quoyle Agosto 19th, 2007
Movimenti e spostamenti frenetici in questi giorni, nessun tempo per perder tempo, nessun tempo per riflettere, nessun tempo per niente, solo corsa e spostamento tra istanti successivi, un punto da cui partire ed uno in cui arrivare.
Qualche istante rubato nelle corse, qualche frammento fermato su carta, altri su una foto improvvisata. Un cielo squarciato di nuvole in agosto dopo un temporale, un tramonto prima di suonare, un cielo pomeridiano in un pomeriggio irreale fuori dal mio spazio e dal tempo, dove finalmente il tempo sembrava sospeso, una spiaggia di notte con il cattivo tempo in arrivo da nord.

Nuvole in viaggio
Lunedi’13 su un treno preso attraversando una citta’ irrealmente fredda e silenziosa in un mattino di Agosto
Ore 7.15
Pioggia, silenzio, solo il rumore lontano di un tuono .Mattina di agosto fresca e grigia le sensazioni tipiche di settembre. Strade deserte pero’.Nel pulman verso la stazione guardo con occhi non miei il paesaggio cittadino desolato. Non si sentono tutte quelle interferenze di pensieri tipiche degli ambienti affollati il tempo sembrqa sospeso, fermo. E non mi dispiace questa sensazione un po malinconica, non mi dispiacciono le giornate da solo con i miei pensieri.

Giovedi’ 16
Serata strana quella di ieri, in altri tempi probabilmente avrei raccolto il lato umoristico della faccenda (ed in effetti ieri sera per quanto riguarda il mio atteggiamento, in effetti ha prevalso il lato umoristico almeno fino quasi alla fine, dove a tradimento per stanchezza ed ubriachezza si sono infilati in sottofondo pensieri pesanti).
Le riflessioni sono molte, la gente che era al Casino’ Municipale di Levanto, per la maggior parte in assoluto deficit di ossigeno mentale, completamente lobotomizzati da routine quotidiana, ed in gran parte anche i musicisti.
Non riesco e non ho molta voglia di approfondire le schifezze che mi sono passate per la testa, sempre le solite a dire il vero su come sia virtualmente impossibile far arrivare cose buone e di qualita’ alla gente, e di quanto strani e schizofrenici siano i meccanismi che regolano i rapporti tra esseri umani.

Questo periodo non mi concede grandi spazi riflessivi (per fortuna), mi sembra di non avere tempo per me stesso, sempre preso tra lavoro e musica, quei pochi minuti in casa dedicati al cucciolo ed alle faccende indispensabili, e’ una corsa perenne.
Immagini sempre tante fermate, alcune surreali, che non e’ possibile descrivere visivamente, altre reali fermate dal telefonino, paesaggi umani, paesaggi naturali, cieli, paesaggi, equilibri, spesso precari ed instabili.
Stasera altro giro altra corsa, Barga, agriturismo, ancora di corsa, ancora un ora di macchina da casa e diverse miglia lontano dai miei pensieri.

E la stanchezza quella fisica, vera reale, che ti allontana dai pensieri, per poi ripresentarteli appena sei riuscito a placarla un attimo, il tempo che si comprime si sospende per poi riportarti indietro con odori che non ricordavi, la difficolta’ di aprire ed approfondire.

On Air: Alan Pasqua Improvisation #2
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