Wayfaring Stranger

marzo 1, 2010 by quoyle  
Inserito nella categoria Archi, Blog, Contrabasso, Strumenti Musicali

I’m just a poor wayfaring stranger
trav’ling through this world of woe.
there’s no sickness, toil nor danger
In that bright world to which I go.
I’m going there to meet my father
I’m going there no more to roam;
I am just going over Jordan
I am just going over home.

I know dark clouds will gather o’er me
I know my pathway’s rough and steep;
But golden fields lie out before me
Where weary eyes no more shall weep.
I’m going there to see my mother
She said she’d meet me when I come
I am just going over Jordan
I am just going over home.

On Air: Charlie Haden Wayfaring Stranger (The art of the song)

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Terricciola – Notte Bianca

luglio 12, 2009 by quoyle  
Inserito nella categoria Archi, Blog, Racconti

Appena rientrato da una serata strana. E’ qualche tempo che cerco di aggregare persone incosapevolmente, di sperimentare alchimie sonore, percorso tortuoso, progettualita’ minima, improvvisazione alta. Cerco le similitudini e le differenze, stasera l’umore era tetro, c’era qualcosa di sgradevole dentro di me, proiettato dall’esterno. Odio alcune cose, alcuni sguardi, e le parole inutilmente violente. Peccato che questa cosa abbia macchiato una serata potenzialmente ed in alcuni punti realmente bella, grazie al violino cubano di Ruben, sconvolgente il groove ritmico ed armonico che quel violino sprigionava, non avevo mai sentito una pulsione cosi’ forte, suonare con quel violino e’ stata una grande esperienza, un altro tassello forse del gruppo che vorrei, eppure c’e’ questo sapore antipatico, questa sensazione fastidiosa. Mi addolcisco ascoltando questo arrangiamento incredibilmente denso ed incredibile di Clare Fischer, archi che sanno dare gioia, calore, profondita’, ottoni che sanno dare freddezza e spigolosita’, legni che si insinuano nelle pieghe preparate dagli ottoni, tappeti di percussioni, distese di solitudini pianistiche, e’ anche questa la musica che ho dentro.

On Air: Clare Fischer CP

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Vince Mendoza – Epiphany

novembre 8, 2007 by quoyle  
Inserito nella categoria Archi, Blog, Classica, Dischi, Strumenti Musicali

“Ora in mezzo all’oceano profondo non con il corpo, bensi’ con la mente mi sforzo di toccare il fondo”
Nasos Vaghenas Ballate Oscure

EpiphanyIn questi giorni di frenesia lavorativa, l’unico momento di calma che mi dedico completamente sono quelle due ore di viaggio in treno che ho da qualche tempo deciso di dedicare ad ascoltare un disco con attenzione o come sottofondo ad un torpore pensieroso che ogni tanto mi assale nel viaggio. La domenica carico sull’Ipod i dischi che mi faranno compagnia durante la settimana e poi secondo il mood della giornata, il caso ne scelgo alcuni durante i vari giorni. Ieri mi sono imbattuto in qualcosa di veramente bello, di profondo da cui riesco con fatica a distaccarmi, il disco epiphany di Vince Mendoza. Se esiste una meraviglia in natura, e’ il suono degli archi quando e’ orchestrato bene, quando le note scivolano morbide attraversando una continuita’ impercettibile, si spostano non riesci a percepire movimenti bruschi, anche nelle dissonanze. Ecco Mendoza e’ un grandissimo arrangiatore, uno dei piu’ grandi contemporanei, in quell’impromptu del disco, dopo 10 secondi si sentono talmente tanti odori, si viene proiettati nel passato, Schoenberg, Wagner di Tristano ed Isotta e poi sentori di jazz che aprono improvvisamente il panorama sonoro dove non pensavi potesse arrivare. E senti il piano discreto di John Taylor che accarezza note sapienti non si capisce dove e’ il confine, e poi la batteria di Peter Erskine in quella meraviglia di composizione che e’ Esperanza. E non ci sono parole per il suono della London Symphony Orchestra, ecco mi dimentico, mi astraggo, mi immergo completamente in questi paesaggi sonori ed in questo calore che solo il suono vero del legno degli archi riesce a creare.

On Air: Vince Mendoza Impromptu from Epiphany

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Rating: ★★★★☆

Interval #2 – Adagio

marzo 2, 2007 by quoyle  
Inserito nella categoria Archi, Classica, Strumenti Musicali

E’ nella parte bianca del ventaglio là dove non c’è scritto niente che si trova il vero senso. I tocchi di rosso, di verde non hanno significato là dove non c’è disegnato niente, tutto è rivelato.. il fiore la luna, ed anche una magnifica residenza.

On Air: Mozart KV488 No 23 in A 2. Adagio

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Adagietto

febbraio 18, 2007 by quoyle  
Inserito nella categoria Archi, Blog, Classica, Pianoforte, Strumenti Musicali

Nel bosco dove fa ancora notte
al sorgere dell’alba
la melodia.
(Detto Zen) 

Uri Caine non smette di sorprendermi, avendo il coraggio di rivisitare alcune delle pagine piu’ belle della musica classica, sempre con gusto, fantasia, modernita’ e uso di tavolozze timbriche incredibili. L’adagietto della Sinfonia n5 di Mahler, e’ credo una delle pagine piu’ famose di Mahler, solo per archi ed arpa, ne esistono centinaia di interpretazioni, dilatatissime o piu’ veloci, Uri Caine rilegge questa pagina con una luce nuova, il tema esposto dilatatato lasciando fluire la bellezza del tema, sospensioni, pause, note appena accennate per poi lasciar entrare il respiro del legno del violino e del contrabasso e la lucentezza di una tromba. Arrivando ad un crescendo centrale intensissimo ed emozionante per ritornare al suono del pianoforte che nel finale si perde in un magma sonoro percussivo, lasciando spazio anche con gusto ai campionamenti inseriti in maniera discreta da un dj che fa parte integrante del Mahler Project. La fantasia visionaria di Caine, e’ davvero tutta in queste note registrate dal vivo a Tolbach.

On Air: Uri Caine Gustav Mahler Live in Tolbach Adagietto from Sinfonia n.5

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