Bella Ciao

novembre 11, 2007 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Canti di lotta, Live Music, My Music

Bella Ciao

Questa mattina mi son svegliato
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
questa mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor.
Oh partigiano, portami via
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
oh partigiano, portami via,
che mi sento di morir.
E se io muoio lassù in montagna
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
e se io muoio lassù in montagna
tu mi devi seppellir.
Seppellire sulla montagna,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
seppellire sulla montagna
sotto l’ombra di un bel fior.
E le genti che passeranno,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
e le genti che passeranno
mi diranno: ” Che bel fior “.
È questo il fiore del partigiano,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao,
è questo il fiore del partigiano
morto per la libertà.

On Air: Quoyle Storia=Memoria Trio Live teatro del sale

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Alternative (Lo sguardo del Flaneur)

febbraio 2, 2007 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Concerti, Live Music, Racconti

 

Qualche tempo fa abbiamo fatto un concerto a San Miniato, premesse non ottimali, risultato eccellente, nessuna aspettativa, ottima musica. In quell’occasione decidemmo di ripetere quanto prima l’esperienza facendo una serata a Firenze presso il CPA, compenso nullo, voglia di suonare tanta. La serata era fissata per ieri sera, naturalmente ed umanamente, le aspettative almeno da parte mia, erano alte, cercavo di ripetere le sensazioni positive di San Miniato (gia’ non imparo mai…). Quindi si cerca di ripetere il rituale, assoluta improvvisazione, nessun piano per quello che si vuole suonare, apertura mentale completa. Purtroppo la convalescenza mentale delle ultime settimane si fa sentire e sono terribilmente suscettibile, un piccolo commento riesce a devastarmi l’equilibrio manco a dirlo instabile. Le variabili poi sono molte, troppe, c’e’ con noi un Sax Contralto mai visto che ha una voglia suprema di suonare ed io quando vedo un musicista cosi’ desideroso di suonare non riesco a fermarlo. E’ bravo, molto bravo, troppo bravo e la sua voglia di suonare e’ talmente tanta che non si ferma un momento e ci trascina in un mood che non ci appartiene, bop scatenato, si suona tutti troppo e troppo senza ascoltarsi, il suono e’ un po scollato, l’energia ‘ comunque buona. Si parte alle 23.15 con Alone Together, sembra avere respiro ma dopo un paio di giri siamo gia’ a mille, riccardo alla batteria e’ in trance tutta la sera, chiudo gli occhi, il basso e’ fuori sintonia, non c’e', mi manca una mano sull’armonia, non mi reggo bene e non riesco quindi ad esprimere bene quello che vorrei. Si va avanti fino all’una e mezza senza pause, senza soste passando per versioni mistiche di Nardis, fast swing come There will never be another you, si suona con la testa bassa, io ed il batterista si vede e si sente specialmente per scaricare una qualche tensione interiore, cerchiamo la messa a terra. La fine e’ la parte piu’ bella di questa serata, per il posto, per la gente, per il fatto che spesso immerso nel mio mondo plastificato ‘perbene’ del giorno dimentico che esistono altre possibilita’, e dei valori che non sono semplicemente quelli del valore legato alla capacita’ di attrarre soldi. Respiro in questo posto (con uno sguardo velato di tristezza che non mi lascia), una liberta’ almeno dei sentimenti e delle sensazioni, inizia una lunga notte fatta di musica balcanica, almeno una decina di fiati che si inseguono sulle note balcaniche, riff ossessivi, il nostro batterista che ha bisogno ancora di liberarsi si immerge nel suono, e mentre smonta la batteria continua a suonare il rullante insieme a questi fiati al centro della stanza, uno sguardo complice che non riesco a sostenere.

 

Le corse dei cani felici intorno a questa liberta’, l’evidenza del desiderio di cultura e liberta’ intellettuale, la piccola biblioteca majakovskij che scopro in un giro per l’edificio di notte, le troppe sigarette, l’alcol che aumenta, l’aria di Firenze che ha sempre qualcosa di meraviglioso per me, un odore inconfondibile quello delle mie notti fiorentine, non riusciro’ a spiegare ma mi regala l’odore del potenziale, l’odore del possibile, l’odore della vista alternativa, odore che puntualmente svanisce con l’alba. odore che perdo la mattina quando sono immerso nel mondo fatto di convenzioni, di nessuna liberta’ intellettuale, di liberta’ apparente. Notte molto strana quella passata, di distanza da me stesso, di note stanche, di benessere e di malinconia.

On AirKeith Jarrett Heartland

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How far is the journey from here to a star

dicembre 16, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Live Music, Pianoforte, Standards

La musica spesso e’ solo una questione mentale, ieri sera ero stanchissimo, non avevo voglia di andare a suonare e temevo che non sarebbe stata una gran serata, anche perche’ mi trovavo a suonare in quartetto con un chitarrista e di solito e’ molto complicato far suonare pianofore e chitarra insime, il rischio e’ quello di riempire troppo ed alterare diversamente gli accordi rendendo veramente faticoso l’ascolto.

Durante le prove del suono, sintomi di insofferenza del chitarrista dovuti a stanchezza riconosco i segni, allora cerco di positivizzarmi con tutte le mie forze. La cena scorre tranquilla raccontando aneddoti di musicisti in comune. Iniziamo a suonare e non abbiamo la piu’ pallida idea di dove andare e cosa suonare, inizio un blues mentre gli altri stanno ancora sistemando, strano mi sia venuto in testa un blues, e’ una cosa che non ho troppo dentro, gli altri entrano uno alla volta ognuno con il suo tempo, il suono sul palco e’ buono, sento energie buone e parte veramente uno swing bellissimo, interazioni continue con il batterista, ci ascoltiamo ci veniamo dietro, che meraviglia quando immediatamente sei circondato di persone recettive, ti ascoltano, tu ascolti loro, l’idea musicale in continuo divenire migliorata ed elaborata da ciascuno di noi. Applausi sul mio solo, che e’ veramente pieno di energia, ritmico ed armonicamente libero. Mi sento libero, la stanchezza ha staccato quelle maledette valvole di sicurezza, si continua con uno standard che amo Alone Together, medium giusto lo swing e’ quello giusto indietro e cavolo quanto mi diverto, mi viene da gridare da stupirmi per alcune idee che troviamo mentre si suona, il chitarrista sta facendo un buon lavoro bicordi, non mi rompe le palle con cluster di note, lascia aperta l’armonia e mi permette di arricchire ed osare o svuotare, siamo sincronizzati, io svuoto lui riempie e viceversa. Riusciamo a calamitare l’attenzione del locale e non e’ una cosa comune per quel locale, l’energia e’ micidiale io la sento tutta, continuiamo a viaggiare su territori comuni e si passa da Stella by starlight a Days of wine and roses, a Misty per arrivare nella jam, con qualche sassofonista che si butta su Mr PC preso ad una velocita’ supersonica, cluster di note taglienti, liberta’ di testa, quando sei in questo stato di grazia ed il gruppo ti segue e’ una sensazione magica, riesci a fidarti completamente di te , ed osi con le mani quello che il cervello pensa, e magicamente riesce tutto, senti e le dita eseguono, senza mediazione. Alla fine della serata sono felice, ho una bella energia addosso, ho scaricato tutte le disarmonie lavorative, la musica era catartica, purificatrice, questa energia e’ passata alla gente che ci ascoltava e ci e’ tornata indietro, how deep is the ocean how high is the sky

 On AirPaul Bley and Chet Baker How deep is the ocean

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3-7-6 All of me

dicembre 7, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Live Music, My Music, Pianoforte, Racconti, Standards

Cioe’ 3 giorni, 7 ore di sonno e 6 citta’ diverse, spingo la vita al massimo, comprimo le dimensioni, il tempo, lo spazio non hanno piu’ senso, il sonno perduto altera i sensi, falsa le percezioni, amplifica le emozioni, gli sguardi le note, le frasi, le parole. Non riesco a fermarmi, a posarmi da qualche parte , ho paura di pensare, di guardare, e riempio di tutto quello che posso il vuoto esistenziale. Non mi lamento, non mi lamento, continuo a rimbalzare su strade, locali, note, volti, parole, cercando un appiglio un motivo per tutto questo. Mi perdo nei miei mulinelli, suono ad occhi chiusi ed in quel momento mi dimentico di me, continuo la corsa nella dimensione interiore, stasera dopo il 6 ho troppa adrenalina addosso, guido senza sentire la stanchezza, occhi spalancati, sotto una pioggia torrenziale … "There’s such a lot of world to see"

(On Air Moon River Quoyle Trio Prato 6 Dicembre + All of me…)

When i fall in love

novembre 25, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Live Music, My Music, Pianoforte, Standards, Tromba

"In a restless world like this one love is ended before it’s begun"

Mi e’ sempre piaciuta questa ballata, le sue progressioni armoniche, la sua melodia, la sua sconvolgente dolcezza, il suo testo ed in particolare questa frase che uso come incipit, suona divinamente, in a restless world, e ti viene da ripeterla e di farla cantare al tuo strumento, vorresti che il pianoforte fosse in grado di dirle quelle parole mentre suoni.

Non l’avevo mai suonata dal vivo, perche’ serve uno stato d’animo particolare, un momento di sospensione, qualcosa che ti porti negli angoli nascosti di questo brano. L’altra sera in una situazione strana, con Alessio abbiamo deciso di suonarla in duo piano e tromba, senza averla mai navigata insieme, del resto noi due stavamo viaggiando insieme dall’inizio del concerto e ci e’ sembrato naturale prenderci un momento di sospensione per noi.La solarita’ di Alessio mi colpiva, era in contrasto stridente con la mia chiusura e la mia introspezione di questo periodo. Mentre suonavamo, non esisteva niente se non le note ed il testo di questa canzone che mi risuonavano in testa , anche questi rumori di fondo incredibili che risento nella registrazione erano assenti, ci siamo ritagliati uno spazio in questo "restless world" uno spazio al di fuori di quello spazio e del nostro tempo, un momento di sospensione regalato dalle suggestioni di questa ballata magica.

(On Air Quoyle+Alessio When i fall in love Prato 22 Nov 2006)

 

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