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Archive for the 'sassofono' Category

Stefano Bearzatti - Salumeria della Musica

quoyle Febbraio 23rd, 2007

A volte mi dimentico, ci dimentichiamo che la musica e’ essenzialmente gioia. Periodo buio, giornate lavorative senza molto senso, sono le 19.30 decido di uscire e di cercare qualcosa che riesca a distrarmi, passando nel corridoio verso l’uscita intercetto una discussione surreale, stanco intervengo, logorroico come solo il sonno e la fatica mi rendono, trascino una collega mai vista fuori con me per ascoltare questo concerto. Mi attira la presenza di Paolino dalla Porta principalmente, sono leggermente preoccupato dalla formula trio sax, basso, batteria, formula pericolosa che spesso dopo un paio di pezzi puo’ risultare fatalmente noiosa. Il gruppo e’ formato da Stefano Bearzatti Sax, Paolino Dalla Porta Contrabasso e Manu Roche Batteria. Dalle prime note rimango colpito dal lirismo del gruppo e dal bel sound libero ed arioso (spesso noi pianisti siamo colpevoli di riempire troppo gli spazi sonori), l’espressione di Paolino e’ eloquente, si divertono, Bearzatti ha un bellissimo suono di Sax e Manu Roche colora fantasticamente la ritmica, mi piacciono molto, il concerto continua con grande interplay, divertimento tra i musicisti, complicita’, rischi, corse su fili recuperate ad un passo dalla caduta, risate sincere ed una bella umanita’ che veniva fuori da quelle note. Le composizioni tutte originali di Bearzatti e di Paolino Dalla Porta, mi ha colpito in particolare una Lullaby for Ugo che e’ stata sublime, appena sfiorata dal sassofono, con un’introduzione di Contrabasso che mi ha letteralmente fatto volare via dalla sedia. Era molto tempo che non vedevo un divertimento autentico, privo di mestiere, un concerto fatto da musicisti per poco pubblico, con una gioia vera ed un desiderio profondo di suonare, sentendo ogni nota, suonando ogni nota come diceva Flores come se fosse l’ultima.

Maxine

quoyle Gennaio 17th, 2007

While the world is sleeping
We meet at Lincoln Mall
Talk about life the meaning of it all
(Donald Fagen Maxine)

Ho buona memoria, anche per dettagli e cose apparentemente insignificanti, non so se sia una cosa buona, ma certamente e’ un fatto.
Come e’ altrettanto vero che sono curioso, probabilmente troppo. Comunque il fatto e’ che ricordo benissimo una sera di parecchi anni fa era il 4 gennaio 1988, io studiavo per il 3 liceo, eravamo nelle vacanze natalizie e mi preparavo per rientrare a scuola, studiavo di notte, come al solito.
Mi facevano compagnia le note di Rai Stereo Notte, specialmente in quel periodo, devo molto a quelle voci ed a quelle scalette, per le suggestioni e le scoperte che mi hanno regalato.
Ricordo che in quella trasmissione tra le tante proposte che avrebbero segnato i miei ascolti musicali, che all’epoca erano ancora acerbi e senza una direzione precisa, ci fu la proposta di un disco meraviglioso the Nightfly di Donald Fagen, in particolare la ballad pop/jazz Maxine.
Gia’ dalle prime note di pianoforte si sentiva la raffinatezza armonica di Fagen, le suggestioni del jazz, poi all’improvviso nel mezzo del brano 20 secondi veramente intensi, un solo di sax tenore incredibile, rimasi profondamente colpito da quel solo, come e’ possibile dire tante cose in appena 20 secondi, come puo’ esserci uno sviluppo cosi’ coerente, un senso tanto vicino a quello della ballata in appena 20 secondi, come diavolo si puo’ essere cosi’ terribilmente jazzy eppure rimanere nel mood pop del brano? Ebbene la risposta e’ solo una, la magia di Michael Brecker era quella la risposta, la genialita’ di questo musicista versatile, jazz, fusion, steps Ahed, Brecker Brothers, Herbie Hancock, Joni Mitchell, Jaco Pastorius. Una voce di sax inconfondibile, e quel solo cosi’ piccolo mi ha sempre ricordato molte cose nella musica , l’umilta’ di saper dire in poche battute, la sintesi, e la personalita’ inconfondibile nel suono e nel fraseggio. Dopo quell’incontro il timbro dell’improvvisazione di Brecker divento’ inconfondibile per me, in qualsiasi disco alle prime note riuscivo a riconoscere il suo modo unico di entrare nel solo, di entrare nel brano e segnarlo profondamente. E quel solo di appena 20 secondi mi ha fatto compagnia da quella sera del 1988, comprai il disco prima, il cd dopo ,trovato in una bancarella abbandonato, ed il mio ascolto preferito e’ stato spesso quella ballad, con l’emozione sempre uguale di arrivare a quelle note cosi’ brevi e cosi’ intese del solo di Brecker.
Ecco la sua grandezza, l’umilta’ musicale, l’essere cosi’ grandi e saper tenere a bada il proprio io musicale. Brecker lo ricordo cosi’ con quelle note piccole ed enormi di Maxine, e’ tutto in quelle note..

On AirDonald Fagen The Night Fly - (Michael Brecker Solo Sax Tenore)


Vee Jay Sessions (Easy living)

quoyle Maggio 26th, 2006

E’ decisamente superfluo aggiungere qualcosa al sax di Wayne Shorter ed alla tromba di Lee Morgan, la sensazione di positivita’ che si sprigiona dalle note e’ evidente, davvero Easy Living, il cofanetto che raccoglie tutto il materiale delle Vee-jay Sessions e’ un regalo che mi feci qualche tempo fa, una delle cose piu’ belle che mi sia mai regalato,.6 cd di gioia e leggerezza e passione, le prime registrazioni di Wayne Shorter nel 1959 l’inizio di una carriera e di una crescita musicale che hanno pochi uguali nel jazz contemporaneo, l’ascolto ideale per un Venerdi’ che chiude due settimane dure.

(On Air  Getting to know you - Easy Living Wayne Shorter e Lee Morgan Vee jay sessions)

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