Forbidden Colors

maggio 28, 2010 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Concerti, The Art of Trio E=Mc3

Teatro Splendor

My love wears forbidden colours
My life believes in you once again

I’ll go walking in circles
While doubting the very ground beneath me
Trying to show unquestioning faith in everything
Here am i, a lifetime away from you

On Air: Forbidden Colors Live Pescia Teatro Splendor 23 Marzo

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The Wedding

marzo 22, 2010 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Concerti, My Music, Pianoforte, The Art of Trio E=Mc3

Finalmente posso postare una registrazione del mio trio in forma strepitosa e con un gran suono. Il brano e’ quel meraviglioso inno di Dollar Brand The Wedding, la melodia stringe il cuore. E’ stata una gran serata, tutto naturale, tutto familiare.

On Air: The Wedding Live 19 Marzo 2010 Pisa

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Liberta’

gennaio 23, 2010 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Concerti

Freedom

Me la godo per qualche ora, il senso di liberta’, l’adrenalina che circola di un concerto bellissimo, suonare cosi’ liberi e sentire la gente e’ un dono, sono pieno delle sensazioni positive che la musica che usciva dalle mia dita inspiegabilmente sprigionava. Io incredulo mi lasciavo attraversare, e’ tutto presente, e’ tutto in un limbo, pronto ad uscire, quando apriamo le porte dell’anima. Il senso di pensiero ed azione che rispondono a causa ed effetto, non sentire il proprio corpo come un limite, anzi non sentirlo piu’, essere persi nell’iperspazio, occhi chiusi e dolore profondo che si libera ruggisce ed esplode nei ritardi di quelle note, nelle melodie che si costruiscono in maniera imprevista, nell alchimie di intesa, nel suono di una serata come ne capitano 1 ogni 5 anni… forse. Mi ritengo fortunato nella mia vita di aver suonato almeno una volta in questo modo, con liberta’ dimenticandomi me stesso, ma essendo posseduto completamente in ogni atomo dalla dea della musica. Se esiste una forma di amore e’ quella che provo per i musicisti che hanno condiviso con me questa migrazione extracorporea e per quelle bellissime anime che sentivo in mezzo al pubblico. Mi sento felice di aver provato questa cosa e mi sento finalmente vivo, forse il tempo sta facendo il suo dovere.

On Air: Chick Corea, Steve Gadd, Bob Berg , Eddie Gomez Live Monaco 1992 Sicily

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Stefano Bearzatti – Salumeria della Musica

febbraio 23, 2007 by quoyle  
Inserito nella categoria Concerti, Contrabasso, Sassofono

A volte mi dimentico, ci dimentichiamo che la musica e’ essenzialmente gioia. Periodo buio, giornate lavorative senza molto senso, sono le 19.30 decido di uscire e di cercare qualcosa che riesca a distrarmi, passando nel corridoio verso l’uscita intercetto una discussione surreale, stanco intervengo, logorroico come solo il sonno e la fatica mi rendono, trascino una collega mai vista fuori con me per ascoltare questo concerto. Mi attira la presenza di Paolino dalla Porta principalmente, sono leggermente preoccupato dalla formula trio sax, basso, batteria, formula pericolosa che spesso dopo un paio di pezzi puo’ risultare fatalmente noiosa. Il gruppo e’ formato da Stefano Bearzatti Sax, Paolino Dalla Porta Contrabasso e Manu Roche Batteria. Dalle prime note rimango colpito dal lirismo del gruppo e dal bel sound libero ed arioso (spesso noi pianisti siamo colpevoli di riempire troppo gli spazi sonori), l’espressione di Paolino e’ eloquente, si divertono, Bearzatti ha un bellissimo suono di Sax e Manu Roche colora fantasticamente la ritmica, mi piacciono molto, il concerto continua con grande interplay, divertimento tra i musicisti, complicita’, rischi, corse su fili recuperate ad un passo dalla caduta, risate sincere ed una bella umanita’ che veniva fuori da quelle note. Le composizioni tutte originali di Bearzatti e di Paolino Dalla Porta, mi ha colpito in particolare una Lullaby for Ugo che e’ stata sublime, appena sfiorata dal sassofono, con un’introduzione di Contrabasso che mi ha letteralmente fatto volare via dalla sedia. Era molto tempo che non vedevo un divertimento autentico, privo di mestiere, un concerto fatto da musicisti per poco pubblico, con una gioia vera ed un desiderio profondo di suonare, sentendo ogni nota, suonando ogni nota come diceva Flores come se fosse l’ultima.

Alternative (Lo sguardo del Flaneur)

febbraio 2, 2007 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Concerti, Live Music, Racconti

 

Qualche tempo fa abbiamo fatto un concerto a San Miniato, premesse non ottimali, risultato eccellente, nessuna aspettativa, ottima musica. In quell’occasione decidemmo di ripetere quanto prima l’esperienza facendo una serata a Firenze presso il CPA, compenso nullo, voglia di suonare tanta. La serata era fissata per ieri sera, naturalmente ed umanamente, le aspettative almeno da parte mia, erano alte, cercavo di ripetere le sensazioni positive di San Miniato (gia’ non imparo mai…). Quindi si cerca di ripetere il rituale, assoluta improvvisazione, nessun piano per quello che si vuole suonare, apertura mentale completa. Purtroppo la convalescenza mentale delle ultime settimane si fa sentire e sono terribilmente suscettibile, un piccolo commento riesce a devastarmi l’equilibrio manco a dirlo instabile. Le variabili poi sono molte, troppe, c’e’ con noi un Sax Contralto mai visto che ha una voglia suprema di suonare ed io quando vedo un musicista cosi’ desideroso di suonare non riesco a fermarlo. E’ bravo, molto bravo, troppo bravo e la sua voglia di suonare e’ talmente tanta che non si ferma un momento e ci trascina in un mood che non ci appartiene, bop scatenato, si suona tutti troppo e troppo senza ascoltarsi, il suono e’ un po scollato, l’energia ‘ comunque buona. Si parte alle 23.15 con Alone Together, sembra avere respiro ma dopo un paio di giri siamo gia’ a mille, riccardo alla batteria e’ in trance tutta la sera, chiudo gli occhi, il basso e’ fuori sintonia, non c’e', mi manca una mano sull’armonia, non mi reggo bene e non riesco quindi ad esprimere bene quello che vorrei. Si va avanti fino all’una e mezza senza pause, senza soste passando per versioni mistiche di Nardis, fast swing come There will never be another you, si suona con la testa bassa, io ed il batterista si vede e si sente specialmente per scaricare una qualche tensione interiore, cerchiamo la messa a terra. La fine e’ la parte piu’ bella di questa serata, per il posto, per la gente, per il fatto che spesso immerso nel mio mondo plastificato ‘perbene’ del giorno dimentico che esistono altre possibilita’, e dei valori che non sono semplicemente quelli del valore legato alla capacita’ di attrarre soldi. Respiro in questo posto (con uno sguardo velato di tristezza che non mi lascia), una liberta’ almeno dei sentimenti e delle sensazioni, inizia una lunga notte fatta di musica balcanica, almeno una decina di fiati che si inseguono sulle note balcaniche, riff ossessivi, il nostro batterista che ha bisogno ancora di liberarsi si immerge nel suono, e mentre smonta la batteria continua a suonare il rullante insieme a questi fiati al centro della stanza, uno sguardo complice che non riesco a sostenere.

 

Le corse dei cani felici intorno a questa liberta’, l’evidenza del desiderio di cultura e liberta’ intellettuale, la piccola biblioteca majakovskij che scopro in un giro per l’edificio di notte, le troppe sigarette, l’alcol che aumenta, l’aria di Firenze che ha sempre qualcosa di meraviglioso per me, un odore inconfondibile quello delle mie notti fiorentine, non riusciro’ a spiegare ma mi regala l’odore del potenziale, l’odore del possibile, l’odore della vista alternativa, odore che puntualmente svanisce con l’alba. odore che perdo la mattina quando sono immerso nel mondo fatto di convenzioni, di nessuna liberta’ intellettuale, di liberta’ apparente. Notte molto strana quella passata, di distanza da me stesso, di note stanche, di benessere e di malinconia.

On AirKeith Jarrett Heartland

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