quoyle Aprile 3rd, 2008

Enfim
De tudo que há na terra
Não há nada em lugar nenhum
Que vai crescer sem você chegar
Longe de ti tudo parou
Ninguém sabe o que eu sofri
Vivo in una strana dimensione, in questo periodo particolarmente esasperata, in un’ambiente arido per la maggior parte della giornata. La cosa strana in questo mondo in cui sono avvolto, non c’e’ posto o pensiero per la musica, e stranamente quando ti trovi a parlarne, ti senti veramente un alieno. Nessuno sa quello che ho dentro, quello che vorrei esprimere, che non riesco a fare.
Não há nada em lugar nenhum
Non c’e’ niente in nessun luogo, ed in questo stato emozionale e’ comunque impossibile vederlo o trovarlo. La rabbia che provo quando la musica viene sminuita, il sentimento reso superfluo, le parole vuote, e tutto stride, tutto e’ fermo e tutto impossibile da raccontare in qualsiasi luogo.
Amar é um deserto e seus temores
Vida que vai na sela dessas dores
On Air: Quoyle Oceano(Djavan)
quoyle Febbraio 28th, 2008

On Air: Quoyle Impromptu for a train and a cloud
quoyle Gennaio 15th, 2008

E quanto puo’ essere dolce, malinconico, triste, nostalgico il vento? E quanto mi piace il vento addosso, la parola vento, wind, il vento che vorrei essere, la leggerezza eppure la forza, il potere di spostarsi e la forza benefica di nascita e di morte insita nel vento, genesi e distruzione.
E tutte le canzoni che parlano di vento, sono innumerevoli, quasi come per l’amore, e finalmente ho ascoltato la versione prima della piu’ bella canzone di vento che io conosca, quella The Wind di Russ Freeman, del 1954, composta per Chet Baker, in una versione sempre del 1954, in un live a Boston, suonata in un pub, con la voce di Chet che sa di vento, con il soffio della sua tromba che ricorda il vento. Suonata in quartetto ed incisa poche settimane dopo con l’orchestra. E mi ci perdo in quel senso di magnifica sospensione del brano, in quei vuoti, nelle folate di suono che vengono portate, anche con quelle imprecisioni inevitabili ma con quel coinvolgimento profondo e devastante di cui Chet era capace.
Vento, vento che vorrei addosso, che vorrei riuscisse a portare lontano pensieri inutili, sgradevoli, opprimenti.
On Air: Chet Baker In Boston 1954 - The Wind
On Air: Chet Baker & Strings - The Wind
- sogni , notte , racconti , elucubrazioni , viaggi , voce , strade blu , tromba , cerchi , insonnia , nuvole , malinconia , vento