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Si dolce il tormento

quoyle Marzo 7th, 2008

Si Dolce il tormento (Claudio Monteverdi)
I
Si dolce è’l tormento
Ch’in seno mi sta,
Ch’io vivo contento
Per cruda beltà.
Nel ciel di bellezza
S’accreschi fierezza
Et manchi pietà:
Che sempre qual scoglio
All’onda d’orgoglio
Mia fede sarà.

II
La speme fallace
Rivolgam’ il piè.
Diletto ne pace
Non scendano a me.
E l’empia ch’adoro
Mi nieghi ristoro
Di buona mercè:
Tra doglia infinita,
Tra speme tradita
Vivrà la mia fè

III
Se fiamma d’amore
Già mai non sentì
Quel riggido core
Ch’il cor mi rapì,
Se nega pietate
La cruda beltate
Che l’alma invaghì:
Ben fia che dolente,
Pentita e languente
Sospirimi un dì.

On Air: Quoyle Si dolce il tormento


Venus & Mars

quoyle Febbraio 3rd, 2008

Fenomeno raro, artificiale e tardivo, l’amore non puo’ prosperare se non in condizioni mentali speciali e solo eccezionalmente compresenti, e comunque in assoluto contrasto con la liberta’ di costumi che caratterizza l’epoca moderna.Veroniquè aveva conosciuto troppe discoteche e troppi amanti, un tale sistema di vita impoverisce l’essere umano e gli infligge danne gravi e sempre irreparabili. L’amore come innocenza e come capacita’ di illusione, come attitudine a sintetizzare la totalita’ dell’altro sesso in un unico essere amato, e’ gia’ raro che resista ad un anno di vagabondaggio sessuale, figuriamoci a due. In realta’, le esperienze sessuali accumulate nel corso dell’adolescenza minano e distruggono rapidamente ogni possibilita’ di proiezione d’ordine sentimentale e romantico; progressivamente e molto rapidamente, si diviene tanto capaci di amore quanto lo e’ una vecchia ciabatta
(M. Houellebeck L’estensione del dominio della lotta

Venus & Mars

On Air: Quoyle -Quanto ti ho amato


Consonanze Stravaganti

quoyle Gennaio 10th, 2008

The anatomy of melancholyLa cosa che mi affascina della musica e della lettura e’ questo viaggio di punto in punto, senza un’apparente logica, con un percorso personale, ogni ascolto, ogni parola arrivano al giusto momento, quando possono arrivare, se arrivassero troppo presto non sarebbero raccolte.
Vengo catturato da un titolo The Anatomy of Melancholy, un titolo che suona da solo, vedo le composizioni e riconosco tra i tanti solo John Dowland, e due titoli tra tutti mi incuriosiscono, Consonanze Stravaganti e Gagliarda cromatica a Cinque detta la Trabacina, di un tale Giovanni Trabaci, clavicembalista Napoletano della fine del 500.
Il disco e’ veramente un viaggio nella malinconia, fotogrammi di un colore autunnale, piccole fotografie riempite di un senso di nostalgia e mancanza, dolci ed appassionate, piene di consonanze dissonanti e davvero stravaganti e moderne nelle composizioni di questo poco noto clavicembalista.
E quasi contemporaneo di Trabaci, lo scrittore Robert Burton, che in uno strano e stravagante trattato come le consonanze di Trabaci, descrive la Malinconia, anatomicamente come una malattia e non come una sensazione dello spirito.

Hearing.] Hearing, a most excellent outward sense, by which we learn and get knowledge. His object is sound, or that which is heard; the medium, air; organ, the ear. To the sound, which is a collision of the air, three things are required; a body to strike, as the hand of a musician; the body struck, which must be solid and able to resist; as a bell, lute-string, not wool, or sponge; the medium, the air; which is inward, or outward; the outward being struck or collided by a solid body, still strikes the next air, until it come to that inward natural air, which as an exquisite organ is contained in a little skin formed like a drum-head, and struck upon by certain small instruments like drum-sticks, conveys the sound by a pair of nerves, appropriated to that use, to the common sense, as to a judge of sounds. There is great variety and much delight in them; for the knowledge of which, consult with Boethius and other musicians.

(Robert Burton 1577-1640 The Anatomy of Melancholy)

On Air: Consonanze Stravaganti Giovanni Trabaci (1580-1647) from “The Anatomy of Melancholy”


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