Dark Intervals Piccoli istanti ne’ giorno ne’ notte

leave

Darkintervals5.0Piccoli istanti ne' giorno ne' notte, come il disco di Keith Jarrett, un inno panteistico, un susseguirsi di piccoli intensi intervalli scuri ed aperture improvvise di un lirismo struggente. La gioia del suono, la meraviglia di ascoltare quelle note apparire e vivere e sparire con l’intensita’ che solo la creazione spontanea ed istantanea riesce a creare.

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Time on my hands

quoyle Gennaio 7th, 2009

Dawn

Sempre dal fondo della ricatalogazione della collezione, un inedito da Tokio 31.10.2002 con un Jarrett in forma strepitosa, non ci sono molte parole, anche la qualita’ della registrazione passa in secondo piano davanti ad una perla come questa.
E’ l’augurio per questo nuovo anno che parte ufficialmente da oggi, che sia un anno gentile.

On Air: Keith Jarrett Solo Piano Time on my hands Tokio Geiyutu 31.10.2002


Un anno fa :

Un post a caso: Cambiamenti

quoyle Febbraio 17th, 2006

C’era la fila quella sera del 2 Novembre 1969 al Ronnie Scott’s, c’era anche la BBC, c’era il Miles Davis Quintet. Miles pensava, pensava a come avrebbe diretto quella serata, il suo pensiero era velocissimo, eppure aveva forse finalmente trovato la combinazione di musicisti che fornisse il suono giusto, quel suono che cercava da tanto tempo. C’era Chick Corea quella sera, suonava il Fender , Miles lo aveva convinto a provare quel nuovo suono, voleva qualcosa di morbido su cui appoggiare il suono della sua tromba ed il Fender con i suoi accordi lunghi era quello che ci voleva, ne aveva dovuta fare di fatica per convincere Chick, ma adesso i risultati si vedevano.

A Miles piaceva suonare in Europa: "gli europei si che sanno come si tratta un re, fanno la fila per ascoltarti, non sono razzisti li in europa…" e Miles pensava alla sua musica, pensava a Wayne che ormai voleva lasciare il gruppo, lo avrebbe fatto alla fine dell’autunno, ma e’ il destino dei grandi, andare per la propria strada, Miles lo sapeva bene, mai avrebbe potuto trattenerlo a suonare, cazzo tanta fatica per averlo nel suo gruppo, la sua creativita’ e proprio adesso.., e c’era Jack alla batteria, tranquillo forse stanco per il lungo tour in europa Milano, Roma, Vienna ed anche lui iniziava a pensare di lasciare il gruppo per suonare con quel pianista che a Miles piaceva tanto, Keith si… Keith, nessuno sapeva suonare il piano come Keith, Miles lo sapeva, Chick Corea non poteva suonare come Herbie Hancock, Herbie non poteva suonare come Chick, nessuno poteva suonare come faceva Keith.

"One, Two, Three, Four" Miles stacca il tempo di Bitches Brew
C’era il silenzio quella sera al Ronnie Scott, la musica era diversa, i critici…… si loro i critici, quelli non amano mai il cambiamento, li costringe a capire cosa stai facendo, vogliono incasellare tutto. Miles lo sapeva, non lo capivano e la cosa non lo preoccupava.
E Miles ascoltava, dirigeva, dava segnali, lasciava crescere la creativita’ dei suoi musicisti quella sera al Ronnie Scott’s, anzi la incanalava dove sapeva fosse utile che andasse, adesso Chick….. vai , bastava una nota per lanciare o fermare un solo, Miles ascoltava, si lasciava prendere dalla musica, cazzo come avrebbe voluto che tutte le serate precedenti di questo gruppo fossero state registrate, ma quei fottuti alla Columbia, non capivano, per fortuna Chick aveva registrato qualcuna delle loro performance con un attrezzo infernale e stasera c’era la BBC, Miles era felice sembrava una jam session bop come ai bei tempi al Minton’s, era un bel gruppo questo Miles lo sapeva e sapeva anche che stava per finire, quell’esperienza era al termine. Frammenti del passato, quante volte Miles aveva suonato I fall in Love too easily ed anche quella sera e durante tutte le date della tournee aveva voluto suonarla, ricordava nel 67 a Parigi, con il suo quintetto super, anche in quel caso il 1967 era stato il punto piu’ alto ed inevitabilmente la fine. Era questa la sua forza ed anche questo Miles lo sapeva, lasciare che la musica andasse dove chiedeva, lui cambiava, i musicisti cambiavano, e la musica ricominciava, si rigenerava. C’era il Miles Davis Quintet quella sera al Ronnie Scott’s.

2 Novembre 1969 Ronnie’s Scott Londra:

Miles Davis (tpt); Wayne Shorter (ss, ts); Chick Corea (el-p); Dave Holland (b, el-b); Jack DeJohnette (d) BBC Radio Broadcast

Bitches Brew (M. Davis) (incomplete)
It’s About That Time (M. Davis)
No Blues (M. Davis)
This (C. Corea)
I Fall in Love Too Easily (S. Cahn-J. Styne)
Sanctuary (W. Shorter-M. Davis)
The Theme (M. Davis)

1969 Tournee Europe Miles Davis

26 Ottobre: Teatro Lirico, Milan (due concerti);
27 Ottobre: Teatro Sistina, Rome;
31Ottobre: Stadthalle, Vienna;
1 Novembre: Hammersmith Odeon, London (due concerti);
2 Novembre: Ronnie Scott’s Club, London;
3 Novembre: Salle Pleyel, Paris (due concerti);
4 Novembre: Tivoli Konsertsal, Copenhagen;
5 Novembre: Folkets Hus, Stockholm (due concerti);
7 Novembre: Philharmonie, Berlin;
9 Novembre: De Doelen, Rotterdam.

(On Air i fall in love too easily Miles Davis 2 Novembre 1969 Ronnie Scott’s TV Broadcast and i fall in love too easily Miles Davis 6 Novembre 1867 Salle Pleyel Paris Radio Broadcast)

Un anno fa : Fred Hersch Treviso 16 Febbraio 2005 (Endless Stars)

Maiden Voyage

quoyle Dicembre 31st, 2008

Martedi’ sera riordino la mia collezione di dischi; mi capita di farlo nei momenti di stress emotivo.Certi lo considererebbero un modo stupidissimo di passare una serata, ma io non sono fra quelli. Questa e’ la mia vita, ed e’ bello sguazzarci in mezzo, immergerci le braccia dentro, toccarla.
….
Ma quello che mi piace veramente e’ il senso di sicurezza che mi viene dal mio nuovo sistema di archiviazione; mi sono fatto piu’ complicato di quel che sono in realta’. Siccome possiedo un paio di migliaia di dischi, devi essere me - o almeno un dottore in Flemingologia - per sapere come ripescarli. Per esempio se vuoi sentire Blue di Joni Mitchell, devi sapere che lo comprai per regalarlo a qualcuno nell’autunno del 1983, ma che poi decisi di tenerlo io, per ragioni di cui adesso preferisco non addentrarmi. Bhe sono storie che non conosci, per cui non sai dove mettere le mani vero? Dovrai chiedermi di trovartelo io, e per qualche ragione lo trovo enormemente confortante. (Nick Hornby Alta fedelta’)

Da questa riorganizzazione e’ venuta fuori questa meraviglia assoluta di Herbie Hancock un inedito in Amburgo del 1993, ancora Herbie Hancock che quando vuole riesce a creare panorami onirici, aperti, sospesi, come in questa incredibile introduzione.

On Air: Maiden Voyage Herbie Hancock Hamburg 07 Nov 1993


Un anno fa : When Summer Comes