Il tuo più tenue sguardo

Il tuo più tenue sguardo
facilmente
mi aprirà
benchè abbia chiuso me stesso
come dita sempre mi apri
petalo per petalo
come la primavera fa
toccando accortamente
misteriosamente
la sua prima rosa
e io non so
quello che c’è in te
che chiude e apre
solo qualcosa in me
comprende
che è più profonda
la voce dei tuoi occhi
di tutte le rose
nessuno
neanche la pioggia
ha così piccole mani.
(Edward Estlin Cummings)
On Air: Keith Jarrett Isn’t it Romantic 31-10-02 Tokyo Live
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Trio Music
marzo 22, 2009 by quoyle
Inserito nella categoria Appunti jazz, Blog, Dischi, Pianoforte, Storia jazz
Esiste qualcosa di vicino alla perfezione e’ la musica in trio di Chick Corea, Miroslav Vitous, Roy Haines, un trio che ha suonato ahime’ solo per pochissimi anni all’inizio del 1980. E’ veramente tutto magico, la potenza di Miroslav Vitous, lo swing aggressivo di Roy Haines , l’inconfondibile playing di Chick, la poetica del trio e’ tutta in un disco rarissimo Live At Country Club, in 10 secondi di swing all’inizio del solo di piano su So in Love.

On Air: So in Love Live at Country Club 1982 Chick Corea
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Steps Ahead
marzo 16, 2009 by quoyle
Inserito nella categoria Appunti jazz, Bootlegs, Focuson, Sassofono, Schede, Storia jazz
Negli ultimi giorni mi e’ capitato di nuovo tra le mani un vecchio cd degli Steps Ahead, ascoltandolo mi sono reso conto di quanto fossero innovatori e di quanto siano stati importanti nello sviluppo del Jazz Moderno.
La nascita degli steps ahead avviene alla fine degli anni 70 in particolare dalle note di copertina del CD Steps Ahead :
“Steps began as a part-time venture in 1979 at Seventh Avenue South, a New York City nightclub”, un night club storico di quegli anni che vedeva abitualmente suonare Michael Brecker, Mike Stern, Jaco Pastorius, Bob Berg, insomma tutta l’avanguardia del jazz di quegli anni.
La prima formazione ufficiale degli Steps Ahead, comprendeva Don Grolnick, Eddie Gomez, Peter Erskine, Mike Manieri e Michael Brecker, doloroso constatare che Grolnick e Brecker siano prematuramente scomparsi, ascoltando i dischi di questo gruppo si puo’ capire quanto importante fosse la vena compositiva e di arrangiamento di Grolnick e la forza propulsiva ed innovativa del sax di Brecker.
La storia discografica del gruppo inizia appunto con questa formazione nel 1979
Smokin’ In The Pit Registrato dal Vivo a Tokyo il 15 e 16 Dicembre 1979 seguito a pochi giorni di distanza dal primo debutto in studio con il disco Step by Step.
Smokin in the Pit e’ vibrante, racconta di qualcosa di magico, come sono magici i nuovi incontri in cui scocca qualcosa, una scintilla vitale, l’entusiasmo della scoperta dell’altro, in questo caso esaltato dalla registrazione live. Ci sono originali alternati a meravigliose incursioni negli standard, lover man, introdotta dall’onirico vibrafono di Manieri che piano piano lascia entrare gli altri musicisti, per una versione bluesy e fatta semplicemente di suono ed interplay, e poi l’esplosivo swing di Uncle Bob, con il sax di Brecker nella sua massima espressione. L’impressione di freschezza ed innovazione e’ confermata e cristallizzata dal disco registrato in studio, che non fa altro che fissare in maniera “istituzionale” lo stato di grazia di questi musicisti.
L’avventura del gruppo prosegue nel 1981 con il disco Paradox registrato ancora dalla stessa formazione nel 1980, la formazione piu’ bella degli steps, nel disco paradox ascoltare Patch of Blue e’ un’esperienza nella storia del jazz, nelle atmosfere shorteriane e davisiane nel modale di herbie hancock, tutto il jazz suonato fino a quel momento e’ magnificamente riassunto e presente nel disco.
Qualcosa inizia a cambiare nel 1983 con il disco Steps Ahead, dove Eliane Elias prende il posto di Don Grolnick al pianoforte, il sound del gruppo cambia, in un certo senso si evolve entrando in una fase fusion, lontana dalla fusion sguaiata che si sente in giro all’inizio degli anni 80, qualcosa di parallelo all’esperienza dei Weather Report, in una direzione meno etnica ma piu’ rock, ma sempre con la grande raffinatezza che caratterizza il sound del gruppo, da segnalare il brano pools scritto da Don Grolnick e presente in questo disco, che riesce ad esprimere il bassismo di Gomez a livelli altissimi.
Il disco che probabilmente segna il punto piu’ alto della parabola dell’esperienza steps e’ Modern TImes del 1984 con Warren Bernhardt che sostituisce Eliane Elias al pianoforte, lasciando invariata la parte storica del gruppo. Il sound e’ fantastico, inarrivabile in quegli anni, l’ipnotica Ooops e’ qualcosa che rimane nella storia della musica, come Birdland dei Weather Report, testimonianza dell’idea musicale degli Steps Ahead che attraversa gli anni 80, il solo di brecker e’ uno di quelli che rimangono nella storia del jazz, uno di quei soli che riescono a definire la poetica musicale di un grande musicista come Brecker.
Il seguito della carriera degli steps vede l’abbandono progressivo del gruppo da parte degli altri componenti storici, il disco del 1986 vede l’abbandono di Erskine con l’energia di musicisti come Kirkland al pianoforte, Victor baileys al basso e Dianne Reeves, il risultato e’ ancora grande ma in un certo senso si percepisce chiaramente che quell’energia creativa dei primi dischi e’ esaurita ed il tutto risulta molto piu’ mediato e meditato e meno emozionale, in questo disco voglio segnalare Something i Said che sembra un chiaro omaggio ad A remark you made dei Weather Report, stesse atmosfere rarefatte ed introverse.
Nel 1986 ancora un live, Live in Tokyo un disco anomalo, senza pianoforte, con la chitarra di Stern ed una sezione ritmica esplosiva, Darryl Jones e Steve Smith , disco sicuramente piu’ vicino ad atmosfere rock fusion, ultimo atto di Michael Brecker nel gruppo, disco che segna la fine definitiva del gruppo.
I dischi che seguono vedono Manieri alla ricerca di sonorita’ particolari, 1989 NYC, 1992 Yin Yang, ma ormai il suono Steps Ahead senza Brecker, senza Erskine, senza Gomez e’ lontano ed irriconoscibile, rimane solo il nome. Nel 1999 esce un disco magnifico che riporta in vita il sound del gruppo e quella gioia di vivere, uno dei concerti che seguirono questa rinascita ho avuto la fortuna di vederlo a Viareggio, con Bob Berg in una delle sue ultime apparizioni prima di quel maledetto schianto, la formazione vedeva Bob Berg al sax che riusciva a non far rimpiangere Brecker, Elian Elias al piano, Marc Johnson al basso, Peter Erskine alla batteria, Manieri al vibrafono, quindi gran parte dei componenti originali o meglio del collettivo steps. Un disco che riporta all’attualita’ il sound magico degli steps ahead, ultimo atto di un gruppo che ha attraversato la storia del jazz negli ultimi 30 anni.
On Air: Steps Ahead Oops from Modern Times 1984
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