Paul Bley - In the evenings out there
quoyle Aprile 13th, 2006
A volte solo il titolo di un disco, riesce a proiettarti in una dimensione di pace e serenita’, poi appena le prime note del disco si liberano e’ fantastico quando quella sensazione di serenita’ appena evocata dalle parole diventa palpabile.
Paul Bley, Gary Pecock, Tony Oxley e John Surman durante un tour in Scandinavia, registrati dall’Ecm nel 1991. Si scambiano momenti di solo, momenti corali collettivi, ecco la potenza di un quartetto saper suonare in duo, da soli in trio, in quartetto in un disco per la gran parte completamente improvvisato, la musica e’ fresca, amo Paul Bley ingiustamente un Dio minore del pianoforte a cui moltissimi devono tanto. Un vero sperimentatore a tutto tondo, mai banale, mai scontato, sempre alla ricerca di soluzioni nuove.
Il disco e’ lento, pacifico, come l’aria delle sere primaverili, aria pacifica, odore buono nell’aria, in quelle sere fuori, sembrano amabili conversazioni fra amici, qualcuno parla da solo aspettando la risposta altri parlano insieme, Surman fa vedere tutta la sua potenza espressiva nei registri bassi, Gary Peacock troppo spesso compresso dal genio di Jarrett, mostra una notevole vena lirica e Tony Oxley utilizza in modo assolutamente creativo la tavolozza timbrica della batteria. Un disco amabile che lascia i pensieri liberi di prendere forma cullati da queste conversazioni tra strumenti. I brani in solo piano di Bley sono ipnotici, magnetici di un lirismo che fa male, perche’ e’ difficile essere dolci senza essere banali, invece le note di Afterthoughts si liberano e lasciano sentori di serenita’ e chiacchiere, magari un buon bicchiere di vino, ci si riappropria del tempo, del tempo rubato, del tempo fuggito, del tempo depredato, del tempo sprecato, momenti di vita.
1. Afterthoughts - Paul Bley
2. Portrait Of A Silence - Gary Peacock
3. Soft Touch - Paul Bley
4. Speak Easy - Gary Peacock/Tony Oxley
5. Interface - Paul Bley/Gary Peacock/Tony Oxley/John Surman
6. Alignment - John Surman
7. Fair Share - Paul Bley/Gary Peacock
8. Article Four - John Surman
9. Married Alive - Paul Bley
10. Spe-cu-lay-ting - Tony Oxley/Paul Bley
11. Tomorrow Today - Gary Peacock
12. Note Police - Paul Bley
(On Air Afterthoughts Paul Bley Solo PIano)
Rating: 



- pianoforte , visioni , sogni , sassofono , notte , viaggi , strade blu , contrabasso
- Comments(7)
Probabilmente uno dei piu’ belli di questi concerti e’ stato quello con Gonzalo Rubalcaba e con Paul Motian, un sogno che Charlie Haden aveva da tempo, e che non era stato possibile realizzare per l’embargo tra Cuba e gli USA. Il Festival di Montreal ha reso possibile questa magia, di azzerare le frontiere, di far dimenticare i confini geografici e le diverse formazioni dei musicisti. Gia’ il titolo del disco e’ squisito, The Montreal Tapes, i nastri di Montreal, sembra di essere partecipi di un evento intimo, raro, caldo e di essere ascoltatori privilegiati.
Sono rimasto colpito dalle note di copertina, un’intervista a Pieranunzi, sulla sua musica ed in generale sull’approccio alla creativita’. Questa frase di Pieranunzi, si ricollega al mio post sui Rumori, l’estetica e la liberta’ artistica un tema interessante ed affascinante, questo senso estetico fortissimo che si coglie sempre nella musica di Pieranunzi. Interessante anche il concetto di etica ed estetica, che portano dietro riflessioni complesse, e probabilmente tendono a ‘riportare’ la musica nel suo luogo di origine privilegiato, il mondo dell’inconscio.

