Richie Beirach – Jazz Adagio

dicembre 31, 2009 by quoyle  
Inserito nella categoria Dischi, Focuson, Pianoforte

Chiudo l’anno con una recensione, musica ne ho ascoltata tanta quest’anno, molta bella, spesso mi e’ stato troppo faticoso trovare le parole per descriverla.
Ultimo disco di questo straordinario pianista, un disco dalla grande intensita’ emotiva. Ho un debole per i dischi dell’etichetta Venus Records, sono tutti cosi’ mirabilmente introspettivi, a partire dalla grafica della copertina per addentrarsi nella perfezione del suono e nell’intensita’ emotiva dell’esecuzione. Beirach non e’ nuovo alla musica classica, lo dimostra bene in quest’ultimo lavoro, la rilettura che apre e chiude il disco dell’adagio di Mozart del Concerto per Piano in La minore KV488 lo dimostra.
In questo disco sono presenti anche spunti dal Preludio n.4 di Bach e dal Preludio N.4 di Scriabin, oltre a riletture preziose di standard Jazz come My Funny Valentine e For All We Know. Adoro il pianismo aperto e lirico di Beirach, lirico ed a volte criptico, come criptici sono i luoghi della nostra anima, un disco di grande pathos, ma come poteva essere diversamente quando il viaggio di questo pianista si era aperto con il disco Hubris prodotto negli anni settanta da un’altra etichetta dell’anima come la ECM.
Ascolto la magia di Mozart, rivista con meraviglia, discrezione ed introspezione dall’anima di Richie Beirach, ascolto e respiro, ascolto e mi distacco da questo anno faticoso. Che il 2010 vi sia leggero.

Rating: ★★★★★

On Air: Richie Beirach Adagio from Piano Concert KV488 Mozart in A minor

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Abdullah Ibrahim – Echoes from Africa

maggio 3, 2009 by quoyle  
Inserito nella categoria Dischi, Focuson, Pianoforte, Storia jazz

Abdullah Ibrahim e’ un pianista SudAfricano, nato nel 1934 a Citta’ del Capo, in precedenza conosciuto come Dollar Brand. Difficile catalogare la musica di questo artista, e’ una musica fatta di influenze multiculturali, radici africane, gospel, blues probabilmente le vere radici profonde del jazz nord americano.

Non voglio ripercorrere la vita o la discografia di questo artista, anche perche’ non ne ho purtroppo il tempo in questo periodo, solo lasciare che la musica parli da sola. Ascoltando questo disco si sprigiona qualcosa di profondamente rituale e liturgico nel piu’ ampio senso del termine. Il canto spesso negletto nel jazz moderno, riacquisisce quel valore profondo tipico del gospel e delle forme del blues piu’ antiche.
Si sprigiona un senso di spazio, di benessere che e’ veramente unico e particolare, una solarita’ ed una bellezza tutta africana, un senso dello spazio e della melodia che riescono ad entrare in profonda sintonia con l’animo di chi ascolta. Non e’ un caso che oggi abbia scelto questo ascolto, e’ quello di cui ho profondamente bisogno, una quiete ed un senso di pace e di serenita’ che mi sfuggono continuamente.

On Air: Abdullah Ibrahim Zikr

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Alboran Trio – Meltemi

aprile 17, 2009 by quoyle  
Inserito nella categoria Dischi, Pianoforte

Meltemi

“Alboran è l’ingresso nel mediterraneo, è il mare che congiunge il continente africano e quello europeo, è il mare che si incontra arrivando da tutti gli altri mari. In quel mare, Africa e Spagna si affacciano e disperdono le loro essenze e le loro tradizioni e inizia qualcosa che è come un’origine. Il Mediterraneo unisce, mescola, incontra, elabora, metabolizza culture, suoni, genti diverse, religioni, tradizioni e rimane da sempre come una grande fascinazione, un luogo fondativo, una scaturigine occulta.

Alboran è come l’inizio di qualcosa di cui non si sa bene, che le parole stesse non sanno ancora raccontare. “

Mi capita sempre quando ascolto qualcosa, esiste una vibrazione nascosta nella musica che mi attrae, riesce a distogliermi da qualsiasi cosa stia facendo e catalizza la mia attenzione verso le note. Con il passare del tempo succede sempre piu’ raramente, ma quando accade e’ sempre una sensazione magica, di realizzazione.
E’ successo di nuovo ascoltando questo disco, di tre musicisti italiani Paolo Paliaga Pianoforte, Gigi Biolcati Batteria, Dino Contenti Contrabbasso. Si sprigionano aromi intensi, qualcosa di ancestrale eppure nuovo, una fresca, leggera eppure dolorosa intensita’, interazioni continue, discorsi fitti fra il pianoforte e la batteria, il contrabbasso che osserva, e poi il discorso diventa collettivo in un unico bellissimo pensiero musicale.
Cannella, Sale Marino, Vento, Terra Rossa, Chiodi di garofano, orci pieni di spezie si aprono ad ogni brano del disco. Ed ogni ascolto successivo regala delle sfumature nuove, un’angolo nuovo di spezie da assaporare.
Un trio pienamente europeo, si percepiscono venature di Esbjorn Svensson, John Taylor, Bojan Z, pianismo classico ed eclettico allo stesso tempo. Ringrazio la dea della musica per continuare a regalarmi questa bellezza, anche e specialmente nei momenti in cui non riesco a vedere bellezza altrove.

Rating: ★★★★★

On Air: Alboran Trio – Balkan Air

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Trio Music

marzo 22, 2009 by quoyle  
Inserito nella categoria Appunti jazz, Blog, Dischi, Pianoforte, Storia jazz

Esiste qualcosa di vicino alla perfezione e’ la musica in trio di Chick Corea, Miroslav Vitous, Roy Haines, un trio che ha suonato ahime’ solo per pochissimi anni all’inizio del 1980. E’ veramente tutto magico, la potenza di Miroslav Vitous, lo swing aggressivo di Roy Haines , l’inconfondibile playing di Chick, la poetica del trio e’ tutta in un disco rarissimo Live At Country Club, in 10 secondi di swing all’inizio del solo di piano su So in Love.

On Air: So in Love Live at Country Club 1982 Chick Corea

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John Taylor – Phases

gennaio 25, 2009 by quoyle  
Inserito nella categoria Dischi, Focuson, Pianoforte

Un disco in piano solo di John Taylor e’ sempre una buona notizia. Questo e’ l’ultimo lavoro rilasciato per la CAM Jazz da John Taylor, opera in piano solo, pienamente rispecchiante la poetica musicale del pianista inglese. Atmosfere rarefatte, oniriche e liriche in questo disco fatto da piccole fasi per l’appunto che vanno a costruire un insieme compiuto ed armonico. E’ un pianismo raffinato e non immediatamente accessibile quello di John Taylor e rappresenta una delle punte di eccellenza europee nell’approccio al linguaggio jazzistico, non e’ un caso che il suo pianismo eccletico sia stato il compagno degli epigoni del jazz europeo (Garbarek, Winstone,Surman). E’ un disco introspettivo, ripiegato nelle magnifiche sonorita’ di pianoforte, che riesce a regalare momenti di estasi poetica se ascoltato con la giusta atmosfera e situazione, sfaccettature raffinatissime di un pianismo inconfondibile come nella meraviglisoa Autumn, che propone armonizzazioni stratificate e circolare di una melodia con una malinconia incompiuta che si propaga nell’ascolto, o nel pruludio n3 con influenze classiche ed aperture e sospensioni che sono parte integrante della composizione, o ancora nella gelida e ciclica winter. Un gran bel disco in uscita per la cam jazz ancora una bella espressione di jazz europeo come nello stile di John Taylor.

Rating: ★★★★☆

On Air: John Taylor Autumn

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