Prints
Un amico carissimo, Venerdi’ mi ha chiesto di aiutarlo, lui e’ un percussionista ed insegnante in una scuola media. Insieme ad i suoi alunni ha fatto un video sui diritti dei bambini per Amnesty, il video e’ piaciuto molto e verra’ distribuito, occorreva inserire la colonna sonora non protetta da diritti d’autore, mi ha chiesto di scrivere qualcosa… io in genere non sono molto incline a scrivere musica originale, pero’ lo scopo mi sembrava giusto e quindi ho aderito, c’era da scrivere 2 minuti e 30 di musica, su un video in un giorno. Il mio amico mi ha indirizzato con dei loop di percussioni e chiedendomi la parte finale in solo piano, e questo e’ il risultato veramente distante dalle cose che suono generalmente, molto elettronico, con tappeti di sintetizzatori, un po figlia dei fiori con il flauto che si armonizza al sassofono contralto di Paolo. Ipnotica, appena sara’ montata sul video pubblico anche il video per il momento la colonna sonora…naturalmente rilasciata sotto licenza Creative Commons..

On Air: Quoyle + Paolo White Prints
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.
Stefano Bearzatti – Salumeria della Musica
febbraio 23, 2007 by quoyle
Inserito nella categoria Concerti, Contrabasso, Sassofono
A volte mi dimentico, ci dimentichiamo che la musica e’ essenzialmente gioia. Periodo buio, giornate lavorative senza molto senso, sono le 19.30 decido di uscire e di cercare qualcosa che riesca a distrarmi, passando nel corridoio verso l’uscita intercetto una discussione surreale, stanco intervengo, logorroico come solo il sonno e la fatica mi rendono, trascino una collega mai vista fuori con me per ascoltare questo concerto. Mi attira la presenza di Paolino dalla Porta principalmente, sono leggermente preoccupato dalla formula trio sax, basso, batteria, formula pericolosa che spesso dopo un paio di pezzi puo’ risultare fatalmente noiosa. Il gruppo e’ formato da Stefano Bearzatti Sax, Paolino Dalla Porta Contrabasso e Manu Roche Batteria. Dalle prime note rimango colpito dal lirismo del gruppo e dal bel sound libero ed arioso (spesso noi pianisti siamo colpevoli di riempire troppo gli spazi sonori), l’espressione di Paolino e’ eloquente, si divertono, Bearzatti ha un bellissimo suono di Sax e Manu Roche colora fantasticamente la ritmica, mi piacciono molto, il concerto continua con grande interplay, divertimento tra i musicisti, complicita’, rischi, corse su fili recuperate ad un passo dalla caduta, risate sincere ed una bella umanita’ che veniva fuori da quelle note. Le composizioni tutte originali di Bearzatti e di Paolino Dalla Porta, mi ha colpito in particolare una Lullaby for Ugo che e’ stata sublime, appena sfiorata dal sassofono, con un’introduzione di Contrabasso che mi ha letteralmente fatto volare via dalla sedia. Era molto tempo che non vedevo un divertimento autentico, privo di mestiere, un concerto fatto da musicisti per poco pubblico, con una gioia vera ed un desiderio profondo di suonare, sentendo ogni nota, suonando ogni nota come diceva Flores come se fosse l’ultima.
Maxine
While the world is sleeping
We meet at Lincoln Mall
Talk about life the meaning of it all
(Donald Fagen Maxine)
Ho buona memoria, anche per dettagli e cose apparentemente insignificanti, non so se sia una cosa buona, ma certamente e’ un fatto.
Come e’ altrettanto vero che sono curioso, probabilmente troppo. Comunque il fatto e’ che ricordo benissimo una sera di parecchi anni fa era il 4 gennaio 1988, io studiavo per il 3 liceo, eravamo nelle vacanze natalizie e mi preparavo per rientrare a scuola, studiavo di notte, come al solito.
Mi facevano compagnia le note di Rai Stereo Notte, specialmente in quel periodo, devo molto a quelle voci ed a quelle scalette, per le suggestioni e le scoperte che mi hanno regalato.
Ricordo che in quella trasmissione tra le tante proposte che avrebbero segnato i miei ascolti musicali, che all’epoca erano ancora acerbi e senza una direzione precisa, ci fu la proposta di un disco meraviglioso the Nightfly di Donald Fagen, in particolare la ballad pop/jazz Maxine.
Gia’ dalle prime note di pianoforte si sentiva la raffinatezza armonica di Fagen, le suggestioni del jazz, poi all’improvviso nel mezzo del brano 20 secondi veramente intensi, un solo di sax tenore incredibile, rimasi profondamente colpito da quel solo, come e’ possibile dire tante cose in appena 20 secondi, come puo’ esserci uno sviluppo cosi’ coerente, un senso tanto vicino a quello della ballata in appena 20 secondi, come diavolo si puo’ essere cosi’ terribilmente jazzy eppure rimanere nel mood pop del brano? Ebbene la risposta e’ solo una, la magia di Michael Brecker era quella la risposta, la genialita’ di questo musicista versatile, jazz, fusion, steps Ahed, Brecker Brothers, Herbie Hancock, Joni Mitchell, Jaco Pastorius. Una voce di sax inconfondibile, e quel solo cosi’ piccolo mi ha sempre ricordato molte cose nella musica , l’umilta’ di saper dire in poche battute, la sintesi, e la personalita’ inconfondibile nel suono e nel fraseggio. Dopo quell’incontro il timbro dell’improvvisazione di Brecker divento’ inconfondibile per me, in qualsiasi disco alle prime note riuscivo a riconoscere il suo modo unico di entrare nel solo, di entrare nel brano e segnarlo profondamente. E quel solo di appena 20 secondi mi ha fatto compagnia da quella sera del 1988, comprai il disco prima, il cd dopo ,trovato in una bancarella abbandonato, ed il mio ascolto preferito e’ stato spesso quella ballad, con l’emozione sempre uguale di arrivare a quelle note cosi’ brevi e cosi’ intese del solo di Brecker.
Ecco la sua grandezza, l’umilta’ musicale, l’essere cosi’ grandi e saper tenere a bada il proprio io musicale. Brecker lo ricordo cosi’ con quelle note piccole ed enormi di Maxine, e’ tutto in quelle note..

On Air: Donald Fagen The Night Fly – (Michael Brecker Solo Sax Tenore)
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.
Musica rossa per notti bianche
luglio 2, 2006 by quoyle
Inserito nella categoria Blog, Live Music, Pianoforte, Racconti, Sassofono

Capita almeno una volta nella vita di suonare ad una notte bianca, potra’ sembrare strano ma anche il comune di Massa ha deciso di fare questa iniziativa ieri notte. Veniamo contattati per un duo Pianoforte e Sax, da un circolo di Massa. Arrriviamo a Massa alle 20.30, chiediamo dove sia il circolo, ci dicono di andare sulla via Alberica, e non possiamo sbagliarci c’e’ una falce e martello davanti (sorrido).
Arrivati al circolo montiamo un po a caso sul marciapiede, praticamente davanti ad un portone di casa, i cavi pendono, i compagni esultano, le foto del che svettano dalle vetrine del circolo e ci guardano. Il circolo ha un bell’aspetto, la cosa che mi lascia perplesso e’ il contrasto tra falce e martello e bicchieri ultralusso per portarci il vino, insomma mi aspettavo i bicchieri da osteria trucida non i bicchieri da enoteca radical. Cmq sbevazziamo in attesa dei fuochi di artificio, ceniamo molto bene, parlando con un armonicista del luogo. All’improvviso mi rendo conto che vicinissimo a dove suoniamo noi c’e’ un punto musica allestito dal comune che manda a tutto volume Duran Duran, Depeche Mode, Cure, sono disperato, il volume e’ altissimo, iniziamo a suonare alle 23 Watermelon Man, a tutto volume pianoforte e sassofono, incastrandoci con arditi poliritmi con le canzoni dei Duran Duran (posso dire di aver suonato con i Duran… mica male). La testa mi scoppia, impossibile suonare in queste condizioni, eroicamente continuiamo, ogni tanto si ferma qualcuno e cerca di ascoltarci ma davvero lo scontro e’ senza possibilita’ di vittoria anche se cerchiamo di alzare il volume, i Cure ci sovrastano.
Continuiamo a suonare, alternando pause di vino, ad ascolti di questo simpatico punto musica, riprendiamo a suonare, Massa e’ un paesone si conoscono tutti, arriva una tipa supervamp tacco 12 (mi diranno essere una viglilessa..) che vuole cantare con noi, inizia a dimenarsi dicendo che dobbiamo andare su jobim "daiii ragazzi qui bisogna andare sulla bossa", io la ignoro ,il sassofonista un po meno, diciamo che e’ interessato dalla forma fisica della tipa e vorrebbe costringermi a suonare la ragazza di Ipanema, mi rifiuto e dico che se Jobim deve essere sia Retrato em Branco e Preto, infatti puntualmente la vigilessa si dilegua (in compagnia) quando si rende conto che non daremo seguito alle sue richieste.
Penso che il peggio sia passato, si avvicina una passante e mi chiede fate qualcosa di Cammeriere, ed io le rispondo sempre piu’ acido (con i Depeche mode in sottofondo), che ho rimosso dalla mia vita Cammeriere, che non so chi sia… riprendiamo a suonare quando arriva un signore 70nne di corsa dal palazzo di fronte ed inizia ad inveire contro di noi, contro il rumore che facciamo, stiamo suonando Softly as in a morning sunrise e sono le ore 1.40 am locali, minaccia l’intervento dell’esercito, delle forze dell’ordine e che dovremmo tutti andare a lavorare invece di fare casino la notte, io non ho la forza di parlare la testa mi scoppia, smetto di suonare e gli dico che ha vinto. Appena smettiamo ci rimane male perche’ si rende conto che non siamo io ed il sassofonista i Depeche Mode, ma sono quelli del punto musica a 10 metri, allora con fare mesto si avvia verso casa ( con noi che gli gridiamo dietro di andare a far smettere quelle bestie che ci stanno massacrando i timpani), Alle 2 smettono di mandare musica a tutto fuoco, noi riprendiamo per dire di aver suonato qualcosa, anche se siamo stanchi e la testa scoppia per il rumore, suoniamo El Pueblo unido, Comandante Che Guevara, Over The Rainbow e finalmente un po di note si riescono ad ascoltare nel silenzio irreale di questa stranissima notte bianca, che termina davanti ad un altro bicchiere di vino intorno alle tre e mezza.
(On Air La Marsigliese Jackie Terrasson)
Vee Jay Sessions (Easy living)
E’ decisamente superfluo aggiungere qualcosa al sax di Wayne Shorter ed alla tromba di Lee Morgan, la sensazione di positivita’ che si sprigiona dalle note e’ evidente, davvero Easy Living, il cofanetto che raccoglie tutto il materiale delle Vee-jay Sessions e’ un regalo che mi feci qualche tempo fa, una delle cose piu’ belle che mi sia mai regalato,.6 cd di gioia e leggerezza e passione, le prime registrazioni di Wayne Shorter nel 1959 l’inizio di una carriera e di una crescita musicale che hanno pochi uguali nel jazz contemporaneo, l’ascolto ideale per un Venerdi’ che chiude due settimane dure.
(On Air Getting to know you – Easy Living Wayne Shorter e Lee Morgan Vee jay sessions)















