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Archive for the 'filigrane' Category

Parole

quoyle Giugno 13th, 2007

Il mio blog e’ dotato di intelligenza emotiva…sono molto colpito dalle parole che sceglie (in realta’ legge le parole che io uso di piu’ quindi diciamo che quel box e’ un po’ una cartina di tornasole, un box di autoanalisi… che mi racconta le parole che uso piu’ frequentemente)

Un po’ racconta le priorita’ della mia vita… Jazz Musica Passione sono enormi, le uso spesso ed in effetti sono il centro della mia vita, il resto e’ al contorno, poi il piano ed i pensieri (questi dovrebbero diventare un po’ piu’ piccini ma insomma gia’ il fatto che stiano dietro alla musica e’ una buona cosa..) e poi mi colpiscono le parole andare comunque finalmente, raccontano la tensione al movimento, la mia battaglia quotidiana con la mia staticita’, il desiderio appunto di movimento insieme con quelle altre parole buffo che siano consecutive.. propria storia, questo racconta del mio attaccamento al passato, di appunto quella dicotomia tra tensione al movimento e guardarsi indietro, davvero stupefacente come le parole possano essere cosi’ aderenti al proprio essere, leggere questo estratto delle mie parole, avulso dal contesto , semplicemente come suono e significato intrinseco mi fa sorridere era tutto li’….

Impressions

quoyle Aprile 24th, 2007

Ogni tanto in determinati periodi, mi capita di fermare molto piu’ spesso le cose che guardo, come se tutto andasse piu’ lento. In questo periodo come capita ogni volta che esagero con le tensioni emotive il mio corpo mi parla e mi lascia a piedi, devo imparare ad ascoltarlo ed ascoltarmi di piu’.
Sabato
Passare dall’universita’ con la cerimonia di consegna dei diplomi conseguiti con lode, entrare nella stanza e vedere tanti volti, alcuni francamente un po assurdi, osservare semplicemente il tripudio di genitori e flash, e macchine fotografiche. Provare un misto di simpatia e rigetto, in realta’ il sistema parte di li’. La mancanza critica dilagante, l’omologazione bestiale del pensiero, dell’apparire del vivere spesso nasce anche in quel posto. Simpatia, per una proiezione del tempo, ti rivedi, ricordi i pomeriggi passati a discutere dei massimi sistemi, quel tavolino del bar, dove ci si ritrovava e dove il tempo passava inesorabile rubato allo studio. Un po’ manca quella ingenuiita’ di fondo del vedere le cose.
Sabato
Circolo Arci Avenza Carrara, posto di anarchici e di semplicita’ alcolica ed umana. Volti scavati dal vento, sorrisi con qualche dente in meno del previsto, vino rosso di quello schietto che circola, una persona che non vedevo da 12 anni, l’ultimo incontro era stato funambolico ed imbarazzante…. una festa a casa sua dove si suonava e poi nel pieno della sbronza reciproca, ritrovarsi abbracciati in un angolo e poi il niente… lo shock alcolico con effetti imbarazzanti, da quella sera persi di vista, strano ritrovarsi a suonare insieme dopo tanti anni, con quel sorriso che ricordava quel delirio di quella notte di maggio. In fondo mi manca anche questo modo di vedere il mondo,di questa semplicita’ del baccello con il pecorino, della gente che ascolta applaude e viene a parlare alla fine, grazie della serata mi dicono, ed io rispondo dicendo che devono ringraziare il modo in cui sono fatti, se noi abbiamo suonato in quel modo e’ perche’ si sentiva l’attenzione, la cura ed il rispetto. Fermo un angolo in pietra, i discorsi sulla resistenza alla fine della serata. Respiro forte, voglio sentirmi vivo, e riprendere in mano il mio tempo. Le parole a volte sono lame taglienti.
Domenica
Passeggiare per la citta’ in quelle strade deserte e ripercorrere il percorso, le strade, le persone, il cervello che va velocissimo, recupera da aree di memoria istantanee passate, le trasfigura, le riporta nel presente, sensazioni strane con il vento che mi accarezza delicatamente.

On Air: Stefano di Battista Stars Fell on Alabama


Imagine

quoyle Marzo 23rd, 2007

Tante piu’ cose vorrei dire e tanto meno mi vengono le parole per farlo. Aria strana, non sono bravissimo a cambiare, mi perdo sempre in un mulinello di pensieri, gia’ da ieri sera concerto strano quello al CPA di Firenze, in trio percussioni, sax e pianoforte. Deriva, onde, calore di intesa umana, immaginare se quello fermato in quelle due ore di musica fosse il mondo reale. Cena con tante persone a parlare di Bianciardi, Gadda, politica, pensare che la gente non sa parlare piu’ di politica. E le note quelle che il mio minidisc si e’ rifiutato di registrare, peccato erano belle, ma forse un segnale che mi dice che non e’ possibile fermare la bellezza, quella viene e si dilegua istantaneamente, del resto e’ il cuore del jazz, quello che si improvvisa muore istantaneamente, quello che si suona diventa immediatamente passato, non fai in tempo a provare sentimenti, sei immediatamente proiettato in avanti, forse e’ questa magia di sospensione che non ha passato e non si preoccupa del futuro che mi affascina del jazz, sei solo nel momento che improvvisi e non ci sono affanni e non ci sono dolori e non ci sono gioie, c’e’ solo il rapporto con questa entita’ che e’ la musica. E quei colori come erano strani, 2 ore ad occhi chiusi ascoltando solo le note, fregandomene delle strutture e delle infrastrutture, seguendo la direzione che indicava la musica. Ecco tante cose volevo dire e pochissime ne ho dette, non riesco a tradurre il delirio interiore in parole..(il caso non esiste…)

Imagine there’s no heaven,
It’s easy if you try,
No hell below us,
Above us only sky,
Imagine all the people
living for today…

Imagine there’s no countries,
It isn’t hard to do,
Nothing to kill or die for,
And no religion too,
Imagine all the people
living life in peace…

Imagine no possessions,
I wonder if you can,

No need for greed or hunger,
A brotherhood of men,
imagine all the people
Sharing all the world…

You may say I’m a dreamer,
but I’m not the only one,
I hope some day you’ll join us,
And the world will live as one

On Air: Quoyle Imagine


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