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Archive for the 'concerti' Category

Un nome un programma

quoyle Novembre 29th, 2007

Fjodor

Non credo potessi scegliere un nome diverso per questo esserino che la mattina mentre ancora assonnato mi avvio fuori pesantemente, mi guarda con l’ aria un po’ furfante di chi sa che la sua mattinata trascorrera’ in pigritudine sulla libreria…. creatura fortunata .

On Air: Quoyle What a wonderful world Live Teatro del Sale Nov 2007


Stefano Bearzatti - Salumeria della Musica

quoyle Febbraio 23rd, 2007

A volte mi dimentico, ci dimentichiamo che la musica e’ essenzialmente gioia. Periodo buio, giornate lavorative senza molto senso, sono le 19.30 decido di uscire e di cercare qualcosa che riesca a distrarmi, passando nel corridoio verso l’uscita intercetto una discussione surreale, stanco intervengo, logorroico come solo il sonno e la fatica mi rendono, trascino una collega mai vista fuori con me per ascoltare questo concerto. Mi attira la presenza di Paolino dalla Porta principalmente, sono leggermente preoccupato dalla formula trio sax, basso, batteria, formula pericolosa che spesso dopo un paio di pezzi puo’ risultare fatalmente noiosa. Il gruppo e’ formato da Stefano Bearzatti Sax, Paolino Dalla Porta Contrabasso e Manu Roche Batteria. Dalle prime note rimango colpito dal lirismo del gruppo e dal bel sound libero ed arioso (spesso noi pianisti siamo colpevoli di riempire troppo gli spazi sonori), l’espressione di Paolino e’ eloquente, si divertono, Bearzatti ha un bellissimo suono di Sax e Manu Roche colora fantasticamente la ritmica, mi piacciono molto, il concerto continua con grande interplay, divertimento tra i musicisti, complicita’, rischi, corse su fili recuperate ad un passo dalla caduta, risate sincere ed una bella umanita’ che veniva fuori da quelle note. Le composizioni tutte originali di Bearzatti e di Paolino Dalla Porta, mi ha colpito in particolare una Lullaby for Ugo che e’ stata sublime, appena sfiorata dal sassofono, con un’introduzione di Contrabasso che mi ha letteralmente fatto volare via dalla sedia. Era molto tempo che non vedevo un divertimento autentico, privo di mestiere, un concerto fatto da musicisti per poco pubblico, con una gioia vera ed un desiderio profondo di suonare, sentendo ogni nota, suonando ogni nota come diceva Flores come se fosse l’ultima.

Alternative (Lo sguardo del Flaneur)

quoyle Febbraio 2nd, 2007

 

Qualche tempo fa abbiamo fatto un concerto a San Miniato, premesse non ottimali, risultato eccellente, nessuna aspettativa, ottima musica. In quell’occasione decidemmo di ripetere quanto prima l’esperienza facendo una serata a Firenze presso il CPA, compenso nullo, voglia di suonare tanta. La serata era fissata per ieri sera, naturalmente ed umanamente, le aspettative almeno da parte mia, erano alte, cercavo di ripetere le sensazioni positive di San Miniato (gia’ non imparo mai…). Quindi si cerca di ripetere il rituale, assoluta improvvisazione, nessun piano per quello che si vuole suonare, apertura mentale completa. Purtroppo la convalescenza mentale delle ultime settimane si fa sentire e sono terribilmente suscettibile, un piccolo commento riesce a devastarmi l’equilibrio manco a dirlo instabile. Le variabili poi sono molte, troppe, c’e’ con noi un Sax Contralto mai visto che ha una voglia suprema di suonare ed io quando vedo un musicista cosi’ desideroso di suonare non riesco a fermarlo. E’ bravo, molto bravo, troppo bravo e la sua voglia di suonare e’ talmente tanta che non si ferma un momento e ci trascina in un mood che non ci appartiene, bop scatenato, si suona tutti troppo e troppo senza ascoltarsi, il suono e’ un po scollato, l’energia ‘ comunque buona. Si parte alle 23.15 con Alone Together, sembra avere respiro ma dopo un paio di giri siamo gia’ a mille, riccardo alla batteria e’ in trance tutta la sera, chiudo gli occhi, il basso e’ fuori sintonia, non c’e', mi manca una mano sull’armonia, non mi reggo bene e non riesco quindi ad esprimere bene quello che vorrei. Si va avanti fino all’una e mezza senza pause, senza soste passando per versioni mistiche di Nardis, fast swing come There will never be another you, si suona con la testa bassa, io ed il batterista si vede e si sente specialmente per scaricare una qualche tensione interiore, cerchiamo la messa a terra. La fine e’ la parte piu’ bella di questa serata, per il posto, per la gente, per il fatto che spesso immerso nel mio mondo plastificato ‘perbene’ del giorno dimentico che esistono altre possibilita’, e dei valori che non sono semplicemente quelli del valore legato alla capacita’ di attrarre soldi. Respiro in questo posto (con uno sguardo velato di tristezza che non mi lascia), una liberta’ almeno dei sentimenti e delle sensazioni, inizia una lunga notte fatta di musica balcanica, almeno una decina di fiati che si inseguono sulle note balcaniche, riff ossessivi, il nostro batterista che ha bisogno ancora di liberarsi si immerge nel suono, e mentre smonta la batteria continua a suonare il rullante insieme a questi fiati al centro della stanza, uno sguardo complice che non riesco a sostenere.

 

Le corse dei cani felici intorno a questa liberta’, l’evidenza del desiderio di cultura e liberta’ intellettuale, la piccola biblioteca majakovskij che scopro in un giro per l’edificio di notte, le troppe sigarette, l’alcol che aumenta, l’aria di Firenze che ha sempre qualcosa di meraviglioso per me, un odore inconfondibile quello delle mie notti fiorentine, non riusciro’ a spiegare ma mi regala l’odore del potenziale, l’odore del possibile, l’odore della vista alternativa, odore che puntualmente svanisce con l’alba. odore che perdo la mattina quando sono immerso nel mondo fatto di convenzioni, di nessuna liberta’ intellettuale, di liberta’ apparente. Notte molto strana quella passata, di distanza da me stesso, di note stanche, di benessere e di malinconia.

On AirKeith Jarrett Heartland


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