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Black is the color of my true love’s hair

quoyle Febbraio 16th, 2008

Ireland

words and music traditional

Black is the color of my true love’s hair
Her lips are like some roses fair
She has the sweetest smile and the gentlest hands.
I love the ground whereon she stands

I love my love and well she knows
I love the ground whereon she goes.
And I wish the day, it soon will come
That she and I will be as one

I’ll go to the Clyde and I’ll mourn and weep
Where satisfied I never shall be
I’ll write her a letter, just a few short lines
And suffer death ten thousand times

On Air: Quoyle - Black is the colour of my love’s true hair (Irish Folk Song)


Marianne Racine Quartet - Sångbook

quoyle Novembre 27th, 2007

Mariane RacineAncora per continuare la saga di musicisti nordici che mi stanno accompagnando in questi mesi, voglio parlare di questa cantante svedese, Marianne Racine. In particolare di questo disco che mi e’ capitato tra le mani. Ancora atmosfere delicatissime, da un songbook popolare svedese, intervallato da alcune deliziose interpretazioni di standard della tradizione come Angel Eyes, Speak Low. Ma se c’e’ un brano che ha letteralemente rapito la mia attenzione musicale proiettandola in un’altra dimensione e’ Hyvän illan, un’intro di voce antica, che si perde nelle distese del nord per lasciare il posto ad un pianoforte caldo,arpeggi su un pedale di quelli semplici semplici che solo per il suono che hanno riescono a toglierti ogni pensiero dalla testa per lasciare spazio alla bellezza della semplicita’. E poi una melodia popolare, che si appoggia su un rullante dal sapore antico, ad una ritmica pulsante che non esagera mai, tutte note misurate che lasciano spazio ai soli di contrabbasso e pianoforte per rientrare dolcemente su quel tema iniziale dalla bellezza disarmante, mi piace immaginare che questa sia una ninna nanna popolare. E basterebbe questo brano per meritare tutto il disco, e la splendida certezza che in giro ci sono tanti musicisti capaci di regalare emozioni in modo esemplare come in questo disco.

Marianne Racine Quartet - Sångbook
TCB 23102

Marianne Racine-Granvik, voc
Andy Scherrer, p
Bänz Oester, b
Norbert Pfammatter, dr

1 Så skimrande var aldrig havet
2 Soft and warm / I can’t believe it, but I do
3 Hyvän illan
4 Safari / Visa i molom
5 Näckens polska
6 Speak low
7 Bop-medley
8 Angel eyes

On Air: Marianne Racine Quartet Hyvän Illan


Rating: ★★★★☆

Un Mosaico

quoyle Agosto 19th, 2007

Movimenti e spostamenti frenetici in questi giorni, nessun tempo per perder tempo, nessun tempo per riflettere, nessun tempo per niente, solo corsa e spostamento tra istanti successivi, un punto da cui partire ed uno in cui arrivare.

Qualche istante rubato nelle corse, qualche frammento fermato su carta, altri su una foto improvvisata. Un cielo squarciato di nuvole in agosto dopo un temporale, un tramonto prima di suonare, un cielo pomeridiano in un pomeriggio irreale fuori dal mio spazio e dal tempo, dove finalmente il tempo sembrava sospeso, una spiaggia di notte con il cattivo tempo in arrivo da nord.

Notte sulla spiaggia

Nuvole in viaggio

Lunedi’13 su un treno preso attraversando una citta’ irrealmente fredda e silenziosa in un mattino di Agosto
Ore 7.15

Pioggia, silenzio, solo il rumore lontano di un tuono .Mattina di agosto fresca e grigia le sensazioni tipiche di settembre. Strade deserte pero’.Nel pulman verso la stazione guardo con occhi non miei il paesaggio cittadino desolato. Non si sentono tutte quelle interferenze di pensieri tipiche degli ambienti affollati il tempo sembrqa sospeso, fermo. E non mi dispiace questa sensazione un po malinconica, non mi dispiacciono le giornate da solo con i miei pensieri.

Cielo squarciato di agosto

Giovedi’ 16

Serata strana quella di ieri, in altri tempi probabilmente avrei raccolto il lato umoristico della faccenda (ed in effetti ieri sera per quanto riguarda il mio atteggiamento, in effetti ha prevalso il lato umoristico almeno fino quasi alla fine, dove a tradimento per stanchezza ed ubriachezza si sono infilati in sottofondo pensieri pesanti).
Le riflessioni sono molte, la gente che era al Casino’ Municipale di Levanto, per la maggior parte in assoluto deficit di ossigeno mentale, completamente lobotomizzati da routine quotidiana, ed in gran parte anche i musicisti.
Non riesco e non ho molta voglia di approfondire le schifezze che mi sono passate per la testa, sempre le solite a dire il vero su come sia virtualmente impossibile far arrivare cose buone e di qualita’ alla gente, e di quanto strani e schizofrenici siano i meccanismi che regolano i rapporti tra esseri umani.

Tramonto a levanto

Questo periodo non mi concede grandi spazi riflessivi (per fortuna), mi sembra di non avere tempo per me stesso, sempre preso tra lavoro e musica, quei pochi minuti in casa dedicati al cucciolo ed alle faccende indispensabili, e’ una corsa perenne.
Immagini sempre tante fermate, alcune surreali, che non e’ possibile descrivere visivamente, altre reali fermate dal telefonino, paesaggi umani, paesaggi naturali, cieli, paesaggi, equilibri, spesso precari ed instabili.
Stasera altro giro altra corsa, Barga, agriturismo, ancora di corsa, ancora un ora di macchina da casa e diverse miglia lontano dai miei pensieri.

Cieli di Barga

E la stanchezza quella fisica, vera reale, che ti allontana dai pensieri, per poi ripresentarteli appena sei riuscito a placarla un attimo, il tempo che si comprime si sospende per poi riportarti indietro con odori che non ricordavi, la difficolta’ di aprire ed approfondire.

Fuori dal tempo

On Air: Alan Pasqua Improvisation #2


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