Angel eyes

dicembre 8, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Pianoforte, Standards, Vocal

"Have you ever had the feeling
That the world’s gone and left you behind"

 

(On Air Quoyle & Lotta Angel Eyes)

Take it with me

novembre 15, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Standards, Vocal

Take it with me (Tom Waits)

Phone’s off the hook
No one knows where we are
It’s a long time since I
Drank champagne
The ocean is blue
As blue as your eyes
I’m gonna take it with me
When I go

Old long since gone
Now way back when
We lived in Coney Island
Ain’t no good thing
Ever dies
I’m gonna take it with me
When I go

Far far away a train
Whistle blows
Wherever you’re goin
Wherever you’ve been
Waving good bye at the end
Of the day
You’re up and you’re over
And you’re far away

Always for you, and
Forever yours
It felt just like the old days
We fell asleep on Beaula’s porch
I’m gonna take it with me
When I go

All broken down by
The side of the road
I was never more alive or
Alone
I’ve worn the faces off
All the cards
I’m gonna take it with me
When I go

Children are playing
At the end of the day
Strangers are singing
On our lawn
It’s got to be more
Than flesh and bone
All that you’re loved
Is all you own

In a land there’s a town
And in that town there’s
A house
And in that house
There’s a woman
And in that woman
There’s a hart I love
I’m gonna take it
With me when I go
I’m gonna take it
With me when I go

(On Air Take it with me  Solveig Slettahjell – Slow Motion Quintet )

You don’t know

maggio 8, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, My Music, Pianoforte, Standards, Vocal

 

Uno dei miei standard preferiti, altro di quelli ingombranti, come diavolo si fa a suonare una canzone che e’ stata cantata da Billie Holiday, come si fa per rendere proprio un brano che e’ stato suonato in mille modi, che tutte le mani piu’ grandi del jazz hanno sfiorato e che il sax di Coltrane ha magicamente raccontato.

Le versioni che metto on air sono state suonate e cantate qualche giorno fa da me in quella piano solo ed insieme a Lotta quella cantata, so che sono un po dure e spigolose specialmente nello stile del pianoforte, del resto se la voce di Billie Holiday raccontava la nostalgia e la malinconia, sono convinto che in quel testo si nasconda una buona dose di rabbia, sentimento che ho ascoltato anche nel sax di Trane. Del resto il dolore della perdita di qualsiasi tipo, si manifesta spesso (grazie al cielo non sempre e non per tutti) con rabbia.

Quello che sento nel brano e’ la crescita del sentimento di nostalgia e mancanza, che all’inizio e’ tale e poi si trasfigura in altro, qualcosa di magmatico e confuso, per arrivare alla fine in una lenta dissolvenza. Le parole the meaning of the blues, e la chiave del testo che rimbomba ovunque, you don’t know, you don’t know, ti viene da sottolineare quel passaggio anche in modo esagerato, ossessivo, difficile raccontare un sentimento cosi’ comune ma cosi’ intimo attraverso delle note.

 You don’t know what love is (Don Raye/Gene De Paul)

You don’t know what love is
until you’ve learned the meaning of the blues
Until you’ve loved a love you’ve had to lose
you don’t know what love is

you don’t know how lips hurt
until you’ve kissed and had to pay the cost
until you’ve flipped your heart and you have lost
you don’t know what love is

do you know how a lost heart feels
the thought of reminiscing
and how lips that taste of tears
lose their taste for kissing

you don’t know how hearts burn
for love that can not live yet never dies
until you’ve faced each dawn with sleepless eyes
you don’t know what love is

you don’t know how hearts burn
for love that can not live yet never dies
until you’v faced each dawn with sleepless eyes
you don’t know what love is…..what love is….

(On Air You don’t know what love is Quoyle solo piano e quoyle & lotta vocal version)

Can i live up to my own potential? (Q&A)

aprile 8, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Vocal

 

Can i live up to my own potential?
Can you live up to your own potential?
Can i live up to my true potential?
Can you live up to your true potential?

Is there any escape
from deterential down point of
neglect disrespect mass acceptance of conventions?

Will i be a living contradiction ?
Or will i go forth with my mission ?
Will you be a living contradiction ?
Or will you go forth with your mission ?

The mission
To readjust our vision
don’t forget to the confines of
space and time

(On AIr URsula RucKer QA from Silver and Lead)

 

Spezie

marzo 17, 2006 by quoyle  
Inserito nella categoria Blog, Percussioni, Pianoforte, Strumenti Musicali, Vocal

Maria Joao, cantante portoghese atipica, contaminata profondamente da radici Africane, Indiane e SudAmericane, insieme alle influenze piu’ tipicamente europee principalmente regalate dal pianismo eclelttico del suo compagno Mario Laginha. Maria Hoao riesce sempre a comunicare un qualcosa di solare, di autentico e di rituale, l’uso della voce e’ sempre estremo, utilizzato come uno strumento musicale, portato fino al limite e contestualmente un utilizzo dei cori che fanno da risposta al ‘celebrante’ in questo caso la voce di Maria Joao. Sono odori di Africa principalmente, e contestualmente tradizione colta, con il pianismo molto assonante in questo caso di Laginha, richiami Gospel che rendono ancora piu’ solare e piena di speranza autentica questa interpretazione.

Odore di spezie diverse in questa voce, sempre il mare, mare cosi’ diverso dal mare neoclassico cantato da Savina Yannatou, il mare del portogallo, a volte malinconico a volte pieno del rumore del mercato, pieno di voci e culture diverse, il rumore della vera world music, quella contaminata che non scade mai nelle contaminazioni banali, Portogallo e Mozambico, Portogallo ed India, celle ritmiche tipiche dei Raga Indiani, collaborazioni eccellenti con il signore delle percussioni Trilok Gurtu oppure con il chitarrista Jazz Ralph Towner, ed ancora con musicisti della tradizione flamenco, un lavoro interessante che ripercorre brani della tradizione jazz o ancora pop come il caso di Blackbird, odore di calore ed in alcuni casi di Saudade, di Nostalgia di infinito, di attesa del ritorno di qualcuno dal mare pur sapendo che non tornera’, del resto la leggenda dice che il mare del portogallo e’ salato per le lacrime delle donne portoghesi che attendono il ritorno dei loro amati. Vi lascio con on line due brani di due dischi diversi di Maria Joao, Blackbird che fa parte di quella categoria di brani quasi imbarazzanti per la semplicita’ e la bellezza che racchiudono, brani semplici, onesti e schietti, brani oserei dire ideali che riescono a coniugare semplicita’ armonica e originalita’.

Ed ancora una versione tipicamente piena di nostalgia e richiami di saudade portoghese, interpretata pero’ da strumenti non legati direttamente a questa musica, pianoforte e fisarmonica, che insieme alla voce quasi sassofonistica di Maria Joao, ricreano un’atmosfera raccolta di pace e poi il titolo assolutamente divino di questo brano em tão pouco tempo escureceu tanto

 

Blackbird singing in the dead of night
Take these broken wings and learn to fly
All your life
You were only waiting for this moment to arise

Blackbird singing in the dead of night
Take these sunken eyes and learn to see
All your life
You were only waiting for this moment to be free.

Blackbird fly, Blackbird fly
Into the light of a dark black night.

Blackbird fly, Blackbird fly
Into the light of a dark black night.

Blackbird singing in the dead of night
Take these broken wings and learn to fly
All your life
You were only waiting for this moment to arise
You were only waiting for this moment to arise
You were only waiting for this moment to arise

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