La canzone di Marinella

On Air: Quoyle – La canzone di marinella
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On green dolphin street

On Air: quoyle on green dolphin Street
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Almeno Tu nell’universo
maggio 2, 2008 by quoyle
Inserito nella categoria Blog, My Music, Pianoforte, Standards

Almeno tu nell’universo (Lauzi/Fabrizio 1972)
Sai, la gente è strana prima si odia e poi si ama
cambia idea improvvisamente, prima la verità poi mentirà lui
senza serietà , come fosse niente
sai la gente è matta forse è troppo insoddisfatta
segue il mondo ciecamente
quando la moda cambia, lei pure cambia
continuamente e scioccamente.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo !
un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo!
non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.
Sai, la gente è sola, come può lei si consola
per non far sì che la mia mente
si perda in congetture, in paure
inutilmente e poi per niente.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo !
Un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo !
Non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.
On Air: Quoyle Almeno tu nell’universo
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How deep is the ocean?
maggio 2, 2008 by quoyle
Inserito nella categoria Blog, My Music, Pianoforte, Standards, Storia jazz

How deep is the ocean (I.Berlin 1932)
How can i tell you what is in my heart?
How can i measure each and every part?
How can i tell you how much i love you?
How can i measure just how much i do?How much do i love you?
I’ll tell you no lie
How deep is the ocean?
How high is the sky?How many times a day do i think of you?
How many roses are sprinkled with dew?How far would i travel
To be where you are?
How far is the journey
From here to a star?And if i ever lost you
How much would i cry?
How deep is the ocean?
How high is the sky?
On Air: Quoyle how deep is the ocean
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Dianne Reeves – When you know
Mi sono innamorato della voce di Dianne Reeves la prima volta che ho ascoltato una versione di Afro Blue cantata da lei, parecchi anni fa. La cosa che mi colpi’ erano gli arrangiamenti non convenzionali che giravano sotto, c’erano delle tessiture incredibili, poliritmie, voci che si intrecciavano, tutto terribilmente complesso eppure cosi’ profondamente naturale come le origini africane da cui prendeva spunto quella meraviglia. Questo e’ l’ultimo disco di Dianne Reeves, per certi versi quello che potrebbe sembrare il piu’ facile, quello piu’ commerciale, eppure sta’ li a mio parere la bellezza, jazz, non jazz, il tutto non e’ importante, e’ sempre una gioia ascoltare la sua voce, e proprio questo disco cosi’ bastardo, cosi’ difficile da definire, rappresenta una delle cose migliori di Dianne, dove la sua personita’ polimorfa, con tracce di africa, jazz, pop, ballate popolari riesce pienamente ad uscire ed a riempire il cuore.
Per motivi tutti miei personali, la canzone che mi piace di piu’, perche’ cosi’ difficile da rendere e cosi’ magicamente unica e’ la piu’ volte citata qui dentro Windmills of your Mind, migliore canzone del 1968 di Michel Legrand,qui rivista in tempo 6/8 proprio lo stesso tempo con cui mi sono innamorato della sua voce, semplicemente geniali gli arrangiamenti di archi che ci sono sotto e gli intrecci ritmici del basso e della batteria con quelle sostituzioni cosi’ forti, che la sua voce riesce a far sentire come indispensabili e naturali.
Rating: 




On Air: Dianne Reeves The Windmills of your mind from When you know
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