing musical critiques, for instance, in which the - the idea of the North - began to serve as a foil for other
ideas and values that seemed to me depressingly urban oriented and spiritually limited thereby.’

‘Admittedly, it’s a question of attitude, and I’m not sure that my own quasiallegorical attitude towards the North is the proper way to make use of it or even an accurate way in which to define it. Nevertheless, I’m by no means alone in this reaction to the North; there are very few people who make contact with it and emerge entirely unscathed. Something really does happen to most people who go into the North - they become at least aware of the creative opportunity which the physical fact of the country represents and - quite often, I think - come to measure their own work and life against that rather staggering creative possibility:they become, in effect, philosophers. “
Glenn Gould Excerpt from CBC Radio Show The idea of the North

La collaborazione successiva e’ quella con il trombettista Kenny Wheeler, vero padre della tromba europea.

“1977 - Kenny Wheeler - Deer Wan ECM 1102″

Anche Wheeler sempre in prima linea nella ricerca musicale piu’ aperta ed estrema,sia in piccoli ensemble che nella scrittura per grandi ensemble orchestrali.

“The Wheeler sound is one of the most distinctive in the history of the jazz trumpet. A thin, overblown note is followed by a florid flurry, the high squeal by a long low note he rolls around his mouth like a chewy mint. Although his phrases are bordered, like blotting paper in ink, with romanticism, the comforting phrase is superseded by the querulous, a moment of tenderness by a scream of panic. He has his trademark tics, but is incapable of producing a hackneyed phrase. Like words from a prophet, every note counts.”
Sholto Byrnes in The Independent, 20th August 2002

La modalita’ della musica popolare e’ evidente, nel suono della tromba di Wheeler, un maestro della voce e dell’arte improvvisativa fluida. Ancora una volta le atmosfere sono inconfondibilmente immerse nella luce crepuscolare nordica. E la stessa voce della tromba si fonde in maniera magistrale con
quella del sax, per esprimere quel senso di perdita, di pmalinconia di luce crepuscolare cosi’ caratteristico dell’arte nordica.

Il disco successivo e’ certamente tra i piu’ noti di Garbarek ed e’ probabilmente il punto piu’ alto raggiunto nella collaborazione con Jarrett

“1977 - Jan Garbarek/Keith Jarrett - My Song ECM 1115″

Sono state e saranno scritte pagine su questo disco, che raccoglie in se, tutta la semplicità ritmica e melodica della tradizione popolare. Un incontro magico quello di due mondi interiori così distanti come quelli di Garbarek e Jarrett, uniti dalla forza ritmica di Christiensen e Danielsson. Devo dire che ho un debole assoluto per questo disco che riesce a trasmettere benessere in ogni angolo.

Rappresenta musica dell’anima, curativa, sono anni che lo ascolto ed ogni volta riesco a stupirmi di quanta bellezza sia nascosta in ogni secondo, dalla circolare sciamanica Questar, con i meravigliosi pedali armonici e ritmici cosi’ tipici della poetica musicale di Jarrett fino alla straziante melodia popolare di
MySong, alla semplicita’ disarmante , forse mai ascoltata a livelli cosi’ sublimi di Country. Non e’ mai stato ascoltato un Jarrett cosi’ lirico e solare, con le melodie sottolineate dal sax di Garbarek, appunto la bellezza suprema nascosta in forme per l’appunto modeste, prive di infrastrutture logiche e matematiche.

In questo disco è evidente il terzo aspetto della poetica nordica della musica di Garbarek, il potere curativo, il riferimento alla tradizione Sami sciamanica della musica.
Un anno ricchissimo di collaborazioni come mai era avvennuto nella vita musicale di Garbarek, esperienze tutte diverse, tutte raccolte intorno ad un unico centro gravitazionale quello della tradizione popolare.

E la collaborazione con Gismonti, compositore singolare con l’unione ancora una volta inusuale di folklore brasiliano con tradizione scandinava

“1977 - Egberto Gismonti - Sol do Meio Dia ECM 1116″

La partecipazione di Garbarek a questo disco e’ limitata al brano Cafè, le atmosfere sono solo in apparenza diverse, esiste la dimensione del canto, esistono le tessiture essenziali e fredde della chitarra e la voce acuta del sassofono. Ed in un certo senso la dolce malinconia del brasile si fonde con l’aspra malinconia del Nord, il tutto amalgamato dal suono asciutto della chitarra.

Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8

Un anno fa :

Trackback URI | Comments RSS

Leave a Reply