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Because of one….

quoyle Gennaio 4th, 2008

caress
my world
was overturned
at the very start
all my bridges burned

Never let me go

Ancora ed ancora ci riprovo e ci riprovero’ questa volta con un pizzico di voicings di evans nella testa dovuti agli ascolti recenti. Questa canzone e’ la perfezione formale della canzone popolare, l’adoro, la desidero profondamente, eppure continuo a non riuscire a tirare fuori quello che vorrei, quello che sento su quel rebemolle, su quelle deliziose none diminuite del tema.

On Air: Quoyle Never let me go - (J. Livingstone/R. Evans)


A time for love (Parallel Universes)

quoyle Maggio 9th, 2006

 

(Foto by Noce - Musica by Quoyle)

A time for love (Mandel/Webster)

A time  for summer skies,
For hummingbirds and butterflies.
For tender words that harmonize with love

A time for climbing hills,
For leaning out of window sills
Admiring the daffodils above.

A time for holding hands together,
A time for rainbow colored weather,
A time of make believe that we’ve been draming of.

As time goes drifting by,
The willow bends and so do I.
But oh, my friends, whatever sky above
I’ve known a time for spring, a time for fall,
But best of all a time for love.

(On Air A Time for love Quoyle Piano)

Intermezzo

quoyle Marzo 27th, 2006

 

La polemica e la strumentalizzazione nell’arte sono sempre deleterie. I critici musicali, cinematografici e mi permetto di dire i giornalisti in genere, spesso non sono consapevoli delle armi che hanno in mano. Ieri sera ho visto il film di Moretti ‘Il Caimano’, demonizzato dalla destra e dalla sinistra, ho sentito parlare di boomerang, di Moore di strumentalizzazione del film per fini elettorali, di popolo del Caimano e del solito repertorio di folclore cui ormai la nostra carovana informativa ci ha abituati purtroppo.

Ecco un esempio di reale distorsione della realta’, questo e’ un film veramente bello, non esagerato nei toni, pacato, che rappresenta una situazione ed una serie di pericoli, rappresenta l’italia di oggi alla vigilia delle elezioni, e nella posizione verso MrB e’ assolutamente oggettivo, quasi documentaristico con uno sguardo distaccato, pone delle sincere ed oneste critiche anche alla sinistra, un film di un senso civico e di rispetto delle istituzioni come ormai non siamo piu’ abituati a vedere, assuefatti quotidianamente allo stillicidio di violenza verbale cui il Berlusconismo ci ha condannati. Non e’ un film esasperato, non e’ un film che ridicolizza o sopravvaluta il fenomeno del Berlusconismo, non cerca risposte o ricette, fotografa quello che siamo, quello che e’ successo a volte con collegamenti geniali a fatti ed avvenimenti che sono apparsi sottostimati dalla solita colpevole stampa. Vedendo il film davvero ci si chiede se il fascismo in italia non si sia gia’ ripresentato in forme nuove, se il Berlusconismo non sia altro che una forma new economy del fascismo, attenzione andando oltre le solite categorie da cui non riescono ad uscire ne la destra ne la sinistra italiana.
Un punto di vista  intelligente, non una caduta di stile come qualche simpatico critico ha detto. Silvio Orlando bravissimo, un uso sapiente della colonna sonora (come spesso capita nei film di Moretti), tanti richiami alla storia del cinema ed alla sua storia personale e non dimentichiamo che questo e’ un film, una bella sceneggiatura, una storia d’amore raccontata con molta delicatezza, e sullo sfondo quella realta’ sociale cui siamo ormai talmente abituati quasi da non accorgerci della sua violenza e della sua mancanza di prospettiva, ottimista in alcuni punti, gotico e drammatico nel suo finale. La solita ironia (ancora piu’ sobria) di Moretti e la scelta finale di usare se stesso per la parte di Berlusconi fanno apparire ancora piu’ inquietanti le scene finali davanti ad un palazzo di giustizia gotico, i neri, la musica e le parole distaccate pronunciate con sguardo freddo da Moretti acquisiscono un significato ancora piu’ profondo. Un film di riflessione, che riesce a dire qualcosa di nuovo su quello di cui apparentemente (e voglio sottolineare apparentemente) tutto si e’ detto.

Una bella recensione molto approfondita

(On Air Esbjorn Svensson From Gagarin’s Point of View…. )

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