Markelian Kapedani - Balkan Piano
quoyle Ottobre 19th, 2008
Ritengo che l’altra grande cellula propulsiva del jazz in Europa oltre a quella scandinava sia appunto quella Balcanica. Ho gia’ parlato in precedenza del piano balcanico, attraverso l’ascolto di BojanZ talento ed astro nascente del pianismo Europeo. Da qualche giorno, mi sono imbattuto nel pianismo di Markelian Kapedani, incontro casuale al pisa book festival allo stand della Red Records, disco presentato dal tipo allo stand come disco ella latin… (vorrei soprassedere su questa cosa), ma io avevo ascoltato 3 note mentre mi veniva presentato come pianista latin, ed ho riconosciuto l’odore della terra balcanica, l’odore della bulgaria, le tipiche costruzioni ritmiche del folclore balcanico, quelle atmosfere appunto gia’ riscoperte dal pianismo di BojanZ (rimango un po’ colpito negativamente dal fatto che non venga menzionato affatto nelle note di copertina e sia sconosciuto al venditore della red, in quanto il paragone con SoloObsession e’ immediato e naturale).
Pianista Albanese, vista sui Balcani diversa da quella dello slavo BojanZ, vista che si incontra a meta’ strada nella tradizione musicale che pervade l’Est Europa, nella musica popolare bulgara, zinegara, balcanica e nella tradizione colta Europea. E ci sono cellule di contaminazione spagnola e flamenca in questa musica, si riescono a sentire anche echi della musica di Albeniz. In questo il disco e’ diverso, si sente molto meno l’anima americana, se BojanZ si e’ formato in america con Claire Fischer e porta dentro di se la semantica musicale Jazzistica con quell’amore verso il pianismo Evansiano che tutti noi europei abbiamo nel DNA, il pianismo di Kapedani e’ sicuramente piu’ incontaminato e radicato nella tradizione Europea ed ha richiami non subito evidenti alla semantica jazz
Le atmosfere sono magnifiche, oniriche, come solo le arie balcaniche sanno essere, quel senso di blues europeo che e’ sempre cosi’ evidente nella musica tradizionale balcanica, la ripetitivita’ seriale tipica della musica popolare e la raffinatezza modale.
Un disco veramente molto bello, pervaso di grande amore per la tradizione popolare e fatto da un pianismo misurato non muscolare, che riesce a far cantare il pianoforte, rendendolo strumento perfetto per evocare melodie che sembrerebbero cosi’ lontane da quella sonorita’ pianistica.
Rating: 




On Air: Markelian Kapedani - Balkan Blue


