Involuzioni
Non capisco bene quello che succede, o meglio forse non ho nemmeno la forza di farlo. Che non riesca piu’ a guardarmi dentro e’ un fatto, sto interiorizzando troppo. Anche in questo tentativo cercare di mettere in fila il gran casino che ho nella testa non e’ facile, a partire da quei piccoli maledetti particolari, quelle strane tensioni che leggo spesso, che frantumano la mia sensibilita’.
A partire dalle assurde incomprensioni, dagli sguardi taglienti e dalle frasi non dette, a quella schifosa sensazione di vuoto o di sospensione del pensiero. Una bandiera, un colore ed a domanda non rispondere mai, eludere sempre la risposta, che non c’e’ dati non sufficienti.
















Ogni tanto, ciclicamente, accade. Soprattutto se trova cibo nella sensibilità .
Ti abbraccio.
Cerco a volte di capire e più cerco, più il fuori mi è distante ed il mio dentro estraneo.
Sto meglio quando non cerco e magari trovo inaspettatamente.
Ma l’incoscienza non ci appartiene…
Un caro saluto a te
Alba, sara’ a me sembra che accada non ciclicamente ma sistematicamente da un po di tempo.
Gaz, anche io sto meglio quando non cerco di capire, ed e’ proprio cosi’ ho un senso di estraneita’ da me stesso, dalle cose che vedo e che percepisco.
Mi viene in mente una citazione di Jarrett
“Non puoi chiudere le orecchie al supermercato perchè la musica fa schifo. Non puoi far finta che qualcosa non stia succedendo. Molta gente è costretta a farlo, va in ufficio e passa attraverso la propria vita. Ma se sei sveglio non puoi. Diventi un bersaglio in ogni luogo, sei sensibile a tutto. Non puoi dire: <>. Sei ricettivo, perchè sei sveglio. Questo è il motivo per cui puoi svegliarti solo nel momento in cui lo fai. Se ti svegliassi prima del tempo che è giusto per te, ti potresti suicidare, morire, ammalare o diventeresti pazzo”
Ciao quoyle
non so perchè tu le abbia chiamate involuzioni
non so tante altre cose ma intuisco
le parole non vengono mai scelte casualmente
sentirsi cadere in tanti piccoli frammenti
e il vuoto
aberrazioni che conosco
Giusto Elena forse dovevo chiamarle aberrazioni.
No, quoyle, le mie sono aberrazioni,
le tue sono belle considerazioni
E se le hai chiamate involuzioni è giusto così
penso davvero che le parole che scegliamo
anche inconsapevolmente, non le scegliamo mai a caso
un saluto
non sono cosi’ sicuro alle volte le parole sono dettate dall’abitudine e dalla consuetudine. Involuzione non e’ un caso effettivamente volevo proprio usare il contrario di evoluzione, perche’ e’ un passo indietro enorme rispetto a quelli che mi sembravano dei passi in avanti.
Conosco per esperienza e per la mia storia che interiorizzare non serve a niente, solo ad amplificare il malessere eppure continuo a rinchiudermi a raggomitolarmi in questo autismo rassicurante.
F
E’ vero io non ti conosco, tu sai.
Quello di cui parlo è ciò che accade a me, e non è certo detto che accada a tutti, o a te.. Rileggendomi mi è capitato spesso di scoprire un certo uso delle delle parole, percorsi verbali che non mi rendevo affatto conto di aver compiuto mentre scrivevo, ma evidenti a volte a dir poco sorprendenti, ad una rilettura a distanza di tempo.
Comunque, interiorizzare forse non è un bene. Ma per alcuni è di sicuro inevitabile. E vivere tutto fuori può essere una fuga altrettanto rassicurante da se stessi. Per me lo è stato per molti anni. Poi sono tornata sui miei passi e se sia un’involuzione non lo so, forse, ma nel mio caso era davvero necessaria. Sono stata molto male per diverso tempo ritrovandomi proiettata “dentro”. Nello stesso tempo però è stato come rinascere.
Ciao F
Elena
.. non è che le risposte si possono eludere per molto.. E cmq sono periodi, dove – tutto sommato – è meglio non farci troppo caso… Il rischio è di farsi male, e lo sai bene.. Tutto passa (forse), semplicemente lasciandolo scorrere…
Un saluto
Ars