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La muerte del angel

quoyle Gennaio 3rd, 2007

 

El Patio (Borges)

Con la tarde
se cansaron los dos o tres colores del patio.
Esta noche, la luna, el claro círculo,
no domina su espacio.
Patio, cielo encauzado.
El patio es el declive
por el cual se derrama el cielo en la casa.
Serena,
la eternidad espera en la encrucijada de estrellas.
Grato es vivir en la amistad oscura
de un zaguán, de una parra y de un aljibe.

 

On AirLa muerte del Angel (A.Piazzolla) Quoyle Piano


Nave Nave Moe

quoyle Novembre 2nd, 2006

Sono in ferie da qualche giorno, ferie atipiche, le dovevo fare perche’ la mia testa ed il mio corpo ne avevano bisogno, ferie atipiche perche’ in realta’ non avevo voglia di fare niente, solo di respirare. Ma per quello non ci vogliono le ferie, quello se lo sai fare lo fai sempre.

Vorrei vedere i colori, la verita’ e’ che non sento niente, non vedo niente, vedo grigio, ed allora provo a circondarmi in casa di colori, una parete aracione, le pareti della stanza del pianoforte di un azzurro screziato di venature bianche, che ricordano il colore del cielo, lavoro fisico per stancare il fisico e tramortire il cervello, a volte funziona. Desiderio di prendersi cura di se stessi, e ci provo, cerco di trattare umanamente il mio povero corpo che di solito subisce ogni tipo di sbattimento, desiderio di prendersi cura di qualcuno ed allora mi aggrappo al mio nuovo amico bianco, compro delle piante per vedere la vita, per sentire quella vita che proprio non riesco a sentire in questo periodo.

Non riesco a suonare, maledizione, non riesco neanche a suonare, ci provo ogni tanto, inizio qualcosa poi mi schianto miseramente dopo qualche minuto, perche’ non trovo il bandolo della matassa, non trovo le note, le mie note, non sono dentro quelle note. La verita’ e’ che sono terribilmente solo, un po per scelta un po perche’ non posso fare diversamente, non riesco a parlare, non trovo anche in quel caso il bandolo della matassa, ho passato giorni a non aprire bocca, a dimenticare il suono della mia voce, non parlo nemmeno al gatto, tanto e’ sordo, non mi sentirebbe, comunichiamo con gli occhi e con la fisicita’. E questi giorni stanno finendo, davanti a me una stampa enorme di Gaugin, appesa nello studio, un quadro che racconta  di sogni di serenita’, Nave Nave Moe Fonte Deliziosa (Dolci Sogni), ogni tanto mi sorprendo fermo immerso nel paesaggio di quel quadro e per un attimo mi dimentico, mi dimentico di questa compagnia sgradevole, di questa cappa di tristezza che mi avvolge. Non riesco a spiegarmi, non sono mai stato molto bravo a parlare di me e queste cose non e’ che si imparano all’improvviso. Ci provo, ma poi irrimediabilmente mi annodo nelle spirali mentali, nelle cose non dette, nel fatto che vorrei farmi capire ma per questo desiderio di comunicare spesso mi agito e non riesco piu’ a dire niente. Sparisco da tutti, anche dai miei genitori, ogni tanto ci sentiamo con delle conversazioni che per colpa mia sono surreali e superficiali, perche’ non ho la forza di parlare. E siamo sempre a questo maledetto punto, mi proteggo, ma dovrei proteggermi da me stesso, dovrei proteggermi dalla mia capacita’ innata di trattarmi male, dal mio modo di amplificare le cose, dal mio dispergere energia in processi che non dovrebbero farlo, e mi allontano dalla mia essenza, mi allontano da me, mi allontano da quello che vorrei e mi dimentico di come si puo’ sognare. Quando si arriva al punto di non saper o di non avere piu’ il coraggio di sognare allora vuol dire che le cose sono veramente messe male, e questa sensazione di freddo, di disagio si amplifica e mi lascia spossato per la violenza che ha dentro di se.

(On Air Brad Mehldau Vicar Street Dublin 08-09-1999 Exit music for a film solo piano inedito)

The road to

quoyle Settembre 25th, 2006

Bisogno urgente di ricominciare, da uno spazio caldo, mi sono perso. Uno spazio popolato di energie positive, che riescano a riportarmi da dove ero partito, a volte si capisce solo dopo che il percorso era tutto sbagliato, la strada non era quella giusta, ed occorre sbagliare, dolorosamente sbagliare per capire. Alla musica, quella che e’ nata da questo posto, e non sapevo nemmeno esistesse da qualche parte dentro di me. A quella musica che si e’ persa, che e’ stata inghiottita dalla mia stupidita’, dalla mia ottusita’, dalla mia fragilita’.

I remember the night and the Tennessee Waltz
Now I know just how much I have lost
Yes, I lost my little darlin’ the night they were playing
The beautiful Tennessee Waltz.

Per quell’armonia che ho perso, per tutto quello che ho sprecato, per come mi sono sprecato, per come mi sono avvilito ed annullato. Ricomincio da questo fondo, arranco, sono affaticato, dolorante, con in testa una confusione difficile da raccontare.

Da In love in vain uno dei primi standard di cui ho parlato qui dentro , dolorosamente e rabbiosamente da in love in vain.

It’s only human for anyone to want to be in love,
But who wants to be in love in vain?

Ci si abitua a tutto, ci si abitua al peggio degli altri e di se stessi, ci si abitua a giocare al ribasso, ci si abitua a non considerare le proprie sensazioni. Ed il cielo di oggi mi cade addosso, svegliarsi con questo grigio e questo schifo dentro, parole attaccate addosso, parole ricacciate dentro, la cosa peggiore che si puo’ fare ad un essere vivente e’ negare la possibilita’ di parlare di esprimersi, di raccontare, esistono sempre due modi di vedere le cose. E ho bisogno di tutta la positivita’ che ciascuna delle persone che ho invitato in questo spazio ha saputo donarmi in vario modo, piccoli scambi a volte, piccoli particolari apparentemente senza importanza, o con passaggi di vita reale, con gesti concreti e vissuti a volte densi che mi sembrano irreali alcune  volte per la densita’ e lo spessore della vicinanza. Per cercare di ritornare a me stesso, la strada verso me stesso, come al solito percorro strade blu, tortuose, difficili, e’ il mio destino, ed il mio desiderio di interiorita’ che mi porta li.

E tornare verso il Tennessee per le strade tortuose, perche’ ho capito tutto quello che ho perso, e spero di riprenderlo per strada, con pazienza, con la certezza che non sara’ un percorso facile, riavere la bellezza che ho scaraventato dal precipizio con violenza, per inseguire la mia interiorita’ vorace e fragile, per i dischi che non ho mai spedito, per quelli che abbiamo ascoltato insieme, per i concerti visti, per  quelli mancati. Per l’unica cosa che mi fa sentire veramente vivo, e mi fa comunicare, e mi fa raccontare e riesce a farmi superare la mia staticita’.

(On Air In love in vain + Tennessee Waltz Quoyle Piano)

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