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Lazar Berman

quoyle Gennaio 14th, 2008

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Non e’ importante sbagliare qualcosa mentre si suona
la cosa importante e’ come se ne viene fuori.

Di questi tempi sembra che tutti siano impegnati a fare copie delle copie. Sfortunatamente le copie possono essere sia buone che cattive. Il pianista ideale e’ quello che non fa delle copie. Se quello che fa riesce a stimolare la discussione, tanto meglio. Una performance dovrebbe sempre riuscire a far riflettere le persone. Il mio approccio non e’ intellettuale, non solo nella musica ma nella vita.
Ormai tutto e’ cosi’ tecnico, cosi’ meccanico, sembra che non ci sia spazio per l’anima. Per questa ragione occorre prestare ancora piu’ attenzione al modo di registrare. La perfezione tecnica e’ diventata la parte piu’ importante. Se c’e’ una nota sbagliata, la devi registrare di nuovo. Naturalmente, il livello di precisione tecnica richiesta deve essere elevato, ma dopo tutto, nessuno puo’ essere talmente tecnico in una performance dal vivo da non sbagliare niente. Ci sono errori, che ci piaccia o no. Ed e’ per questo che io mi concentro cosi’ tanto sull’aspetto emozionale quando faccio una registrazione. Preferisco registrare qualcosa anche per dieci volte di seguito, ma sempre con un alto coinvolgimento emozionale.
Non sono interessato a suonare una o due volte con pochi errori, se questo significa una diminuzione dell’intensita’ e del coinvolgimento emozionali.
Quando ero giovane, qualche anno fa, l’aspetto emozionale dominava il mio modo di suonare, e questo non era un bene.L’ideale sarebbe riuscire a bilanciare le emozioni ed il controllo che si riesce ad esercitare su queste emozioni. Non bisogna lasciarsi trascinare, ma allo stesso tempo non risultare freddi e distaccati.

Sono molto d’accordo con Horowitz sul fatto che un pianista non possa essere valutato dalle sue registrazioni. Devi sentirlo suonare dal vivo, prima di poter capire i dischi.
Horowitz uso’ un’ottima metafora per descrivere questa cosa. Se vedi un paesaggio, disse, e dopo compri una cartolina, la cartolina ti dara’ ricordi felici di quell’esperienza. Ma se compri la cartolina per prima allora non ci saranno impressioni particolari richiamate da quella stessa cartolina.
Quando andai a trovare Horowitz, era notte fonda dopo un concerto, l’una di notte, ed ero molto stanco. Horowitz, mi chiese di suonare qualcosa. Non lo feci, dicendo che sarebbe stato molto meglio ascoltare la mia registrazione dei concerti di Liszt con Giulini (Vienna 1976). Dopo l’ascolto, ebbi l’impressione che Horowitz avesse gradito ed effettivamente lui mi confermo’ la cosa. Ma il giorno dopo quando ci sentimmo per telefono, Horowitz mi disse ‘ed in ogni caso devo ancora ascoltarti, devo ascoltarti dal vivo’.

Preparando un brano, lo ripeto in continuazione, ogni volta rifinendolo, e cercando nuove idee. Ho due modi di avvicinarmi ad un opera. Se l’ho gia’ suonato, cerco di dimenticare tutte le idee precedenti su quell’opera e cerco di dimenticare tutte le interpretazioni di altri pianisti che conosco. Con un pezzo che invece non ho mai letto o sentito prima, preferisco ascoltare qualcuno che lo suona prima.
E’ molto difficile rimanere originali nelle performance. Qualche volta quando suono ho una storia in testa e questo aiuta. Essere molto severi ed autocritici con se stessi aiuta allo stesso modo. Poi c’e’ naturalmente la struttura di un opera musicale e naturalmente il modo in cui riusciamo a comunicarla.

(An interview with Lazar Berman Ates Orga London December 1976)

On Air: Lazar Berman (Scriabin) Etude in B-flat minor, Op. 8 No.11

(Un brano di una tenerezza profonda, con inquietudine. Scritto in un periodo irrequieto nella vita di Scriabin come pianista in viaggio)

When Summer Comes

quoyle Dicembre 31st, 2007

Oscar

Mi piace ricordarlo cosi’, come l’ho conosciuto dal vivo la prima volta Perugia UJazz 2005 con Ulf Wakenius alla chitarra in una sera di estate fresca e magica. Il testo della canzone e’ di Elvis Costello scritto per il suo ottantesimo compleanno sull’omonima ballad bellissima che ci regalo’ quella sera anche praticamente con la sola mano destra che riusciva a suonare. La voglia di vivere e di giocare e di meravigliarsi che usciva prorompente da quella mano e da quella mutilata dall’ictus che riusciva a suonare solo bicordi, la dolcezza della voglia di vivere e di continuare a suonare nonostante tutto.

When Summer Comes

The land was white
While the winter moon as absent from the night
And the blackness only pierced by far off stars
But as every day still succeeds the darkest moments we have known
When season turn
Springtime colours will return
And the first pale flowers of the lengthening hours
Seem to brighten the twilight and that melancholy cloak
Then a fresh perfume just seems to burst from each bloom
Until the green shoots through each day
As it arrives in every shade of hope
When summer comes
There will be a dream of peace

And a breath that I’ve held so long that I can barely release
Then perhaps I may even find a room somewhere
Just a place I can still speak with you

On Air: Oscar Peterson & Ulf Wakenius When Summer Comes


Travels

quoyle Dicembre 26th, 2007

Quest’anno mi ha accompagnato negli spostamenti un Ipod da 30Gb una responsabilita’ riempirlo e scegliere quei tremila e passa brani che mi devono accompagnare, non ho cambiato molti dischi in quanto 3000 brani sono un mare di ascolti, oceani di note, ore di ascolto.
Ho quasi sempre ascoltato tematicamente tranne nel viaggio da Pisa a Taranto in macchina ho messo la riproduzione casuale e riscoperto con gioia almeno 4 ore di musica.
Stasera ripercorrendo l’ipod ho preparato una playlist di piano solo, scegliendo alcune cose che a mio avviso sono imperdibili nel piano solo. Naturalmente troppe cose rimangono fuori (tenendo presente anche il fatto che e’ fatta solo con i solo piano che ci sono sull’ipod). Ma e’ una playlist che rappresenta il mio gusto per il piano solo (quello che qualcuno ottusamente qualche tempo fa defini’ un gusto conformato…).
La lascio qui per fornire dei consigli di ascolto e perche’ rappresenta bene questo mio anno di ascolti nuovi e vecchi, uno degli infiniti percorsi possibili nel piano solo, un percorso parziale e di parte, la mia via al piano solo in questo periodo.
Ho scelto come onair la versione di When i fall in love di Bill Evans, un vero capolavoro di dolcezza ed essenzialita’, un viaggio nel cuore del brano, un viaggio nel cuore della musica, nel cuore dell’essenza del piano solo.

Gonzalo Rubalcaba - Silencio from Solo
Bill Evans - Everything happens to me from Solo Sessions Vol I
Fred Hersch - Moon and Sand from Let yourself go
Brad Mehldau - Paris from Places
Enrico Pieranunzi - Don’t forget the poet from Con Infinite Voci
Enrico Pieranunzi - Je ne sais quoi from Live in Switzerland
Luca Flores - Leaving from For those i never knew
Keith Jarrett - Ritual Prayer from Dark Intervals
Fred Hersch - It might as well be spring from Plays Rodgers & Hammerstain
Brad Mehldau - Someone to watch over me from Live in Tokyo
Keith Jarrett - My wild irish rose from The melody at night with you
Alan Pasqua - To Love Again from Solo Piano
Keith Jarrett - Byablue from Silence
Keith Jarrett - Heartland from Concerts Bregenz
Bill Evans - Medley But not for me/Isn’t it romantic/The Opener from Eloquence
Alan Broadbent - Parisian Thoroughfare from Live at Maybeck vol 14
Keith Jarrett - Paris Concert October 17, 1988 from Paris Concert
Steve Kuhn - Don’t Explain from Live at Maybeck Vol 13
Alan Pasqua - Greta from Solo Piano
Buddy Montgomery - The Man i love from Live at Maybeck Vol 15
Steve Kuhn - Danny Boy from Live in Cafe
Fred Hersh - Heartsong from Songs Without Words Vol I
Kirck Nurock - Still at sea from Still at sea
Brad Mehldau - The Bard Returns from Elegiac Cycle
Brad Mehldau - Lament for Linus from Elegiac Cycle
Steve Kuhn - Tennessee Waltz from Live in Cafe
Bojan Z - The Joker from Live Elmau 23 oct 2002
Fred Hersch - Black is the Colour/Love theme from Spartacus from Let yourself go
Brad Mehldau - Things behind the sun From Live in Tokyo
Richie Beirach - Sunday song from Hubris
Giovanni Mirabassi - Bella Ciao from Avanti!
Giovanni Mirabassi - Le Chant des Partisans from Avanti!
Danilo Rea - Maria (West Side Story) from Lirico
Enrico Pieranunzi - Canto Nascosto from Canto Nascosto
Alan Pasqua - Slow Excavation from Russian Peasants
Bernardo Sassetti - Never Let me go from Indigo
Bill Evans - When i fall in love from Solo Sessions VolI ** On Air **
Carsten Dahl - Sophie’s Theme from Spirit of Davinci
Richie Beirach - Leaving from Hubris
Danilo Rea - Mon Coeur S’ouvre a ta voix from Lirico
Enrico Pieranunzi - Canto di Ieri from Canto Nascosto
Keith Jarrett - Americana from Dark Intervals
Brad Mehldau - Resignation from Elegiac Cycle
Fred Hersch - O grande Amor from Live in Bimhuis
Enrico Pieranunzi - Lighea from Live in Switzerland
Danilo Rea - Intermezzo from Cavalleria Rusticana from Live in Auditorium Rome
Keith Jarrett - Tokyo Encore from Sun Bear Concerts
Kirck Nurock - Solitude from Still at Sea
Luca Flores - How far can you fly (Ladder) from For those i never knew
Keith Jarrett - Hymn from Dark Intervals
Bernardo Sassetti - My ideal from Indigo
Keith Jarrett - Shenandoah from The Melody at night with you
Keith Jarrett - The Wind from Paris Concert

On Air: Bill Evans When i fall in love from The Solo Sessions Vol I


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