Sei: Home > Archive by category 'Musica > tromba'

Archive for the 'tromba' Category

The wind

quoyle Gennaio 15th, 2008

Wind

E quanto puo’ essere dolce, malinconico, triste, nostalgico il vento? E quanto mi piace il vento addosso, la parola vento, wind, il vento che vorrei essere, la leggerezza eppure la forza, il potere di spostarsi e la forza benefica di nascita e di morte insita nel vento, genesi e distruzione.
E tutte le canzoni che parlano di vento, sono innumerevoli, quasi come per l’amore, e finalmente ho ascoltato la versione prima della piu’ bella canzone di vento che io conosca, quella The Wind di Russ Freeman, del 1954, composta per Chet Baker, in una versione sempre del 1954, in un live a Boston, suonata in un pub, con la voce di Chet che sa di vento, con il soffio della sua tromba che ricorda il vento. Suonata in quartetto ed incisa poche settimane dopo con l’orchestra. E mi ci perdo in quel senso di magnifica sospensione del brano, in quei vuoti, nelle folate di suono che vengono portate, anche con quelle imprecisioni inevitabili ma con quel coinvolgimento profondo e devastante di cui Chet era capace.
Vento, vento che vorrei addosso, che vorrei riuscisse a portare lontano pensieri inutili, sgradevoli, opprimenti.

On Air: Chet Baker In Boston 1954 - The Wind


On Air: Chet Baker & Strings - The Wind


When i fall in love

quoyle Novembre 25th, 2006

"In a restless world like this one love is ended before it’s begun"

Mi e’ sempre piaciuta questa ballata, le sue progressioni armoniche, la sua melodia, la sua sconvolgente dolcezza, il suo testo ed in particolare questa frase che uso come incipit, suona divinamente, in a restless world, e ti viene da ripeterla e di farla cantare al tuo strumento, vorresti che il pianoforte fosse in grado di dirle quelle parole mentre suoni.

Non l’avevo mai suonata dal vivo, perche’ serve uno stato d’animo particolare, un momento di sospensione, qualcosa che ti porti negli angoli nascosti di questo brano. L’altra sera in una situazione strana, con Alessio abbiamo deciso di suonarla in duo piano e tromba, senza averla mai navigata insieme, del resto noi due stavamo viaggiando insieme dall’inizio del concerto e ci e’ sembrato naturale prenderci un momento di sospensione per noi.La solarita’ di Alessio mi colpiva, era in contrasto stridente con la mia chiusura e la mia introspezione di questo periodo. Mentre suonavamo, non esisteva niente se non le note ed il testo di questa canzone che mi risuonavano in testa , anche questi rumori di fondo incredibili che risento nella registrazione erano assenti, ci siamo ritagliati uno spazio in questo "restless world" uno spazio al di fuori di quello spazio e del nostro tempo, un momento di sospensione regalato dalle suggestioni di questa ballata magica.

(On Air Quoyle+Alessio When i fall in love Prato 22 Nov 2006)

 

Once upon a summertime

quoyle Ottobre 31st, 2006

 

Miles Davis e Gil Evans iniziarono a frequentarsi alla fine degli anni 40 quando gia’ la formazione con Parker era in crisi. Anche in questo Miles fu anticonformista, non era facile far accettare alla comunita’ dei neri di farsi vedere in giro con un bianco.

Gil Evans, una figura mistica nel jazz, i suoi arrangiamenti sono qualcosa di visionario, immaginifico, il vento dei suoi fiati travolge gli ascoltatori, dipinge tavolozze cromatiche che sembrerebbero irreali e visionarie finche’ non acquistano una loro realta’ nel momento dell’esecuzione. Miles sempre attratto dal suono, dalla sperimentazione si avvicina a questo mondo di suoni che Gil Evans sa produrre. Questo incontro, che riuscira’ ad attrarre intorno ai due musicisti raffinati e colti come Gerry Mulligan e Lee Konitz (ancora una volta bianchi) produrra’ alcune cose memorabili ed indispensabili nella storia del jazz, fondamentali per il superamento dell’esperienza bop degli anni 40 per traghettare Miles ed il jazz negli anni 60 fino ad arrivare alla disgregazione degli standards. Il punto piu’ alto di questo sodalizio e’ certamente raggiunto negli album Porgy and Bess ed il bellissimo Sketches of Spain, un opera di jazz sinfonico, da ascoltare dall’inizio alla fine, dove le sonorita’ a disposizione del genio di Evans vengono utilizzate in tutto il loro potenziale, fiati che viaggiano dalle ottave basse, fino a superacuti, percussioni classiche, latine, arpe, qualsiasi spunto viene utilizzato al massimo da Gil Evans per dare il giusto sostegno al genio di Miles. Stasera casualmente mi e’ venuto in mano un disco meno famoso nato da questa collaborazione, Quiet Nights del 1963, un disco maturo, ho acceso lo stereo e sono rimasto colpito dalla modernita’ dei suoni, dalla complessita’ ricchezza timbrica delle linee che si sviluppano sotto la melodia, arrangiamenti modernissimi, sempre attuali ed ancora insuperati. Rassomigliano al modo cosi’ introverso di suonare il piano di Gil Evans, piegato sulle sue armonie ricchissime, tessiture raffinatissime, trame sonore solide come quelle che amava Miles per poter volare leggero sulle note. Once upon a summertime (La Valse Des Lilas ) splendido brano di Michel Legrand, tradotto in inglese dal grande Mercer, brano dalla nostalgia e melancolia infinita, difficile da rendere e raccontare, che Gil Evans dipinge con toni onirici cinematografici, con dissolvenze sul passato, finestre sonore che si squarciano improvvisamente con gli urli dei fiati, mentre la tromba rassicurante e dolorosamente narrante di Miles espone il tema. Improvvise aperture in maggiore che si richiudono sulle blue note di Miles che riporta le atmosfere nella malinconia del ricordo, con le percussioni quasi disgregate e frammentate che raccontano quasi un battito di cuore irregolare. Una vera meraviglia che mi lascia senza altra possibilita’ che quella di ascoltare piu’ volte questa grande pagina del jazz moderno, nella mia disperata ricerca di colore e senso.

(La Valse Des Lilas )

On ne peut pas vivre ainsi que to le fais
D’un sou-ve-nir qui n’est plus qu’un regret
Sans un  ami et sans autre secret
Qu’un peu de larmes
Pour ces quel-ques pages de melancolie
Tu as ferme le livre de ta vie
Et tu as cru que tout etait fine… ..
Mais tous les lilas de Mai N’en diniront N’en finiront jamais
De fair’ la fete au coeur des gens qui s’aiment s’aiment
Tant que tournera Que tournera le temps jusqu’au dernier
Jusqu’ au dernier Prin-temps
Le ciel asra le ciel aura vingt and
Les amoureux en auront tout autant….

(Once upon a summertime)

Once upon a summertime, If you recall,
we stopped beside a little flower stall.
A bunch of bright forget me nots was all
(I’d let you buy me) (You’d let me buy you).
One Upon a Summertime, Just like today,
we laughed the happy afternoon a way,
and stole a kiss in ev’ry street cafe.
‘ You were sweeter than the blossome on the tree.
I was as proud as any (girl) (Man) could be,
As if the Mayor had offered me the key to Par-is!
Now, another winter has come and gone.
The pigeons feeding in the square have flown,
but I remember when the vespers chime.
You loved me Once Upon a Summertime.

(On Air Once Upon a Summertime Miles Davis & Gil Evans)

- Next »