Si dolce il tormento
marzo 7, 2008 by quoyle
Inserito nella categoria Blog, Madrigali, My Music, Pianoforte
Si Dolce il tormento (Claudio Monteverdi)
I
Si dolce è il tormento
Chè in seno mi sta,
Chè io vivo contento
Per cruda beltà .
Nel ciel di bellezza
S’accreschi fierezza
Et manchi pietà :
Che sempre qual scoglio
All’onda d’orgoglio
Mia fede sarà .
II
La speme fallace
Rivolgamil più.
Diletto ne pace
Non scendano a me.
E l’empia ch’adoro
Mi nieghi ristoro
Di buona mercè:
Tra doglia infinita,
Tra speme tradita
Vivrà la mia fè
III
Se fiamma d’amore
Già mai non sentì
Quel riggido core
Ch’il cor mi rapì,
Se nega pietate
La cruda beltate
Che l’alma invaghì:
Ben fia che dolente,
Pentita e languente
Sospirimi un dì.
On Air: Quoyle Si dolce il tormento
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Consonanze Stravaganti
La cosa che mi affascina della musica e della lettura e’ questo viaggio di punto in punto, senza un’apparente logica, con un percorso personale, ogni ascolto, ogni parola arrivano al giusto momento, quando possono arrivare, se arrivassero troppo presto non sarebbero raccolte.
Vengo catturato da un titolo The Anatomy of Melancholy, un titolo che suona da solo, vedo le composizioni e riconosco tra i tanti solo John Dowland, e due titoli tra tutti mi incuriosiscono, Consonanze Stravaganti e Gagliarda cromatica a Cinque detta la Trabacina, di un tale Giovanni Trabaci, clavicembalista Napoletano della fine del 500.
Il disco e’ veramente un viaggio nella malinconia, fotogrammi di un colore autunnale, piccole fotografie riempite di un senso di nostalgia e mancanza, dolci ed appassionate, piene di consonanze dissonanti e davvero stravaganti e moderne nelle composizioni di questo poco noto clavicembalista.
E quasi contemporaneo di Trabaci, lo scrittore Robert Burton, che in uno strano e stravagante trattato come le consonanze di Trabaci, descrive la Malinconia, anatomicamente come una malattia e non come una sensazione dello spirito.
Hearing.] Hearing, a most excellent outward sense, by which we learn and get knowledge. His object is sound, or that which is heard; the medium, air; organ, the ear. To the sound, which is a collision of the air, three things are required; a body to strike, as the hand of a musician; the body struck, which must be solid and able to resist; as a bell, lute-string, not wool, or sponge; the medium, the air; which is inward, or outward; the outward being struck or collided by a solid body, still strikes the next air, until it come to that inward natural air, which as an exquisite organ is contained in a little skin formed like a drum-head, and struck upon by certain small instruments like drum-sticks, conveys the sound by a pair of nerves, appropriated to that use, to the common sense, as to a judge of sounds. There is great variety and much delight in them; for the knowledge of which, consult with Boethius and other musicians.
(Robert Burton 1577-1640 The Anatomy of Melancholy)
On Air: Consonanze Stravaganti Giovanni Trabaci (1580-1647) from “The Anatomy of Melancholy”
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Music for a while (reprise)
ottobre 28, 2007 by quoyle
Inserito nella categoria Blog, Madrigali, My Music, Pianoforte
Drink in [the] Music with delight,
And list’ning and silent, and silent and list’ning,
And list’ning and silent obey.
Music, for a while, shall all your cares beguile Shall, all — all, all — shall all your cares beguile.
Non c’e’ molto da aggiungere rispetto a quello che scrissi quasi un anno fa. L’effetto e’ sempre lo stesso, dopo un anno al suo tempo riesco a prendere in mano lo spartito e lasciare uscire quella bellezza poderosa che c’e’ al suo interno, quell’ effetto delizioso dei bassi che si arrampicano sulle scale quei gusti delicatamente dissonanti.La bellezza imperfetta dell’istante, che sfiorisce nell’istante stesso della sua esistenza.
Music for a while
On Air: Quoyle Music for a while 1st take
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Music for a while
Drink in [the] Music with delight,
And list’ning and silent, and silent and list’ning,
And list’ning and silent obey.
Music, for a while, shall all your cares beguile Shall, all — all, all — shall all your cares beguile.
L’effetto e’ questo, fermare il tempo, calmare il momento e respirare il silenzio e l’armonia infranta delle sfere celesti. L’ordine delle cose nel basso di questa composizione , quello che e’ bello sembra semplice anche all’occhio, la complessita’ e’ nascosta nelle pieghe profonde della composizione. Newton contemporaneo di Purcell diceva : "La verita’ si ritrova sempre nella semplicità, mai nella confusione. " E vorrei regalarvi le suggestioni di questa composizione e la bellezza vera ed autentica nascosta nella semplicita’ disarmante di questa composizione di Purcell.

He long ere this had tuned the jarring spheres, and left no hell below. (Dryden in memoria di Purcell)
(On Air Music for a while Dawn Upshaw e la magnifica rilettura jazz di Bobo Stenson live 09-09-2006 Jazztage, la musica non ha tempo vive nell’istante)
Si dolce il tormento
E spesso le parole e le immagini sono superflue, il sapore della musica antica, una piccola aria di Monteverdi, riletta da Uri Caine e Paolo Fresu, Si dolce il tormento, viaggio nel tempo questa volta, si viene scaraventati indietro con dolcezza e malinconia, quanto sono inscritte dentro di noi queste melodie, quanto sapore di storia, quante suggestioni regalano, nella nube dei sentimenti e del tempo.
Si Dolce il tormento (Claudio Monteverdi)
I
Si dolce è’l tormento
Ch’in seno mi sta,
Ch’io vivo contento
Per cruda beltà.
Nel ciel di bellezza
S’accreschi fierezza
Et manchi pietà:
Che sempre qual scoglio
All’onda d’orgoglio
Mia fede sarà.II
La speme fallace
Rivolgam’ il piè.
Diletto ne pace
Non scendano a me.
E l’empia ch’adoro
Mi nieghi ristoro
Di buona mercè:
Tra doglia infinita,
Tra speme tradita
Vivrà la mia fèIII
Se fiamma d’amore
Già mai non sentì
Quel riggido core
Ch’il cor mi rapì,
Se nega pietate
La cruda beltate
Che l’alma invaghì:
Ben fia che dolente,
Pentita e languente
Sospirimi un dì.
(On Air Paolo Fresu ed Uri Caine Live Festival Jazz Cully 2004 Si dolce il tormento)















